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15/05/2024

idee

Il vero volto del Made in Italy: Deep Tech e innovazione

Garito (Deep Ocean Capital): è necessario cambiare la narrazione per attrarre investimenti e accrescere la competitività internazionale

Nell'immaginario collettivo e nei media mainstream, il termine "Made in Italy" evoca da sempre scenari del nostro migliore sapere artigiano come abiti sartoriali, arredi di design e prodotti alimentari ambìti in tutto il mondo per la loro qualità ed eccellenza. Ma dietro questo "brand" di grande valore c'è molto di più: i settori industriali di spicco - soprattutto quelli del Deep Tech - che possono avere un impatto profondo nella vita delle persone e della società e che costituiscono il vero vantaggio competitivo per il Paese, trainando il nostro export oltre confine. Ed è proprio da qui che è necessario ripartire per ridefinire la "narrativa dell'eccellenza italiana", al fine di attrarre investimenti capaci di accelerare la crescita delle nostre migliori imprese e accrescere la nostra competitività sui mercati internazionali. E lo confermano i dati: secondo l'ultimo report SACE l'export d'oltralpe, a conferma dell'errato pregiudizio citato in precedenza, viene trainato dai Beni di Investimento - meccanica strumentale, mezzi di trasporto (tra cui automotive), elettronica e altri comparti tecnologici minori; nei primi nove mesi del 2023, il comparto ha segnato un notevole aumento (+9,9%), trainato dai mezzi di trasporto (oltre il 15%), con l'automotive che ha segnato un balzo del 17,3%.

Anche la meccanica strumentale ha riportato una crescita significativa (+8,7%) in quasi tutti i segmenti ma con una maggior concentrazione nel settore delle macchine utensili e dei macchinari per il packaging. E si prevede che i beni di investimento continueranno a guidare la crescita delle esportazioni italiane anche nel 2024, con una previsione di aumento del 4,6%. Nel biennio 2025-26 si stima che il traino arriverà dai mezzi di trasporto (+5,1%) e dai prodotti elettrici (+5,3%), settori centrali per la transizione sostenibile. Non solo, se si guardano le esportazioni italiane di beni per raggruppamento vediamo che oltre il 67% dell'export arriva dai settori industriali (Beni di investimento e Beni Intermedi). È, dunque, grazie a questi numeri, e non solo a quelli relativi ai settori del fashion e del food, che l'Italia è leader in Europa per produzione ed esportazione di beni industriali, seconda solo alla Germania. Ed è proprio nell'identità industriale del "Made in Italy" che risiede il motore del nostro Paese. Ma dove si blocca questo meccanismo? All'interno delle piccole aziende e delle microimprese - cuore del tessuto imprenditoriale italiano - che per crescere necessitano di capitali coraggiosi e pazienti.

In questo scenario il settore del Venture Capital (VC) ha dimostrato di essere per altri Paesi un motore di sviluppo molto importante; basti pensare alla Francia, che dieci anni fa aveva un livello di capacità produttiva di innovazione e di ricerca simile al nostro, se non inferiore in alcuni ambiti, e che grazie a ingenti investimenti statali in VC e in Trasferimento tecnologico è stata in grado di portarsi oggi ai primi posti della competizione europea per tecnologie e imprese emergenti. Di fatto, oggi la Francia è il sesto paese al mondo e il secondo in Europa per il valore di spesa interna lorda in ricerca e sviluppo, mentre solo nel 2019 ha speso ben 73 miliardi di dollari sempre nello stesso settore (rif. Business France Editor -Invest in Franceofficial website). L'Italia, con la sua Ricerca scientifica di alto livello (siamo il 6^ Paese al mondo per pubblicazioni), le sue competenze tecnologiche diffuse su tutto il territorio nazionale e la resilienza dei suoi imprenditori, è in grado di realizzare prodotti industriali ad altissimo valore aggiunto, come e anche meglio della Francia.


Tuttavia, affinché questo potenziale si realizzi appieno sono necessari capitali - privati e pubblici - che arrivino all'inizio della filiera dell'innovazione.

Emilia Garito, Founder & Chairman di Deep Ocean Capital Sgr e Founder & Chairman di Quantum Leap 



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