Intelligenza artificiale agentica: la sfida della nuova leadership aziendale
Zanza e Lombardo (Deloitte): il vero elemento differenziante non è la velocità di adozione tecnologica, ma la capacità di prendersi cura dell'intero sistema, creando le condizioni affinché la collaborazione tra persone e IA generi valore duraturo
Secondo Matteo Zanza, Human Capital Leader di Deloitte, e Luisa Lombardo, Partner Human Capital di Deloitte,"L'intelligenza artificiale agentica sta trasformando le organizzazioni e sempre di più sta affiancando i leader nelle decisioni. In questa fase diventa fondamentale far evolvere le capacità umane e quelle tecnologiche per raggiungere il miglior risultato possibile sia in termini di business sia di benessere delle persone. Secondo l'ultima edizione del nostro report, "Global Human Capital Trends", il 73% dei leader riconosce che l'IA agentica cambierà il modo di operare delle organizzazioni, ma solo il 31% si sente preparato a guidare questa transizione. È evidente quanto il gap non sia solo tecnologico bensì umano. Gli analisti stimano che entro il 2028 almeno il 15% delle decisioni operative quotidiane sarà gestito da agenti autonomi e circa il 33% delle applicazioni software enterprise integrerà funzionalità agentiche".
Queste osservazioni si inseriscono in un contesto di crescente incertezza. Il 90% dei leader afferma che il proprio ruolo è diventato più complesso a causa dei rapidi cambiamenti indotti dall'IA. La Human Leadership emerge così come vantaggio competitivo, capace di coniugare performance di business ed evoluzione culturale.
Come evidenziato dalla direttrice generale del Fondo Monetario Internazionale, Kristalina Georgieva, con quasi il 40% dei posti di lavoro globali esposti al cambiamento guidato dall'intelligenza artificiale, le preoccupazioni relative alla perdita di posti di lavoro e al calo delle opportunità per alcune aziende stanno diventando più acute. Questo sottolinea la necessità di un processo decisionale proattivo e completo, che parta dalla leadership e prepari la forza lavoro al futuro del lavoro al fine di garantire un'ampia condivisione dei vantaggi dell'intelligenza artificiale.
Gli esperti Deloitte sottolineano che l'IA amplifica le capacità umane ma non le sostituisce. La differenza chiave per i dirigenti del futuro sarà la capacità di restare "on the loop", guidando l'interazione uomo-IA con supervisione intenzionale e giudizio critico.
Zanza e Lombardo evidenziano tre linee operative: "I C-level sono dunque chiamati a dare una direzione chiara, i middle manager a evolvere da modelli di comando e controllo a ruoli di abilitatori e orchestratori, capaci di integrare persone, dati e sistemi di IA in team ibridi coordinati per rendere il cambiamento concreto nel lavoro quotidiano. Oggi il vero elemento differenziante non è la velocità di adozione tecnologica, ma la capacità di prendersi cura dell'intero sistema, creando le condizioni affinché la collaborazione tra persone e intelligenza artificiale generi valore duraturo".

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