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14/01/2026

economia

AI: gli investitori temono una nuova bolla ma dietro il boom ci sono ragioni solide

Heldmann (AllianzGI): l'attuale ciclo di mercato non è affatto alla fine, ma piuttosto una potenziale base per molti anni di crescita trasformativa

AI è diventata il tema dominante dei mercati globali, spingendo sia le innovazioni nel linguaggio naturale sia i sistemi autonomi. Parallelamente, le valutazioni delle imprese e gli investimenti in capitale fisso sono saliti vertiginosamente, alimentando il timore di una "bolla AI". Il rischio di volatilità a breve termine è evidente, ma il potenziale a lungo termine rimane ampiamente sottovalutato. I numeri confermano la dimensione del fenomeno. Secondo Michael Heldmann, CIO Equity di Allianz Global Investors, il capex globale legato all'AI dovrebbe superare i 400?miliardi di dollari nel 2025, con investimenti multimiliardari previsti per i prossimi cinque anni. I principali spenditori sono gli hyperscaler, i giganti dei semiconduttori e gli operatori di data center. I cosiddetti "Magnificent Seven" hanno generato il 75% dei ritorni dell'S&P?500 e quasi il 90% della crescita del capex negli ultimi anni, occupando ora oltre il 30% dell'indice - una concentrazione superiore a quella registrata durante il picco della bolla dot?com.

Segnali di possibile bolla si manifestano nella intensità del capex, che oscilla tra il 50% e il 70% dell'EBITDA, mentre i ricavi dell'AI sono ancora lontani dal livello necessario a giustificare tali spese. Bain stima che saranno richiesti 2?trilioni di dollari all'anno di ricavi AI entro il 2030 per sostenere il ritmo attuale di investimento. Il confronto storico evidenzia analogie con le ferrovie del XIX secolo e le reti in fibra ottica degli anni ?90, tecnologie che inizialmente hanno offerto ritorni scarsi per i primi investitori. Un aggiustamento di medio periodo potrebbe innescare una correzione di mercato guidata dalla tecnologia.

Per Heldmann, nonostante i rischi, il caso strutturale per l'AI resta solido su tre fronti: 1) la spesa tecnologica continua a crescere, sostenuta da driver non esclusivamente legati all'AI; 2) le performance dell'AI hanno superato quelle umane in diversi ambiti, con progressi che accelerano rapidamente; 3) lo sviluppo è ancora nelle fasi iniziali, con applicazioni oggi limitate a compiti specifici come la generazione di testo. Si prevede che nel prossimo decennio le capacità di AI supervisionata si amplieranno notevolmente, avvicinando la possibilità di una "intelligenza generale" a metà secolo.

Le differenze rispetto alla bolla dot?com sono sostanziali. Gran parte del capex attuale proviene da flussi di cassa interni, non da emissioni azionarie speculative tipiche della fine degli anni ?90. Inoltre, pochi grandi player possiedono la scala necessaria per costruire l'infrastruttura AI, mentre il cloud computing permette una gestione più dinamica della capacità, riducendo il rischio di sovrapproduzione. L'impatto dei valori di venture capital sul mercato azionario pubblico è limitato, contenendo la diffusione della "schiuma".

Il rischio di concentrazione rimane concreto


Gli investitori dovrebbero privilegiare i beneficiari rispetto ai costruttori: le società software e gli innovatori di livello applicativo potrebbero offrire rendimenti aggiustati per il rischio più interessanti rispetto ai hyperscaler e alle aziende hardware. Diversificare al di fuori degli estremi megacap, come i Magnificent Seven, è una strategia prudente.


Secondo Heldmann, nel lungo periodo, l'AI offre grandi opportunità ma anche sfide significative per le società e la geopolitica globale. Sebbene alcune previsioni temano una sostituzione totale dell'uomo, la difficoltà di raggiungere una performance umana completa in pianificazione complessa è superiore a quanto suggerito da semplici benchmark. Di conseguenza, l'aumento della produttività potrebbe avvenire più rapidamente, mentre gli effetti negativi sull'occupazione e sulla distribuzione della ricchezza potrebbero manifestarsi più lentamente, consentendo una gestione più efficace dei rischi.

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