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19/01/2022

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Nel 2020 forte aumento del valore dell'impairment dell'avviamento delle aziende italiane

 

Enrico Rovere (Duff & Phelps): le operazioni di goodwill impairment più significative nel nostro Paese sono state realizzate nel settore bancario, manifatturiero e dell'energia

Nel 2020, in conseguenza dell'impatto della pandemia, le Società italiane dell'indice STOXX Europe 600 hanno fatto segnare un deciso aumento di impairment aggregati dell'avviamento, pari a 2,4 miliardi di euro rispetto agli 0,2 miliardi di euro del 2019.
E' ciò che emerge da uno studio europeo di Duff & Phelps, divisione di Kroll, il principale provider a livello globale di servizi e prodotti digitali relativi alla valutazione, alla governance, alla gestione del rischio e alla trasparenza.
Sempre durante il 2020, inoltre, le aziende incluse nell'indice FTSE MIB hanno registrato un ammontare complessivo di impairment dell'avviamento pari a 3,8 miliardi di euro, evidenziando anche in questo caso una forte crescita rispetto al 2019, quando il totale aveva raggiunto gli 0,2 miliardi di euro.

Nel 2020 forte aumento del valore dell'impairment dell'avviamento delle aziende italiane

Si tratta del valore più elevato registrato dalle imprese del FTSE MIB da quando sono iniziate le rilevazioni, nel 2014.
In Europa, le svalutazioni complessive dell'avviamento registrate dalle Società dell'indice STOXX Europe 600 sono aumentate per il terzo anno consecutivo.
Nel 2020 sono infatti cresciuti del 49% rispetto all'anno precedente, raggiungendo i 54,1 miliardi di euro, rispecchiando gli effetti negativi della pandemia di COVID-19 sull'economia globale, che hanno penalizzato in modo particolare alcuni mercati europei.
Quello di due anni fa è il livello più alto di impairment dell'avviamento per lo STOXX Europe 600 mai registrato dal 2012, nel momento più acuto della crisi del debito sovrano.
Nel 2020, le 10 maggiori operazioni di impairment dell'avviamento hanno rappresentato poco più della metà del totale delle operazioni di svalutazione dell'avviamento rilevate sullo STOXX Europe 600, raggiungendo un valore di circa 29 miliardi di euro.

Secondo Enrico Rovere, Managing Director Valuation Advisory di Duff & Phelps in Italia, "in Europa, l'impatto della pandemia di COVID-19 sulle economie dei diversi Paesi è stato molto significativo, portando il valore totale dell'impairment dell'avviamento ai livelli più elevati degli ultimi otto anni.
Nonostante questo, l'intervento dei Governi e delle Banche centrali, attraverso l'implementazione di misure di aiuto fiscali e monetarie senza precedenti, ha evitato conseguenze peggiori.

Nel 2020 forte aumento del valore dell'impairment dell'avviamento delle aziende italiane

Anche l'Italia ha seguito l'andamento evidenziato a livello europeo, registrando una crescita decisa del valore dell'impairment dell'avviamento, sia per quanto riguarda le aziende dell'indice FTSE MIB sia per le imprese italiane appartenenti allo STOXX Europe 600.
In particolare, le operazioni di goodwill impairment più significative nel nostro Paese sono state realizzate nel settore bancario, manifatturiero e dell'energia
".
Anche se le Società incluse nello STOXX Europe 600 avranno bisogno di alcuni mesi per consolidare i loro risultati finanziari per il 2021, all'inizio di settembre le 10 maggiori operazioni di impairment dell'avviamento avvenute nei 12 mesi precedenti avevano raggiunto un totale di 5,1 miliardi di euro, registrando una forte contrazione rispetto al valore della top 10 del 2020.
I dati indicano che la ripresa post-pandemia è in corso, ma le persistenti difficoltà di approvvigionamento delle materie prime e le crescenti pressioni inflazionistiche rendono ancora incerte le previsioni.

Analisi settoriale dell'indice STOXX Europe 600

I tre settori che, all'interno dello STOXX Europe 600, hanno registrato gli incrementi più significativi rispetto all'ammontare degli impairment di avviamento nel 2020 sono stati quello finanziario e immobiliare (da 17,2 miliardi di euro nel 2019 a 22,6 miliardi di euro nel 2020), seguiti dai materiali ad uso industriale (da 1,1 miliardi di euro nel 2019 a 5,7 miliardi di euro nel 2020) e dal settore dei servizi di comunicazione (da 0,6 miliardi di euro nel 2019 a 3,9 miliardi di euro nel 2020).

Seguici: 

Il comparto finanziario e immobiliare si colloca al primo posto per il terzo anno consecutivo, registrando il valore più alto di impairment dell'avviamento dal 2011.
All'interno di un contesto caratterizzato da bassi tassi di interesse, le politiche monetarie implementate dalle Banche centrali per contrastare l'impatto del COVID-19 hanno abbassato ulteriormente i tassi di interesse, aumentando così la pressione sulla profittabilità degli istituti finanziari.
Nel 2020 il volume delle operazioni di M&A nell'Eurozona è diminuito dell'8%, ma il loro valore totale è più che duplicato (+118%) rispetto al 2019.
Circa l'80% del valore delle transazioni, tuttavia, è legato a operazioni annunciate prima di marzo 2020, quando il COVID-19 è stato classificato come pandemia.
"Guardando al futuro, i dati mostrano che il livello totale di goodwill impairment per il 2021 probabilmente non supererà quello del 2020, in quanto l'impatto del COVID-19 inizierà a diminuire e le imprese cominceranno a registrare segnali di ripresa.

È necessario, però, che le aziende non sottovalutino gli effetti persistenti della pandemia e le potenziali minacce che possono portare alla ripartenza", ha dichiarato Enrico Rovere.
"Nel percorso di uscita dalla crisi, l'Italia si trova ad affrontare problematiche legate alle catene di approvvigionamento e all'aumento dell'inflazione globale: questi sono tutti elementi da tenere in considerazione quando vengono realizzati test di impairment dell'avviamento.
La velocità della ripresa economica post-pandemia e l'impatto del COVID-19 sulle prospettive di crescita a lungo termine saranno fattori cruciali per le aziende europee nel valutare se effettuare operazioni di goodwill impairment nei prossimi due anni.
I test e le informazioni relative all'impairment dell'avviamento rimangono pertanto elementi fondamentali per gli analisti dei bilanci societari
", conclude Rovere.


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