Logistica; il Nord Ovest vale il 44% del fatturato italiano. Crescita, AI e sostenibilità al centro
Giacobbe (Osservatorio Contract Logistics): una ricerca evidenzia il peso del settore nel PIL nazionale e le prospettive di AI e green
Il Nord Ovest rappresenta un pilastro dell'economia italiana, contribuendo al 33% del PIL nazionale e al 38% delle esportazioni. Nella stessa area, la Logistica conto terzi genera il 44% del fatturato nazionale del comparto, confermandosi la zona più rilevante per il settore. La ricerca dell'Osservatorio Contract Logistics del Politecnico di Milano indica una crescita del fatturato nel biennio 2021-2022, seguita da una leggera flessione nel 2023 per la riduzione delle tariffe di trasporto internazionale; dal 2024 al 2025 il mercato si è stabilizzato intorno ai 50 miliardi di euro.
Le imprese del territorio riconoscono la Logistica come attività strategica: il 93% la considera fondamentale per il proprio business, mentre il 61% la definisce decisiva per le performance aziendali. Parallelamente, l'adozione dell'Intelligenza Artificiale (AI) sta passando da fase sperimentale a strumento operativo, con benefici tangibili su qualità dei processi e livello di servizio.
"In una fase caratterizzata da forte incertezza e da un contesto competitivo sempre più complesso, la Logistica assume un ruolo centrale nel garantire continuità operativa, flessibilità e capacità di adattamento delle imprese - dichiara Paolo Giacobbe, ricercatore dell'Osservatorio Contract Logistics - e questo è particolarmente evidente nel Nord Ovest, dove il settore ha un ruolo strategico per il tessuto economico. Oggi la Logistica non è più soltanto una funzione di supporto, ma una leva strategica che contribuisce in modo diretto alla resilienza delle filiere e alla creazione di valore per il sistema produttivo".
"L'Intelligenza Artificiale sta uscendo da una fase sperimentale per diventare uno strumento concreto a supporto dei processi logistici", afferma Marco Melacini, Direttore Scientifico dell'Osservatorio Contract Logistics. "I dati mostrano come le aziende che hanno già adottato soluzioni di AI ne abbiano riscontrato benefici tangibili, in particolare in termini di qualità dei processi e livello di servizio.
La sfida oggi non è solo tecnologica, ma riguarda la disponibilità dei dati, le competenze e la capacità di integrare l'AI all'interno dei modelli organizzativi e decisionali".
"La transizione verso una Logistica innovativa e sostenibile è già avviata, ma per diventare strutturale richiede un'evoluzione dei modelli di collaborazione di filiera e un forte investimento sulle competenze", sottolinea Damiano Frosi, Direttore dell'Osservatorio Contract Logistics. "Gli interventi sugli immobili e sulle tecnologie sono fondamentali, ma da soli non bastano: servono relazioni di filiera più mature, condivisione delle informazioni e persone in grado di governare il cambiamento. In questo senso, sostenibilità ed evoluzione organizzativa devono procedere insieme".
Dati chiave
- 33% del PIL nazionale proviene dal Nord Ovest.
- 38% delle esportazioni italiane nasce in questa area.
- 44% del fatturato della Logistica conto terzi è generato qui.
- 93% delle aziende considera la Logistica strategica.
- 30% delle imprese ha già implementato soluzioni di AI.
Nel contesto della sostenibilità, il 20% delle aziende individua la transizione green come priorità strategica, investendo soprattutto in illuminazione (28%), gestione dei materiali (23%) e impiantistica (22%). Per il 2025, l'interesse si sposta verso impiantistica (26%), illuminazione (23%) e gestione dei materiali (21%). Il trend più marcato riguarda le infrastrutture per la mobilità sostenibile interna ai siti logistici, coinvolgendo il 45% delle strutture.
Le imprese stanno inoltre evolvendo i modelli di outsourcing: il 71% delega attività logistiche tradizionali a fornitori esterni, mentre il 12% estende la collaborazione a servizi a valore aggiunto. La flessibilità (46%) e la possibilità di ristrutturare il rapporto costo/servizio (36%) sono i principali motivi alla base di questa scelta, seguiti dalla riduzione dei rischi e dal supporto alla continuità operativa (22%).
Infine, l'adozione dell'AI si orienta più verso il potenziamento delle capacità umane (24% delle aziende) rispetto alla semplice sostituzione del lavoro (11%). Nei prossimi tre anni, la quota di imprese che puntano al potenziamento dovrebbe salire al 34%, mentre quelle orientate all'automazione al 15%.

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