Il mercato del lavoro privilegia i senior: il declino dei profili junior
Movio (Hunters Group): ma senza un investimento consapevole sulle persone con poca o nessuna esperienza si rischia di compromettere la sostenibilità futura delle competenze
Il mercato del lavoro sta vivendo una netta inversione di rotta: la ricerca di professionisti senior con capacità trasversali supera di gran lunga quella di candidati junior standard. L'analisi di Hunters Group, specializzata nella selezione di personale qualificato, evidenzia un calo strutturale della domanda di profili entry-level a favore di figure autonome, multidisciplinari e in grado di gestire contesti complessi. "Non si tratta - precisa Silvia Movio, director di Hunters - di una previsione teorica, ma di una realtà concreta che sta cambiando radicalmente il mercato del lavoro. Le aziende si trovano a dover scegliere tra investire in percorsi formativi o accettare il progressivo impoverimento delle competenze interne. Oltre alla formazione, diventa cruciale un assessment che vada oltre le sole hard skill, valutando soft skill, potenziale decisionale e capacità di gestire la complessità".
Le leve di valutazione più rilevanti includono:
- capacità di lettura e gestione della complessità.
- autonomia decisionale e senso di responsabilità.
- leadership, comunicazione e collaborazione trasversale.
- adattabilità e apertura al cambiamento.
- predisposizione all'apprendimento continuo.
Quando la formazione non è prioritaria, è fondamentale favorire la condivisione delle competenze tra senior e junior. Il dialogo interno, il trasferimento di know-how e l'esposizione guidata a situazioni complesse riducono il divario tra le richieste del mercato e le risorse disponibili. "Ed è qui - aggiunge Movio - che si inseriscono l'automazione e l'AI, spesso percepite come minaccia anziché come opportunità per ottimizzare attività ripetitive".
La digitalizzazione e i sistemi avanzati riducono le mansioni semplici, incrementando la necessità di professionisti capaci di interpretare dati, prendere decisioni e coordinare processi complessi. Il valore del lavoro qualificato aumenta, mentre quello legato alla mera esecuzione diminuisce.
Settori come engineering, ICT, energy, finance e life sciences mostrano una domanda concentrata su esperti con esperienza reale, autonomia e specializzazione. In questi ambiti il mercato è candidate-driven, mentre per altre professionalità la concorrenza rimane elevata. Le funzioni tradizionalmente di supporto - HR, finance, legal, operations e quality - stanno evolvendo verso ruoli di governance, diventando leve strategiche quando acquisiscono capacità decisionali, visione di business, competenze analitiche e di change management.
"Siamo davvero certi - conclude Movio - che ridurre o azzerare l'investimento sui profili junior sia la strada giusta? La risposta è, naturalmente, no. Se è vero, infatti, che il mercato premia sempre più l'esperienza e l'autonomia, è altrettanto vero che senza un investimento consapevole sulle persone con poca o nessuna esperienza si rischia di compromettere la sostenibilità futura delle competenze. I lavoratori junior non rappresentano solo un costo o un tempo di attesa, ma un potenziale da costruire, soprattutto se inseriti in contesti dove formazione, assessment e affiancamento non sono lasciati al caso. Il mercato del lavoro del 2026 non premierà chi fa di più, ma chi comprende di più. Il valore sarà sempre meno legato alla quantità di attività svolte e sempre più alla capacità di leggere la complessità, connettere competenze e sviluppare il capitale umano interno. Il futuro del lavoro non è un punto lontano nel tempo: è un processo già in corso, e ignorarlo oggi significa pagarne il prezzo domani".

Sommario del magazine di questa settimana
Idee e Opinioni
Fare Business
Marketing
Digital Business
Finanza e investimenti
Sport Business
Leisure
BusinessCommunity.it - Supplemento a G.C. e t. - Reg. Trib. Milano n. 431 del 19/7/97
Dir. Responsabile Gigi Beltrame - Dir. Editoriale Claudio Gandolfo
Politica della Privacy e cookie