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22/05/2024

economia

Andiamo alla ricerca del miglior profilo rendimento/ rischio.

Brument (Candriam): due scenari per la costruzione di un portafoglio modello, dal portafoglio 60/40 al 40/30/30

Il portafoglio 60/40 è un'istituzione del mondo degli investimenti finanziari ed è da molto tempo considerato la modalità ideale di allocazione di un portafoglio diversificato. L'innovazione del mondo della finanza ha, però, nel tempo reso disponibili agli investitori finali anche molte strategie alternative un tempo accessibili solo agli istituzionali. Candriam si è chiesta, quindi, se l'introduzione in un portafoglio diversificato delle principali strategie alternative tenda a migliorare il profilo rendimento/rischio di un portafoglio 60/40. E la risposta, che deriva da un'analisi dell'andamento di portafogli modello dal 1990 a oggi, è affermativa. La conclusione di Candriam è che introducendo il 30% di strategie alternative - con un mix che varia a seconda del regime economico - si va a migliorare il profilo rendimento/rischio del portafoglio 60/40 sia sui parametri di rendimento che su quelli di rischio. Il portafoglio 40/30/30, quindi, è una valida alternativa al classico 60/40. L'analisi

Candriam ha messo a confronto le performance storiche del portafoglio modello 60/40 e di una serie di portafogli ottimizzati che, partendo dal portafoglio 60/40, introducono un 30% di strategie alternative, cioè un mix dei quattro principali stili di strategie degli hedge fund (Global Macro, Directional, Event-Driven e Relative Value) e una strategia diversificata di fondi di fondi hedge.

- Più nel dettaglio, la metodologia utilizzata è stata la seguente: adottando il modello di costruzione del portafoglio media-varianza di Markowitz e partendo dal portafoglio di riferimento 60/40, si effettuano una serie di ottimizzazioni vincolate del portafoglio succitato, con le seguenti caratteristiche:

- il portafoglio di riferimento ha un peso compreso tra [70%, 90%]

- le strategie alternative hanno un peso totale fino al 30%, con un minimo del 2,5% su ciascun segmento per garantire una diversificazione sufficiente all'interno del segmento alternativo. - le strategie alternative sono rappresentate dai seguenti indici: Indice BARCCTA (Global Macro e Direzionale), Indice HFRIEDI (Event-Driven), Indice HFRIEMNI (Equity Market Neutral, che rappresenta strategie di valore relativo), l'indice HFRIFOF (Fondi di fondi).

I risultati


Guardando a un arco temporale che parte dal il 1990 e arriva ad oggi, il confronto evidenzia che, a sostanziale parità di rendimento annualizzato, un portafoglio che avesse incluso il 30% di strategie alternative (7,5% CTA, 6,6% Event-Driven, 13,4% Equity Market Neutral e 2,5% Fondo di fondi) avrebbe migliorato lo Sharpe Ratio del portafoglio 60/40 (0,48 vs.

0,36) e abbassato il Max Drawdown (29,57% vs 36,93%). In altre parole, a parità di rendimento, rispetto al portafoglio 60/40 un portafoglio 40/30/30 così costruito avrebbe ridotto la volatilità del 2,3% e il drawdown massimo del 7,36%. L'arco temporale ultratrentennale è certamente significativo. Ma va riconosciuto che se si riduce al periodo 2009 - oggi, il tradizionale portafoglio 60/40 ha registrato una performance eccezionale, un risultato che non può essere eguagliato quando si introducono asset alternativi diversificati. L'apparente anomalia è legata al fatto che questo arco temporale è stato dominato dal paradigma "whatever it takes" e l'intervento delle banche centrali ha creato un contesto di mercato unico, che si è concluso con il 2022. Ma se l'analisi si concentra non sul puro rendimento ma sul miglior profilo rendimento/rischio, allora anche in questo caso l'introduzione di strategie alternative offre un risultato interessante. Ecco:



L'allocazione di portafoglio per il 2024


In modo pragmatico, vediamo due possibili percorsi per l'economia globale: il 2024 sarà caratterizzato o dal ciclo di espansione oppure potremmo entrare in una fase di picco seguita da una recessione.


Applicando, quindi, esattamente la stessa metodologia adottata per l'analisi sopra illustrata, andiamo a identificare la migliore allocazione in base alle nostre aspettative e all'ambiente in arrivo.

Scenario 1


Fase di espansione prolungata. Sulla base del set di dati raccolti nell'analisi di tutti i mesi (262) corrispondenti a questa fase del ciclo economico tra il 1990 e oggi, Candriam ha effettuato uno studio ex-post sull'allocazione ottimale. Il risultato è il seguente:

Il rendimento annualizzato di un portafoglio 60/40 sarebbe del 5,45%. A parità di rendimento, il portafoglio ottimizzato 40/30/30 (con 2,5% di CTA, 18,1% di Event-Driven, 6,9% di Equity Market Neutral, e 2,5% di Fondi di Fondi), migliorerebbe l'indice di Sharpe di 0,15 e ridurrebbe il drawdown massimo dal 21,73% al 16,99%.

Scenario 2


Fase di picco e recessione. Sulla base del set di dati raccolti nell'analisi di tutti i mesi (75) corrispondenti a questa fase del ciclo economico tra il 1990 e oggi, il contributo delle strategie alternative sarebbe ancora più importante.


Il rendimento annualizzato di un portafoglio 60/40 sarebbe del -6,96%. Un portafoglio ottimizzato 40/30/30 (con 22,5% di CTA, 2,5% di Event-Driven, 2,5% di Equity Market Neutral e 2,5% di Fund of Fondi), migliorerebbe tutti i parametri, anche quello del rendimento annualizzato che salirebbe a -4,04%; l'indice di Sharpe passerebbe da -0,54 a -0,45 e 0,15 e il drawdown massimo dal 45,83% al 31,02%.

Conclusioni


Diversificare un portafoglio tradizionale 60/40 introducendo strategie alternative di rendimento assoluto tende a migliorare il profilo rendimento/rischio sia aumentando la performance sia riducendo il rischio (volatilità, drawdown). In particolare, un portafoglio 40/30/30 è più efficace del classico portafoglio 60/40. Le strategie alternative da inserire in portafoglio sono CTA, Event Driven, Equity Market Neutral e Fondi di Fondi. Il mix ottimale di strategie alternative varia in funzione della fase economica, con un sovrappeso di Event-Driven quando l'economia sembra sana e di CTA ed Equity Market Neutral in casi contrario. Il paradigma "Whatever it takes" dell'era Draghi è finito con il 2022. E con esso il periodo di tassi a zero.


Di fronte a noi abbiamo un contesto duraturo di tassi elevati, dal quale le strategie alternative tendono a trarre vantaggio strutturalmente. Si profila, quindi, un contesto futuro favorevole per il portafoglio 40/30/30 è più efficace del classico portafoglio 60/40.

Steeve Brument, Global Head of Alternative Investments di Candriam



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