Come l'intelligenza artificiale sta trasformando la scelta del nome dominio da parte delle imprese | BusinessCommunity.it
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14/01/2026

marketing

Come l'intelligenza artificiale sta trasformando la scelta del nome dominio da parte delle imprese

Luperini (Aruba): l'AI consente di trovare nomi dominio unici, proteggere il brand e sfruttare estensioni verticali in pochi secondi

AI ha introdotto una svolta nel modo in cui imprese, liberi professionisti e creatori scelgono il proprio nome dominio. Prima era un gesto di identità, ora è un processo supportato da algoritmi che generano opzioni uniche in pochi secondi. La distinzione tra nome ed estensione resta centrale: il nome garantisce unicità e coerenza con il brand, mentre l'estensione definisce territorio, ambito di mercato e pubblico di riferimento. In Italia, l'estensione .it domina ancora, con oltre la metà delle nuove registrazioni e più di 3,5 milioni di domini attivi, ma la sua saturazione rende difficile trovare nomi liberi.

Secondo Luca Luperini, Head of Product Hosting & Domains di Aruba, per ovviare a questo ostacolo, molte realtà (anche PMI) stanno adottando un approccio multiesensione, distribuendo la presenza digitale su .com, .online, .tech, .cloud e altre TLD verticali, così da ampliare visibilità e coprire mercati specifici. La brand protection è diventata una priorità: il 15% delle registrazioni mira a proteggere il proprio nome su più estensioni, evitando imitazioni e usi impropri.
L'AI contribuisce a questa strategia, analizzando disponibilità, suggerendo varianti e individuando trend emergenti, riducendo il tempo necessario da settimane a pochi secondi. Un dato significativo è l'incremento del +482% delle registrazioni con l'estensione .ai nell'ultimo anno, segno che la tecnologia stessa sta plasmando il nuovo immaginario della brand identity.

"L'AI permette di esplorare combinazioni semantiche che prima richiedevano ore di ricerca", spiega Luperini. In questo contesto, l'intelligenza artificiale introduce una novità significativa: aiuta a individuare nomi realmente unici e brand-driven, andando oltre i limiti imposti dalla disponibilità sempre più ridotta. L'AI amplia il campo creativo e analitico in modo immediato, rendendo possibile in pochi secondi ciò che un tempo richiedeva esperienza, tempo e ricerche approfondite. Genera combinazioni semantiche nuove e coerenti, interpreta descrizioni formulate in linguaggio naturale, intercetta trend emergenti, individua naming disponibili e solidi e suggerisce anche le varianti utili alla tutela del brand, anticipando potenziali rischi.

Non stupisce che inizino a comparire anche naming legati all'AI stessa: segnale che la tecnologia sta ridefinendo non solo il processo, ma anche l'immaginario di chi oggi costruisce una nuova identità digitale, in un contesto in cui a livello globale l'estensione ".ai" ha registrato un incremento del +482% delle registrazioni nell'ultimo anno. L'intelligenza artificiale amplia lo spettro delle possibilità, supportando il futuro dell'identità digitale. Ne nasce una dinamica fondata sull'equilibrio tra creatività e tecnologia, tra dati e visione, tra rapidità decisionale e profondità strategica. Per Luperini "sarà la capacità di aziende e professionisti di muoversi dentro questo nuovo contesto a determinare la solidità e il riconoscimento del proprio posizionamento nell'ecosistema digitale".


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