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18/09/2019

idee

Tecnologia e innovazione: quale banca ci riserverà il futuro?

Viola (The Innovation Group): l'era post digitale rimodellerà tutte le strutture che sono alla base dei rapporti economici e sociali tra Paesi portando nuove possibilità e anche nuovi rischi se poco regolata

Dopo dieci anni di crisi pressoché ininterrotta le banche italiane hanno visto ridursi pesantemente sia i ricavi che gli utili e la distanza con la media europea si è allargata.
Per raggiungere i livelli di redditività media a livello europeo, le banche italiane nei prossimi anni dovranno aumentare di almeno il 21% i ricavi, servirà pertanto ridefinire il modello di business cercando nuove opportunità e il mercato si dividerà tra chi avrà la forza di rimanere grande e chi si specializzerà offrendo diversi livelli di personalizzazione, cavalcando la digitalizzazione magari in partnership con le Neobanks o i Fintech.

Tecnologia e innovazione: quale banca ci riserver il futuro?

La sfida della trasformazione digitale, per le banche italiane, è ben lungi dall'essere conclusa e le banche stanno facendo enormi sforzi per realizzare i benefici derivanti dall'utilizzo pervasivo e intensivo delle tecnologie digitali.
Sono quindi arrivate a un punto di svolta? Sì.
Devono comprendere che digitalizzare non è sinonimo di trasformazione digitale, che quest'ultima non deve essere l'obiettivo finale ma è semplicemente "il prezzo da pagare" per poter continuare a stare sul mercato ed essere competitive con i nuovi attori emergenti.
La metamorfosi digitale dei comportamenti e delle abitudini dei clienti sarà ancor più accelerata dall'effetto combinatorio delle tecnologie digitali già diffuse con quelle emergenti, come Artificial Intelligence, Distributed Ledger, Realtà Aumentata, Edge Computing etc.

Seguici: 

Il loro utilizzo e diffusione segnano la nascita di un contesto tecnologico e di un ambiente che possiamo definire "post digitale" che deve essere accompagnato da una profonda e corrispondente metamorfosi del banking e dell'industria bancaria.
Un banking post-digitale è possibile con modelli di banca molto diversi da quelli attuali, che aprono le porte a nuovi attori e scenari competitivi tutti da concepire.
Le "specie" presenti nella futura Banking Industry saranno molteplici e diversificate: grandi banche universali che hanno economie di scala, banche tradizionali che si trasformano attraverso Fintech, nuove banche specializzate e neo-banche digitali che integrano servizi digitali bancari e non, Fintech e Big-Tech che entrano e operano in alcuni segmenti della catena del valore dei servizi finanziari.

La banca del futuro post-digitale sarà una data company, che fa leva sulle tecnologie, anche quelle più innovative, ma inclusiva del trust e del fattore umano, che crea valore per i clienti con servizi personalizzati, sicuri, on demand in modo seamless, facendo leva, attraverso partnership, su ecosistemi digitali di servizi finanziari e non.
Allo stesso tempo, la banca del futuro post-digitale sarà un aggregatore di valore per costruire soluzioni, un provider di consulenza e un facilitatore per l'accesso a servizi.
I pillar della banca post digital saranno i dati, le API, l'AI e il ML, le piattaforme cloud based, la cybersecurity e le capability di controllo del rischio & compliance.
Il futuro dell'ecosistema del banking post-digitale si estenderà oltre ai servizi finanziari.
L'industria bancaria quindi dovrà fare molto di più che chiudere le filiali, migliorare l'offerta di servizi online e mobile o rendere i prodotti e servizi stessi offerti "più digitali".

Le banche smart sapranno integrarsi nelle vite dei clienti attraverso una vera personalizzazione della relazione basata sulle informazioni e insight che la banca possiede sulla vita del cliente.
Alla lunga i clienti saranno più legati perché la banca diventa qualcosa di personale perché arricchita dall'intelligenza raccolta dai dati sui comportamenti dei consumatori, sulle loro scelte e preferenze volontarie.
Per fare questo le banche devono sviluppare partnership digitali con merchant, fornitori, PMI, telco e altre aziende digitali per offrire nuovi prodotti e un engagement superiore ai consumatori.
Sarà necessario anche ripensare l'architettura dei servizi.
Sarà critico per la banca del futuro pensare non in termini di silos organizzativi e di prodotto ma più in termini di soluzioni personalizzate per il singolo cliente e ciò richiederà che anche il regolatore evolva nell'essere meno prescrittivo nel regolare i singoli segmenti di mercato perché essi non sopravvivranno in maniera così netta in un mondo post-digitale.

Il post-digitale richiederà e porterà una trasparenza più ampia lasciando ai consumatori di confrontare prodotti e servizi in real-time e scegliere la migliore opzione mettendo ulteriore pressione sulle banche e sul pricing dei servizi.
La necessità di maggiore integrazione con l'ecosistema esterno aumenterà anche le minacce alla cybersecurity e gestione del rischio associato.
L'era post digitale rimodellerà interamente banche, aziende, settori, infrastrutture economiche e finanziarie che sono alla base dei rapporti economici e sociali tra Paesi portando nuove possibilità, nuove capabilities e anche nuovi rischi se poco regolata.
Di questi temi parleremo il 10 e 11 ottobre al Banking Summit, l'evento che The Innovation Group organizza sull'innovazione del settore dei servizi finanziari in Italia legata al digitale, che vede la partecipazione di executive dell'ambito finanziario e delle tecnologie digitali.

Ezio Viola, Amministratore Delegato di The Innovation Group



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