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18/02/2026

economia

Investitori ottimisti: l'AI guida la crescita. Quali sfide per Fed e obbligazioni quest'anno

Tentori (AXA IM Core): molti sembrano ancora convinti che l'economia globale saprà dimostrarsi resiliente e che le banche centrali interverranno per fare ciò che serve

Alessandro Tentori (Chief Investment Officer Europa AXA IM Core, BNPP AM) afferma che, nonostante il ritorno di incertezze geopolitiche, gli investitori mantengono un orientamento positivo verso i mercati. La fiducia si traduce in scelte di portafoglio più rischiose, sostenute dall'aspettativa che le banche centrali intervengano per contenere eventuali deterioramenti delle condizioni finanziarie nel breve periodo.
Il consenso macroeconomico indica un miglioramento delle prospettive per gli Stati Uniti: la stima più recente del Bloomberg Consensus prevede una crescita del PIL del 2,4% nel 2026, rispetto ai valori più deboli del 2025. AI è citata come motore chiave di questa resilienza, avendo spinto gli investimenti in modo significativo negli ultimi dodici mesi. "Uno scenario non improbabile è che si ripeta uno shock di produttività simile a quello della fine degli anni '90, che portò a rendimenti di mercato superiori al 20% tra il 1995 e il 1999", afferma Tentori.

L'inflazione potrebbe subire pressioni legate alla diffusione dell'AI. Le terre rare, necessarie per la produzione di chip, hanno registrato un rialzo di circa il 135% nell'ultimo anno, assumendo un ruolo comparabile al petrolio negli anni Settanta. "Alcuni indicatori suggeriscono che, nel medio termine, l'inflazione negli Stati Uniti potrebbe restare sopra l'obiettivo del 2% della Federal Reserve", spiega Tentori. Analisi della Federal Reserve di San Francisco sottolineano che la domanda è il principale fattore di pressione, lasciando spazio a una gestione più efficace mediante gli strumenti di politica monetaria tradizionali.
Il sentiment di mercato rimane rialzista. Un sondaggio della Bank of America indica che la probabilità più alta per l'economia statunitense tra dodici mesi è un "no landing", ossia una crescita superiore al trend. Gli esperti di strategia di Wall Street prevedono che l'indice S&P 500 non registrerà performance negative nel 2026, spingendo sia gli investitori istituzionali che retail a mantenere posizioni più rischiose anche in Europa. "Le condizioni finanziarie riflettono queste tendenze di portafoglio e segnalano un contesto favorevole per i mercati", prosegue Tentori.

Per quanto riguarda la politica monetaria, le aspettative di mercato prevedono una riduzione complessiva dei tassi di interesse statunitensi di 45 bps nel 2026. Tuttavia, ulteriori allentamenti in un'economia già sostenuta da condizioni finanziarie espansive potrebbero alimentare nuove pressioni inflazionistiche. "La Fed continuerà a valutare attentamente i dati in arrivo; la sua posizione finale potrebbe avvicinarsi a un livello neutrale, né di stimolo né di freno al ciclo economico", afferma Tentori. Il prossimo appuntamento cruciale è la pubblicazione del nuovo Summary of Economic Projections a metà marzo, ma al momento il mercato non prevede tagli dei tassi nella prossima riunione.


Nel segmento obbligazionario, la duration ha iniziato l'anno con performance deludenti, in parte a causa del mercato dei titoli di Stato giapponesi. Le obbligazioni high-yield statunitensi hanno superato i Treasury di 0,7% da inizio anno. La domanda giapponese di titoli non domestici sta contribuendo a ridurre gli spread tra i JGB e i Treasury americani. "Dal punto di vista dell'investitore, la scelta tra strumenti a duration più lunga e una strategia orientata a un reddito più elevato dipende dal confronto tra la valutazione 'risk-neutral' della pendenza della curva dei rendimenti e il livello degli spread creditizi", spiega Tentori. Inoltre, la quota di obbligazioni sub-investment grade (BB) è cresciuta oltre il 60% dell'universo globale high-yield, rispetto al 35% di vent'anni fa, segnando un miglioramento qualitativo nei portafogli creditizi.


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