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12/10/2016

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La scommessa di Industria 4.0 e' tutta sulle PMI

 

Calenda (Ministero Sviluppo): il piano prevede 13 miliardi di incentivi fiscali agli investimenti privati che le imprese possono iscrivere sul loro bilancio immediatamente, oltre a superammortamenti

Anche l'Italia ha il suo piano Industria 4.0, come annunciato recentemente dal ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda.
Avrà un tempo di operatività dal 2017-2020, vedrà 13 miliardi di incentivi fiscali nei prossimi anni, e un iperammortamento del 250%, che permetterà alle aziende di moltiplicare il vantaggio fiscale in bilancio per gli investimenti connessi all'innovazione industriale.
Poi ancora, 24 miliardi di investimenti privati complessivi da mobilitare.
Altri 10 miliardi di impegno pubblico per iniziative quali la banda larga e il made in Italy, a cui dovrebbe corrispondere quello privato per 32 miliardi.

La scommessa di Industria 4.0 e' tutta sulle PMI

Ad oggi, 1,2-1,3 dovrebbero esser già nella legge di bilancio 2017 (per il rifinanziamento del Fondo Statale di Garanzia), in via di definizione in questi giorni.
Il governo interverrà quindi mettendo a disposizione, fra diretti e indiretti, 26 miliardi di incentivi.
Ma vediamo in sintesi cosa prevede il piano Industria 4.0, che vede la sua nascita dopo il Manufacturing USA, Industrie du Futur (Francia) e Industrie 4.0 (Germania), che prevedono comunque investimenti inferiori a quello del governo italiano.
Le principali misure che saranno attivate a partire dal 2017:
- proroga del superammortamento al 140%, già contenuto nella finanziaria 2016;
- introduzione di un iperammortamento al 250% per gli investimenti nell'industria 4.0;
- innalzamento del credito d'imposta dal 25% al 50% su spese in ricerca e sviluppo superiori alla media dell'ultimo triennio;

Seguici: 

- detrazioni fiscali al 30% per investimenti in piccole/medie imprese innovative fino a un milione di euro.
Con il piano Industria 4.0 il governo spera di mobilitare investimenti privati aggiuntivi per 24 miliardi di euro in quattro anni, di cui:
- 10 miliardi per incentivare gli investimenti privati su tecnologie e beni Industria 4.0 che dovrebbero portare all'incremento degli investimenti privati per 80-90 miliardi nel 2017;
- 11,3 miliardi per aumentare la spesa dei privati in ricerca, sviluppo e innovazione;

- 2,6 miliardi per potenziare la finanza a supporto di Industria 4.0, startup e venture capital.
Il piano Industria 4.0 coinvolge inoltre diverse università italiane, le quali fungeranno da centri di ricerca a supporto delle imprese.
Gli istituti in questione sono: Politecnico di Torino, Politecnico di Milano, Politecnico di Bari, le università del Veneto (aggregate in un polo unico), la scuola superiore Sant'Anna di Pisa, l'ateneo di Bologna e la Federico II di Napoli.
Il piano prevede anche Infrastrutture abilitanti, che significano:
-100% delle aziende italiane coperte a 30Mbps entro il 2020;
-50% delle aziende italiane coperte a 100Mbps entro il 2020;
- 6 consorzi in ambito standard IoT presidiati in aggiunta ai tavoli istituzionali a partire dal 2017.

E per le startup? Molte le iniziative:
- Detrazioni fiscali fino al 30% per investimenti fino a 1 ?M in start-up e PMI innovative;
- Assorbimento da parte di società "sponsor" delle perdite di startup per i primi 4 anni;
- PIR - Agevolazione fiscale mediante detassazione capital gain su investimenti a medio/lungo termine;
- Programma "acceleratori di impresa", finanziare la nascita di nuove imprese con focus I4.0 con combinazione di strumenti agevolativi e attori istituzionali (CDP);
- Fondi di investimento dedicati all'industrializzazione di idee e brevetti ad alto contenuto tecnologico (CDP);
- Fondi Venture Capital dedicati a start-up I4.0 in co-matching (CDP/Invitalia).
"La scommessa di Industria 4.0 è tutta sulle PMI", ha affermato il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda.

Il ministro inoltre ha spiegato che il piano del governo è privo di "dirigismo" e propone incentivi fiscali.
"Non credo che la politica industriale oggi possa essere portata avanti individuando a tavolino obiettivi troppo precisi ed indicando alle imprese quali investimenti fare e su quali tecnologie puntare.
Questo è quello che abbiamo fatto in passato, con il risultato che molti finanziamenti pubblici sono stati impiegati male o non sono stati impiegati affatto.
Il piano Industria 4.0 non prevede incentivi a bando ma 13 miliardi di incentivi fiscali agli investimenti privati che le imprese possono iscrivere sul loro bilancio immediatamente, senza bisogno di alcuna autorizzazione ministeriale.
Dal momento che si tratta di crediti d'imposta, ammortamenti e superammortamenti (tranne gli investimenti in ricerca e sviluppo che sono considerati su 4 anni) agiscono per le imprese nel 2017 ma l'impatto fiscale è sugli anni successivi.

Abbiamo puntato inoltre sulle cose che esistono e funzionano: ad esempio il Fondo centrale di garanzia che garantisce 15 miliardi di crediti, estendendone il raggio d'azione temporale e finanziario.
Altro strumento importante quello dei Contratti di sviluppo, rivolto alle imprese medio grandi".



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