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16/03/2022

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5 idee per provare a fermare la Great Resignation

Federico Fedele (SD Worx): le aziende dovrebbero ripensare concretamente alle persone come un valore, a come effettivamente investire su di esse, a come rendere le modalità di lavoro idonee alla loro crescita

Il fenomeno è cominciato negli Stati Uniti, e da qualche tempo è approdato anche in Europa e di conseguenza in Italia anche se in maniera minore.
Ma secondo gli ultimi dati resi noti dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali solo nel secondo trimestre del 2021 sono state registrate nel nostro Paese quasi 500mila dimissioni volontarie.
Un fenomeno in crescita conosciuto come "Great Resignation".

5 idee per provare a fermare la Great Resignation

Ad accelerare il significativo aumento delle dimissioni volontarie c'è la pandemia che probabilmente ha portato migliaia di persone a riflettere sul proprio work-life balance, di conseguenza, a modificare le proprie priorità.
Questo ha inevitabilmente portato le aziende a domandarsi in quale modo trattenere le persone e come rendere l'ambiente di lavoro più soddisfacente per i propri dipendenti.
SD Worx, leader europeo nei servizi di outsourcing del personale, ha individuato cinque best practice che le aziende dovrebbero adottare per cercare di rallentare questo fenomeno.
1 - Benessere del dipendente. Come anche confermato da una recente ricerca condotta da SD Worx, "The Future of Work and People", il benessere dei dipendenti è al primo posto nella lista delle priorità per le aziende italiane.
Creare un ambiente lavorativo ottimale, dando spazio ai rapporti interpersonali è alla base per coinvolgere e far sentire la persona parte integrante dell'azienda, vista non solo come un luogo di lavoro, ma anche un posto in cui conoscere e crescere insieme ad altri.

Seguici: 

2 - Stabilità economica. La questione salariale è da sempre uno dei fattori più rilevanti che spinge molti a cambiare o lasciare il proprio lavoro.
Il lavoro precario e sottopagato è un problema che tocca anche i più giovani.
Se guardiamo per esempio ai numerosi stage gratuiti che gli studenti o i neolaureati si ritrovano a dover accettare, senza nemmeno avere prospettive di assunzione, ci accorgiamo di quanta strada ancora le aziende hanno da percorrere.
3 - Equilibrio tra lavoro e vita privata (work-life balance).

Conciliare la vita lavorativa con quella privata spesso non è semplice.
Purtroppo, alcune aziende costringono a dei ritmi e orari che vanno ben oltre gli standard, a discapito del benessere del dipendente.
Lo smart working ha poi anche accentuato questo problema perché ha annullato il confine tra il luogo di lavoro e la casa, rendendo il dipendente sempre disponibile e reperibile.
Rispettare gli orari prestabiliti, non sovraccaricare di impegni e lasciare i propri spazi alla persona è fondamentale.
4 - Carriera professionale.
Avere la possibilità di poter crescere nella propria azienda non è scontato, specialmente in Italia.
Fare carriera è un fattore fondamentale per attrarre e mantenere i propri dipendenti.
5 - Il Valore di ogni collaboratore.
Ogni dipendente ha i propri punti di forza.
Ciò che un'azienda dovrebbe prefissarsi come obiettivo è quello di dare sempre valore a ogni persona del team.

Investire sui dipendenti, sulle loro capacità e sulla propria formazione attraverso per esempio sessioni di training, workshop, stimola gli stessi a esprimere al meglio la propria creatività e migliorare le loro competenze.
"La pandemia ha cambiato sicuramente le nostre priorità, facendoci realizzare quanto sia importante il nostro benessere, dando fiducia alle persone di poter lavorare con maggiore autonomia anche da casa, e allentando il legame emotivo fra persona ed azienda", afferma Federico Fedele, Direttore Generale di SD Worx. "La Great Resignation è la logica conseguenza di tutto questo e trova le sue radici nel bisogno intimo delle persone di sentirsi parte di qualcosa di più importante, avere uno scopo in armonia con se stessi e l'azienda.
Per raggiungere i propri obiettivi, le aziende dovrebbero ripensare concretamente alle persone come un valore, a come effettivamente investire su di esse, a come rendere le modalità di lavoro idonee alla loro crescita.

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Tenere conto delle aspirazioni e dell'equilibrio delle persone, e non solo dell'ebitda dell'azienda, aiuterà senz'altro a riportare questo fenomeno a livelli fisiologici".



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