07/01/2021

economia

C'è un legame tra distribuzione dei vaccini e crescita economica globale

 

Irene Goh (Aberdeen Standard Inv.): più vaccinazioni verranno effettuate, più velocemente la crescita tornerà alla normalità, altrimenti le autorità potrebbero dover colmare i ritardi con un adeguato sostegno monetario e fiscale

I mercati non hanno ancora scontato la ripresa della crescita globale. In base al successo nella distribuzione dei vaccini, si registrerà un rimbalzo in alcuni mercati azionari, valute e prezzi di materie prime.
La tempistica di una riaccelerazione della crescita economica dipenderà dal successo della distribuzione dei vaccini che fornirà agli investitori la possibilità di beneficiare del gap valutativo presente sul mercato.
A nostro parere l'economia globale dovrebbe registrare una ripresa nel secondo trimestre del 2021, ma per un rimbalzo bisognerà aspettare il secondo semestre, poiché l'iter di approvazione, produzione e distribuzione dei vaccini richiederà tempo. Più vaccinazioni verranno effettuate, più velocemente la crescita tornerà alla normalità, altrimenti le autorità potrebbero dover colmare i ritardi nella distribuzione dei vaccini con un adeguato sostegno monetario e fiscale.

C' un legame tra distribuzione dei vaccini e crescita economica globale

Gli Stati Uniti dovrebbero convocare un organo consultivo indipendente per concedere l'autorizzazione all'uso di emergenza dei vaccini accreditati entro il 1° gennaio, ma altri Paesi adotteranno un approccio più cauto alla vaccinazione di massa, rimandando l'accelerazione della crescita globale verso la seconda metà dell'anno.
La Cina dispone della capacità per produrre 750 milioni di vaccini entro la fine del 2021 (dati ASI Research Institute ad agosto 2020), ma con una popolazione di 1,4 miliardi di abitanti e gli accordi siglati per condividere la distribuzione con altri Paesi come il Brasile e l'Indonesia, la distribuzione potrebbe protrarsi fino al 2022.
Sebbene i mercati azionari abbiano reagito positivamente alle notizie sui vaccini, gli investitori devono ancora scontare appieno la ripresa della crescita globale. Se questa si normalizzerà, avverrà probabilmente un rimbalzo in alcuni mercati azionari, valute e prezzi delle materie prime in linea con il miglioramento della produzione industriale.

Seguici: 

Grazie alle revisioni al rialzo delle previsioni sugli utili, in Giappone, Australia, Europa e Regno Unito i mercati azionari risultano interessanti. I mercati non hanno ancora pienamente scontato la ripresa degli utili, il che ha creato una finestra di opportunità nelle quali investire.
Rotazione settoriale
Il rimbalzo della crescita globale andrebbe probabilmente a vantaggio dei mercati azionari più orientati al segmento value, come Europa, Australia e Giappone, che presentano importanti allocazioni su settori (finanza, industria e immobiliare) che hanno arrancato durante la pandemia e che beneficerebbero della ripresa del commercio.
Prevediamo un recupero anche nel settore energetico, ma l'aumento globale delle riserve petrolifere dopo il crollo dei prezzi all'inizio dell'anno implica alti livelli di scorte, pertanto ci vorrà del tempo prima che la domanda inizi a superare l'offerta.

Ci aspettiamo un'ulteriore correzione nei servizi di comunicazione e nei titoli tecnologici privi di supporto strutturale a lungo termine e di fattori trainanti, le cui performance sono migliorate durante il COVID-19, nonché una certa rotazione verso settori ciclici sottovalutati aiutati dalla ripresa della crescita economica interna. Tale situazione va a vantaggio dei mercati dell'ASEAN (Associazione delle Nazioni del Sudest Asiatico), alcuni dei quali beneficiano notevolmente del ciclo commerciale globale. Questi presentano solidi saldi delle partite correnti e sono poco presenti nei portafogli degli investitori globali.
Indebolimento del dollaro USA
L'esito dei ballottaggi in Georgia determinerà la composizione definitiva del Congresso USA, dove a nostro parere vi è il 70% di probabilità che i Repubblicani ottengano la maggioranza al Senato, il che rallenterebbe l'approvazione di opportune misure di politica fiscale e renderebbe più difficile l'attuazione dei sostanziali programmi di spesa e legislativi proposti da Biden.

Pur prevedendo l'approvazione all'inizio del 2021 di una legge a breve termine di aiuti per il COVID-19, uno stimolo di soli 1.000 miliardi di dollari o meno potrebbe non essere sufficiente a sostenere la crescita degli Stati Uniti. La politica monetaria dovrà rimanere estremamente accomodante, il che probabilmente creerà aumenti dei differenziali di crescita e di inflazione tra gli Stati Uniti e le nazioni dell'Asia e dell'Europa, esercitando così una pressione al ribasso sul dollaro.
La debolezza del biglietto verde finirebbe col favorire le valute asiatiche e dei mercati emergenti nonché gli asset non denominati in dollari. Ci attendiamo poi un rimbalzo dell'euro, a condizione che la pandemia non si aggravi ulteriormente.
I mercati prevedono che la Federal Reserve USA non aumenterà i tassi fino al 2025, pertanto il tratto a breve della curva dei tassi rimarrà piatto e gli spread creditizi compressi. Ciò indurrà gli investitori in cerca di rendimento a optare per una qualità creditizia inferiore.

Nel segmento delle obbligazioni privilegiamo il debito corporate dei mercati emergenti poiché solitamente registra un rimbalzo dopo contrazioni di mercato superiori al 2% (JPM DataQuery, gennaio 2002 - marzo 2020). Questi titoli vantano rendimenti più elevati e una minore leva finanziaria rispetto alle controparti dei mercati sviluppati, inoltre la debolezza del dollaro dovrebbe sostenere l'asset class nel 2021.
Guardiamo con ottimismo alle infrastrutture trainate dagli stimoli fiscali. Molti governi hanno inoltre fissato obiettivi ambientali e sociali più elevati, fornendo un sostegno a lungo termine alle energie rinnovabili e alle infrastrutture sociali. Questo segmento offre agli investitori flussi di reddito differenziati, con rendimenti iniziali più elevati rispetto ai tassi dei mercati sviluppati nonché un potenziale extra rendimento, creando protezione contro l'aumento dell'inflazione legato ai pedaggi e alle bollette.

Anche le valutazioni del segmento mezzanino degli ABS paiono interessanti. Rispetto ad altre asset class, gli ABS hanno ricevuto meno sostegno dalle banche centrali, pertanto presentano un solido potenziale di rialzo dei rendimenti con un rischio di credito simile a quello di altri asset obbligazionari.
Irene Goh, Head of Multi-Asset Solutions, Asia Pacific, Aberdeen Standard Investments



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