Imprenditori italiani: resilienza tra burocrazia e sfide finanziarie
Prot (Qonto): molti imprenditori hanno scelto l'indipendenza per la libertà creativa, ma stanno spendendo troppe energie nella gestione delle operazioni finanziarie di base, in un contesto altamente rallentato dalla rigidità regolamentare
Qonto e Appinio hanno pubblicato un nuovo report su 1.600 imprenditori, freelance e fondatori di realtà con meno di 10 dipendenti in Italia, Francia, Germania e Spagna. L'indagine, condotta a novembre2025, evidenzia che l'Italia rappresenta l'ambiente più complesso dell'Unione Europea per avviare e gestire un'attività indipendente. Il 79% degli intervistati descrive il contesto italiano come complesso, con il 38% che lo definisce "molto complesso".
Il fattore più critico per gli imprenditori italiani è l'ansia legata ai ricavi: il 32,3% indica questa preoccupazione come la principale sfida finanziaria, il valore più alto tra i quattro Paesi analizzati. Parallelamente, il 16,8% mostra il più forte orientamento alla pianificazione della crescita, suggerendo una duplice mentalità di cautela a breve termine e ambizione a medio-lungo termine.
""La nostra ultima ricerca conferma qualcosa in cui in Qonto abbiamo sempre creduto e cioè che agli imprenditori non mancano la passione né le idee. Manca loro l'infrastruttura finanziaria di cui hanno bisogno per costruire e far crescere le proprie aziende. Quando il 30% degli imprenditori indica l'ansia legata ai ricavi come la principale sfida finanziaria, sono più del doppio rispetto a qualsiasi altro problema, ci troviamo di fronte a un problema sistemico", afferma Alexandre Prot, Co-Founder & CEO di Qonto. Molti di questi imprenditori hanno scelto l'indipendenza per la libertà creativa, ma la realtà è che stanno spendendo troppe energie nella gestione delle operazioni finanziarie di base. In Italia, in particolare, i professionisti autonomi si muovono in un contesto altamente rallentato dalla burocrazia e dalla rigidità regolamentare, dove faticano ad affidarsi alle istituzioni, con un conseguente appesantimento delle procedure necessarie per avviare e gestire un'attività, rendendole più onerose che altrove. Proprio questo tipo di scenario ci ha spinto a creare Qonto, per rimettere il controllo nelle mani degli imprenditori, offrendo loro chiarezza finanziaria".
Nel panorama motivazionale, gli italiani attribuiscono pari importanza all'equilibrio vita-lavoro e alla libertà creativa (29% ciascuno) e registrano il più alto indice di necessità di autonomia (21,5%, +2,9 punti rispetto alla media UE). Questo indica che l'indipendenza non è solo una scelta di stile, ma una reale esigenza professionale.
Il modello di supporto è altamente polarizzato: il 29,5% degli imprenditori italiani si definisce autosufficiente, mentre il 29,3% ricorre principalmente al supporto familiare. L'utilizzo di aiuti governativi (6,8%) e delle camere di commercio (6,8%) è il più basso tra i Paesi osservati, segnale di sfiducia verso le istituzioni pubbliche.
Le principali difficoltà non riguardano la gestione operativa, ma la credibilità professionale: il 13,5% segnala problemi di reputazione, il valore più elevato in Europa, accompagnato da ostacoli nell'acquisizione di clienti e nella difesa dei prezzi.
Le priorità di intervento identificate dagli italiani sono quasi equamente divise tra prevedibilità del reddito (24,0%) e riduzione del carico amministrativo (23,8%), quest'ultimo il più alto valore a livello UE.
- alta ansia sui ricavi (32,3%).
- forte orientamento alla crescita (16,8%).
- maggior bisogno di autonomia (21,5%).
- elevata autosufficienza (29,5%).
- priorità su riduzione burocrazia (23,8%).

Sommario del magazine di questa settimana
Idee e Opinioni
Fare Business
Marketing
Digital Business
Finanza e investimenti
Sport Business
Leisure
BusinessCommunity.it - Supplemento a G.C. e t. - Reg. Trib. Milano n. 431 del 19/7/97
Dir. Responsabile Gigi Beltrame - Dir. Editoriale Claudio Gandolfo
Politica della Privacy e cookie