Idrogeno in Italia: più della metà delle imprese genera ricavi e gli investimenti superano il 10% | BusinessCommunity.it
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04/03/2026

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Idrogeno in Italia: più della metà delle imprese genera ricavi e gli investimenti superano il 10%

Dossi (H2IT): siamo nella fase di creazione della domanda, ma occorre fare attenzione perché le sfide per la costruzione di un mercato sono ancora tante

Intesa Sanpaolo e H2IT hanno pubblicato l'Osservatorio 2025 sull'idrogeno in Italia, basato su un'indagine che ha coinvolto 79 imprese della filiera. Il risultato più evidente è che il 58% delle aziende registra già ricavi legati all'idrogeno; la quota sale al 66% tra le imprese manifatturiere. Inoltre, più della metà degli intervistati dichiara che gli investimenti destinati a questo settore superano il 10% del totale, con valori ancora più alti per le PMI e le realtà di produzione.
La filiera si caratterizza per una rapida maturazione: l'età media di presenza nel settore è di otto anni, ma circa un quarto delle imprese attive opera da più di dieci anni, dimostrando una consolidata integrazione verticale. Le aziende coprono l'intera catena del valore, dalla produzione di impianti e componentistica alle attività di ingegneria e alle applicazioni finali sia industriali che per la mobilità. Il 46% del fatturato da idrogeno proviene da clienti esteri, percentuale che raggiunge il 60% per le imprese manifatturiere, evidenziando una forte apertura verso i mercati internazionali.

Le prospettive di crescita rimangono ottimistiche nonostante l'incertezza economica. Oltre il 90% delle imprese prevede un aumento del fatturato entro il 2026; per il 32% delle aziende manifatturiere la crescita attesa varia tra il 10% e il 50%. Le realtà di servizi mostrano un approccio più prudente, con il 15% che prevede incrementi analoghi e la maggior parte che attende miglioramenti marginali. Sul fronte degli investimenti, l'85% delle imprese prevede un aumento entro il 2026 e il 25% si aspetta una crescita superiore al 25%. Attualmente, il 70% delle aziende ha progetti in fase avanzata, mentre il 25% sta già realizzando nuove strutture, in linea con le scadenze del PNRR.

L'ecosistema si distingue per un elevato livello di innovazione. Il 70% delle imprese dispone di un dipartimento interno di Ricerca e Sviluppo (R&S) e il 65% investe in percorsi formativi specifici sull'idrogeno, con una crescente richiesta di profili tecnici junior. Le tecnologie digitali e Industria 4.0 sono ampiamente adottate: circa il 75% delle aziende utilizza almeno una soluzione tra cloud, intelligenza artificiale, IoT e sistemi di integrazione dei dati. Per quanto riguarda il finanziamento, l'autofinanziamento rimane predominante, ma la quota di fondi pubblici è passata dal 22% al 37% rispetto alla precedente edizione dell'Osservatorio, grazie al maggior volume di risorse messe a disposizione dal settore. Due terzi delle imprese ha partecipato a bandi pubblici regionali, nazionali o europei, con tassi di aggiudicazione elevati.


Le sfide non mancano: la domanda rimane debole e il quadro normativo è percepito come poco chiaro. Le aziende chiedono un rafforzamento degli strumenti a sostegno della domanda e una strategia nazionale più definita. Nonostante queste criticità, la maggioranza ritiene realizzabili gli obiettivi del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) per il 2030, a patto che vengano introdotte politiche di supporto più incisive. In sintesi, l'analisi dipinge un settore in espansione, dotato di solide basi tecnologiche e di una crescente capacità di trasformare progetti in realtà operative.
Per Alberto Dossi, Presidente di H2IT: "L'Osservatorio Idrogeno, realizzato da H2IT insieme a Intesa Sanpaolo, ci permette di misurare l'evoluzione della filiera italiana dell'idrogeno, e oggi restituisce una fotografia chiara: l'Italia sta costruendo un ecosistema solido, competitivo e capace di confrontarsi con i principali Paesi europei. H2IT rappresenta l'intera catena del valore dell'idrogeno: produzione, infrastrutture di trasporto e distribuzioni, sistemi di stoccaggio, componentistica, tecnologie, applicazioni industriali e di mobilità. Una filiera che non è più emergente, ma già pienamente operativa e con una forte identità industriale italiana. L'Osservatorio 2025 conferma che non siamo più nella fase della sperimentazione. siamo nella fase di creazione della domanda, ma occorre fare attenzione perché le sfide per la costruzione di un mercato sono ancora tante; viviamo una fase normativa decisiva per il futuro dell'idrogeno in Italia. Crediamo sia indispensabile un equilibrio tra ambizione climatica e competitività industriale. La direzione europea indicata dal Clean Industrial Deal va in questa direzione: consolidare filiere strategiche, rafforzare la sovranità tecnologica, creare valore in Europa. La visione che vogliamo promuovere, come H2IT e attraverso anche questo Osservatorio, è quella di un'Italia che guida la transizione con competenza e ambizione; che investe nella propria filiera tecnologica; che vede nella sostenibilità un fattore di crescita e non un vincolo".


Secondo Gregorio De Felice, Chief Economist di Intesa Sanpaolo: "La seconda edizione dell'Osservatorio, sviluppata in collaborazione con H2IT e Intesa Sanpaolo Innovation Center, evidenzia la presenza in Italia di una filiera dell'idrogeno più strutturata rispetto all'edizione del 2023: due terzi delle aziende manifatturiere generano già ricavi dal settore e confermano una buona proiezione sui mercati internazionali; una parte rilevante dei ricavi legati all'idrogeno proviene da clienti esteri. In un contesto caratterizzato da costi elevati e incertezza, le imprese continuano a investire e si attendono un ulteriore aumento degli impieghi finanziari nel 2026, con un forte orientamento all'innovazione tecnologica e allo sviluppo di soluzioni a maggiore maturità industriale. Le opportunità di business e la transizione energetica emergono come principali driver degli investimenti delle imprese, confermando come la transizione possa rappresentare anche un'importante opportunità industriale per il sistema produttivo italiano. L'evoluzione del settore resta tuttavia ancora fortemente orientata alla creazione dell'offerta: lo sviluppo della domanda sarà il fattore chiave per la nascita di un vero e proprio mercato dell'idrogeno".


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