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15/06/2022

idee

Millennial e GenZ vogliono più attenzione all'ambiente, work-life balance e flessibilità

Fabio Pompei (Deloitte): i ragazzi italiani sono più sensibili della media globale al cambiamento climatico. Lavoro e carovita le altre due grandi preoccupazioni.
Tra le aspirazioni il modello di lavoro ibrido


Sono il nostro futuro e hanno le idee chiare.
Cambiamento climatico, costo della vita e lavoro sono le tre principali preoccupazioni dei Millennial e della GenZ italiani, secondo la "Millennial e GenZ Survey 2022" di Deloitte.
La ricerca, condotta su un campione globale di oltre 23 mila tra GenZ (nati tra il 1995 e il 2003) e Millennial (nati tra il 1983 e il 1994), ha interessato anche oltre 800 tra ragazze e ragazzi del nostro Paese.
"I giovani italiani si dimostrano più attenti al cambiamento climatico rispetto alla media globale.

Millennial e GenZ vogliono pi attenzione all'ambiente, work-life balance e flessibilit

Il dato, in continuità rispetto all'edizione precedente, fa emergere una sensibilità che istituzioni e imprese italiane devono recepire e trasformare in proposte di sostenibilità concrete e credibili", afferma il CEO di Deloitte Italia, Fabio Pompei, commentando i risultati della ricerca.
"Un altro dato molto interessante, e che conferma la capacità della nostra ricerca di fotografare l'attualità, è la preoccupazione crescente dei giovani sul carovita: una tendenza inevitabilmente legata alla ondata inflazionistica che stiamo vivendo a causa della pandemia e della guerra in corso in Ucraina.
I giovani sono i primi a risentire dell'aumento dei prezzi e, non a caso, anche quest'anno la paura di rimanere disoccupati è tra le tre prime preoccupazioni sia per i Millennial che per i GenZ intervistati in Italia
". 

Gli italiani si confermano attenti al cambiamento climatico

Come nell'edizione precedente della Millennial Survey, i giovani del nostro Paese si confermano particolarmente sensibili al tema del cambiamento climatico: intervistati su quelle che, dal loro punto di vista, sono le cinque grandi sfide del presente, per il 42% della GenZ italiana e il 37% dei Millennial il cambiamento climatico è la sfida numero uno da affrontare.

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Inoltre, dalla ricerca emerge che l'80% della GenZ e il 76% dei Millennial italiani pensa che siamo vicini al "punto di non ritorno" nella risposta al cambiamento climatico.
Oltre alla "eco-ansia", che sembra sempre più diffusa tra i giovani e giovanissimi, il 72% della GenZ e il 77% dei Millennial afferma di aver sperimentato di persona almeno un evento meteorologico grave negli ultimi 12 mesi.
Per rispondere alla sfida ambientale, GenZ e Millennial italiani sono disposti a cambiare le proprie abitudini.

Mentre a livello globale la percentuale di Millennial e GenZ che cerca di ridurre il proprio impatto ambientale è del 90%, nel caso degli intervistati italiani si arriva a percentuali anche più elevate, con il 95% dei Millennial e al 96% della GenZ che afferma di "fare uno sforzo per proteggere l'ambiente".

L'inflazione colpisce anche i giovani

Mentre sul podio italiano c'è il tema ambientale, a livello globale tengono banco inflazione e carovita, quest'ultima indicata come prima preoccupazione dal 29% della GenZ e dal 36% dei Millennial.
Le ragazze e i ragazzi sono sempre più preoccupati dal costo della vita: solo circa un quarto della GenZ (25%) e il 21% dei Millennial afferma di poter pagare senza problemi le proprie spese e quasi la metà degli intervistati vive con i soldi contati di mese in mese.
Queste dinamiche incidono sulla capacità di risparmio dei giovani che, così, sono sempre meno ottimisti sulla probabilità di arrivare alla pensione con tranquillità.

A livello globale solo il 41% della GenZ e dei Millennial è convinto che riuscirà ad andare in pensione e a essere tranquillo finanziariamente.
In Italia i numeri sono anche più critici: solo il 28% della GenZ e il 30% dei Millennial è ottimista sulle proprie prospettive previdenziali.

Great resignation: cosa vogliono dal lavoro GenZ e Millennial

Dopo due anni di sperimentazione di lavoro da remoto, GenZ e Millennial hanno le idee sempre più chiare su cosa si aspettano dal mondo del lavoro.
E se stipendi bassi e poca attenzione alla salute mentale sono i principali motivi che spingono alle "grandi dimissioni" i giovani a livello globale, in Italia i fattori che contano di più per le generazioni Millennial e GenZ sono il work-life balance e le opportunità di apprendimento e di crescita.
Il primo è importante soprattutto per i Millennial: per il 36% di loro, infatti, trovare un ambiente di lavoro che garantisca un bilanciamento adeguato tra vita lavorativa e tempo libero è il primo fattore di scelta quando si cerca un nuovo impiego.

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Significativi anche i numeri sul lavoro da remoto: attualmente, quasi la metà della GenZ e dei Millennial italiani lavora quasi sempre in ufficio, ma la maggior parte (67% GenZ e 63% Millennial) preferirebbe un modello di lavoro ibrido, in cui si garantisca una maggiore flessibilità.
"Come ogni anno, i dati della Millennial e GenZ survey sono estremamente interessanti e ci aiutano a capire i trend che si stanno affermando tra i giovani", commenta Stefania Papa, People and Purpose Leader di Deloitte Italia.
"I numeri che riguardano l'attenzione alla salute mentale e al work-life balance sono particolarmente rilevanti.
È importante per le aziende tenere conto di queste esigenze, anche in ottica di attrattività dei talenti.
Le aspettative dei Millennial e GenZ sono molto diverse da quelle i delle generazioni precedenti e le aziende devono imparare a tenere conto di questo grande cambiamento in corso: il benessere e la flessibilità, insieme alle opportunità di crescita, sono infatti diventate sempre più importanti nella scelta del proprio lavoro
".



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