NPL UE 2025: segnali di stabilità ma allarme su settori aziendali
Scope Ratings: il tasso NPL consolidato resta intorno all'1,84% mentre gli NPL delle imprese aumentano in Francia e Germania
Scope Ratings ha pubblicato la sua EU Banks NPL Heatmaps evidenziando che il rapporto NPL consolidato nell'UE rimane basso e stabile, ma gli NPL aziendali si mantengono elevati, soprattutto in Austria, Francia e Germania. Il contesto è caratterizzato da crescenti rischi geopolitici, tensioni commerciali e prospettive economiche incerte, fattori che alimentano le aspettative di un lieve deterioramento della qualità degli attivi.
Nel terzo trimestre?2025, l'ultimo dato disponibile dell'EBA, il rapporto NPL consolidato nell'UE si attestava all'1,84%, con variazioni trimestrali nazionali di 3-4 punti base. Germania, Francia e Belgio hanno registrato i maggiori incrementi, mentre Danimarca, Italia e Spagna hanno continuato il trend discendente.
Il rapporto NPL aziendale è rimasto stabile a livello aggregato, ma circa la metà dei Paesi campionati ha mostrato un peggioramento nel trimestre. I maggiori incrementi sono stati:
- Francia +10 punti base.
- Germania +8 punti base.
- Austria +5 punti base.
- Danimarca -29 punti base.
- Finlandia -16 punti base.
- Italia - invariato.
Le riduzioni più significative sono state osservate in Danimarca, Finlandia e Paesi Bassi, con decrementi rispettivi di 29, 16 e 10 punti base.
Dal punto di vista settoriale, gli NPL dei servizi amministrativi e di supporto sono aumentati in Austria (+370 pb) e Germania (+140 pb) su base trimestrale. In Italia, gli NPL del settore dell'istruzione sono cresciuti di 260 pb. Tali settori rappresentano meno del 5% del totale dei prestiti alle imprese nei Paesi interessati. I NPL del commercio all'ingrosso e al dettaglio e delle attività immobiliari sono rimasti marginalmente più alti.
Nel segmento delle famiglie, il rapporto NPL è rimasto sostanzialmente stabile, con eccezione della Danimarca, che ha registrato un miglioramento di 11 pb nel trimestre e di 31 pb negli ultimi 12 mesi.
Il costo del rischio per il settore bancario dell'UE è sceso a 47 pb, il livello più basso dal terzo trimestre 2023, dopo il picco di 57 pb nel primo trimestre. Questo valore rientra nell'intervallo pre tariffario di 45-50 pb, entro il quale si è mosso dalla pandemia in poi.
Il rapporto consolidato di Fase 2 ha continuato il graduale miglioramento, raggiungendo il 9,3 %. La maggior parte dei Paesi ha registrato rapporti stabili o in calo, con Germania -70 pb, Finlandia -30 pb e Svezia -20 pb. Solo Danimarca (+30?pb) e Paesi Bassi (+10 pb) hanno mostrato aumenti moderati.
