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11/02/2026

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Pagamenti puntuali in Italia al 43,4% nel Q4 2025: segnali di stabilità per le imprese

Preti (CRIBIS): la stabilità dei pagamenti e la lieve riduzione dei ritardi gravi indicano una crescente attenzione delle aziende alla gestione della liquidità

Nel quarto trimestre del 2025, il 43,4% delle imprese italiane ha rispettato le scadenze di pagamento, secondo la nuova edizione dello Studio Pagamenti CRIBIS aggiornato a dicembre 2025. Il dato principale evidenzia una stabilità rispetto ai trimestri precedenti, mentre i ritardi gravi oltre i 90 giorni sono scesi al 4,1%, migliorando rispetto al trimestre precedente (4,4%) e allo stesso periodo del 2024 (4,4%).
Secondo Marco Preti, Amministratore Delegato di CRIBIS: "Il quarto trimestre 2025 conferma una sostanziale tenuta del sistema imprenditoriale italiano, nonostante un contesto economico che resta complesso e incerto. Accanto a tassi ancora elevati, uno scenario geopolitico instabile e la minaccia dei dazi sul commercio internazionale rappresentano fattori di rischio da monitorare con attenzione. La stabilità dei pagamenti puntuali e la lieve riduzione dei ritardi gravi indicano una crescente attenzione delle imprese alla gestione della liquidità. In vista del 2026, il monitoraggio costante delle filiere e l'utilizzo di strumenti avanzati di valutazione del rischio saranno determinanti per preservare la solidità delle relazioni commerciali".

Il rapporto sottolinea che, nonostante tassi d'interesse elevati, tensioni geopolitiche e possibili dazi commerciali, le aziende stanno rafforzando la gestione della liquidità. L'analisi prevede che nel 2026 il monitoraggio costante delle filiere e l'uso di strumenti avanzati di valutazione del rischio saranno cruciali per preservare la solidità delle relazioni commerciali.


Differenze territoriali


- Il Nord-Est registra il più alto tasso di pagamenti puntuali (51,2%) e il più basso livello di ritardi gravi (2,3%).
- Il Nord-Ovest segue con 48,9% di pagamenti puntuali, mentre il Centro si attesta al 39,2%.

- Il Sud e le Isole mostrano la performance peggiore: solo 32,6% di pagamenti alla scadenza e ritardi oltre 90giorni al 6,8%, ben al di sopra della media nazionale.
A livello regionale, le prime tre posizioni sono occupate da Lombardia (53,1%), Emilia-Romagna (52,6%) e Veneto (52,6%). In coda troviamo Sicilia (27,9%) e Calabria (27,7%). L'analisi provinciale conferma il divario: le province più virtuose sono Sondrio, Bergamo e Belluno, mentre le più critiche si concentrano in Sicilia e Calabria, con Caltanissetta e Catanzaro agli ultimi posti.




Tipologia di impresa e settori


- Le micro-imprese pagano puntualmente il 44,3% delle fatture, ma presentano il tasso più alto di ritardi gravi (4,8%), indicando una maggiore vulnerabilità di liquidità.
- Nel settore industriale, l'industria siderurgica ha ridotto i ritardi gravi del 3,3% rispetto al Q4 2023, segnalando un miglioramento significativo.
- I servizi alle persone rimangono tra i settori meno puntuali, con un peggioramento dello 0,6% rispetto al trimestre precedente.

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