5 competenze chiave per la leadership multigenerazionale
Barazza (Wethod): le skill indispensabili per guidare team eterogenei e valorizzare talenti junior in un contesto ibrido
In Italia 24milioni e 102mila persone sono occupate: il tasso di occupazione nel terzo trimestre 2025 resta al 62,5%, pari al valore del 2024 secondo Istat. La forza lavoro comprende Baby Boomers, Generazione X, Millennials e Generazione Z, ognuna con esperienze e aspettative diverse. Per chi dirige un'organizzazione la sfida è armonizzare queste differenze, trasformando la multigenerazionalità in un vantaggio competitivo. Tomas Barazza, CEO di Wethod e Managing Director di Maize (gruppo Jakala), sostiene che "un'azienda non deve essere progettata solo secondo una logica ingegneristica orientata alla massima efficienza, ma anche (e soprattutto) intorno alle persone che la fanno vivere ogni giorno". Il risultato è una leadership che punta alla crescita sostenibile piuttosto che alla sola rapidità. Di seguito le cinque skill individuate da Barazza per avviare il 2026 con slancio.
- Empatia e altre soft skill - Mettersi nei panni degli altri permette di cogliere le motivazioni profonde e di creare processi più efficaci.?È indispensabile comunicare con chiarezza, mantenere una curiosità costante e sviluppare il pensiero critico per filtrare l'enorme flusso informativo.
- Accettare il compromesso - Gestire team eterogenei richiede di bilanciare ideali e soluzioni imperfette, comunicando il valore del compromesso affinché tutti condividano obiettivi e missione.
- Approccio skill-based - Spostare l'attenzione da ruolo e anzianità alle competenze concrete valorizza la professionalità e favorisce collaborazione e autonomia, riducendo la rigidità gerarchica.
- Continuare le assunzioni junior - L'adozione dell'Intelligenza Artificiale riduce i posti entry-level, ma senza giovani talenti il futuro dei senior è minacciato; le aziende che offrono percorsi di crescita e un ambiente attraente garantiranno un flusso costante di nuove risorse.
- Lavoro ibrido responsabile - Il modello ibrido amplia il bacino di talenti, ma richiede una forte cultura organizzativa: i leader senior devono definire obiettivi chiari e fungere da modello a distanza, mentre i giovani devono riconoscere il valore dello scambio diretto in ufficio.

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