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20/10/2021

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Zero emissioni entro il 2050: porsi un obiettivo concreto contribuisce ad accelerare la transizione

 

Jean-Marc Ollagnier (Accenture): un terzo delle principali aziende quotate europee si è impegnato a raggiungere il traguardo. Bene Regno Unito e Spagna (37%).
Italia (23% dietro la Germania (27%) ma davanti alla Francia (18%)


Manca poco ormai alla COP26 di Glasgow e si moltiplicano le iniziative per illustrare proposte, progressi, ed eventuali ritardi, nei programmi di abbattimento della CO2.
In quest'ottica si inserisce uno studio di Accenture, in cui si rileva che negli ultimi due anni l'impegno delle aziende nel raggiungere il "Net-Zero" ha avuto una accelerazione, con quasi il 30% che si è impegnato a raggiungere tale obiettivo entro il 2050.

Zero emissioni entro il 2050: porsi un obiettivo concreto contribuisce ad accelerare la transizione

A partire dall'analisi dei dati di oltre 1.000 società quotate nei principali indici azionari europei, lo studio di Accenture "Reaching Net Zero by 2050" dimostra che fissare un obiettivo concreto aiuta ad accelerare la transizione verso il traguardo net-zero, ovvero quando un'azienda riduce le sue emissioni di CO2 e altri gas serra (GHG) a zero o compensa le emissioni residuali per raggiungere un equilibrio tra le emissioni GHG prodotte e quelle eliminate dall'atmosfera.
Nell'ultimo decennio, le aziende che hanno fissato l'obiettivo Net-Zero hanno ridotto le proprie emissioni in media del 10%, mentre quelle prive di obiettivo ne hanno osservato un aumento.

In Europa la maggior sensibilità

A livello europeo, emerge come Regno Unito e Spagna, entrambe con il 37%, abbiano la percentuale maggiore di società quotate con l'obiettivo Net-Zero fissato per la riduzione delle emissioni di Scope 1, 2 e 3, seguite da Germania (27%), Italia (23%) e Francia con il 18%.

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Le emissioni Scope 1 sono le emissioni dirette di GHG prodotte dagli asset di proprietà delle aziende o da esse controllati.
Le emissioni Scope 2 sono quelle indirette, prodotte dalla generazione dell'energia acquisita, ovvero dai consumi di elettricità, vapore, riscaldamento e raffreddamento delle aziende.
Le emissioni Scope 3 includono tutte le altre emissioni indirette prodotte all'interno della catena del valore di un'azienda.
Osservando invece l'anno fissato dalle società europee coinvolte nello studio per il raggiungimento dell'obiettivo di Net-Zero vediamo come la media europea si attesti sul 2043, data che per l'Italia scende al 2041.

Nei settori ad alta intensità di carbonio, come quello petrolifero o chimico, molte aziende hanno fissato l'obiettivo Net-Zero al 2050, mentre nel settore dei servizi la maggior parte punta a raggiungere l'obiettivo Net-Zero entro il 2035.
"Il sistema delle imprese Europeo è più che mai impegnato nella corsa per l'azzeramento delle emissioni, come dimostra la crescita, negli ultimi due anni, del numero di aziende che hanno dichiarato pubblicamente il proprio obiettivo in merito", ha detto Jean-Marc Ollagnier, CEO di Accenture Europe.
"Il nostro studio dimostra che darsi un obiettivo funziona.
Il net zero va gestito come qualsiasi priorità aziendale strategica: è necessario fissare obiettivi chiari che possano guidare l'intera organizzazione verso la stessa direzione, monitorando i progressi per correggere la traiettoria a seconda delle esigenze.

Inoltre, rendere pubblici gli obiettivi aiuta a creare lo slancio collettivo di cui abbiamo bisogno, dal momento che le aziende non possono risolvere questa sfida da sole".

È necessaria una accelerazione: solo il 5% delle aziende è linea per il raggiungimento dei loro target

Lo studio ha rilevato che solo una su 20 (5%) tra le aziende europee prese in esame è sulla traiettoria per raggiungere l'obiettivo prefissato - relativo alle emissioni Scope 1 e 2 - a patto di mantenere il ritmo di riduzione delle emissioni conseguito tra il 2010 e il 2019, mentre solo il 9% ha buone probabilità di raggiungere il traguardo entro il 2050.
Le aziende che, a partire dal 2010, hanno ottenuto una modesta riduzione annuale delle emissioni (circa 0-5% annuo) possono ancora raggiungere l'obiettivo Net-Zero delle proprie operations entro la metà del secolo a patto di raddoppiare la velocità di riduzione delle emissioni entro il 2030 e triplicarla entro il 2040.

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"Benché la crescita nell'adozione degli obiettivi di decarbonizzazione sia rassicurante, è chiaro che le organizzazioni non si stanno ancora muovendo in modo sufficientemente rapido", ha dichiarato Peter Lacy, Chief Responsibility Officer e Sustainability Services Global Lead di Accenture.
"Con la conferenza COP26 alle porte, è necessario che aziende e governi di tutto il mondo concentrino i loro sforzi su azioni concrete, con target solidi che permettano di raggiungere l'obiettivo Net-Zero entro la metà del secolo, contenendo il riscaldamento globale entro la soglia di 1,5°C".
Lo studio di Accenture suggerisce il percorso da seguire verso l'obiettivo di Net-Zero ed una serie di soluzioni specifiche per i settori dell'automotive, della chimica, delle costruzioni, dei servizi finanziari, del retail e dei trasporti.
Il report dimostra inoltre che sette industrie, principalmente nei settori dei servizi professionali, dell'informazione e delle comunicazioni, saranno sulla traiettoria corretta per il raggiungimento dell'obiettivo Net-Zero entro il 2050 solo se in questo decennio saranno in grado di raddoppiare la velocità di riduzione delle emissioni, accelerando poi ulteriormente dal 50 al 70% nei successivi 10 anni.

Un'accelerazione ancora più radicale sarà poi richiesta nel caso dei cinque settori responsabili del 42% dei gas serra emessi dal totale delle aziende incluse nel campione della ricerca (automotive, costruzioni, manifatturiero, petrolifero, trasporti e logistica) al fine di raggiungere l'obiettivo Net-Zero entro la metà del secolo.
"Il raggiungimento dell'obiettivo Net-Zero entro il 2050 sarà possibile solo attraverso un'azione rapida e decisa in questo decennio.
I risultati del nostro studio dimostrano che si tratta di un risultato possibile a patto che le imprese europee agiscano immediatamente
", ha concluso Ollagnier.
"Le soluzioni si differenziano per settori e aziende e in tutti i casi presentano punti di partenza, opportunità e sfide differenti.

In alcuni settori, le tecnologie necessarie sono già disponibili e dovranno essere scalate rapidamente, in altri devono ancora essere inventate.
Il raggiungimento di un tale livello richiede che le aziende di qualsiasi settore facciano della "re-invenzione" la norma, trainata dall'innovazione tecnologica, dalla collaborazione, dall'adozione di nuovi modelli di business e dalla disponibilità di una adeguata regolamentazione a supporto
".



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