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   numero di 26/06/2019
Finanza e investimenti

Minori sono i rischi geopolitici, meglio è
Naumer (Allianz GI): oltre a comportare l'aumento dei premi per il rischio sui mercati finanziari, impediscono alle società di predisporre piani a lungo termine, frenando gli investimenti nel settore privato

Nelle ultime settimane si intravedono sempre più segnali di stabilizzazione dell'economia globale. Dopo una prolungata fase di debolezza, in aprile gli indicatori congiunturali sono migliorati per la prima volta negli ultimi undici mesi, grazie ai dati più incoraggianti provenienti da USA e Cina.
Un trend positivo che è proseguito anche in maggio, seppur non in modo generalizzato e continuo in tutte le aree geografiche. Siamo ancora in attesa di una ripresa sostenibile dai minimi in alcuni settori ciclici (soprattutto in ambito manifatturiero e nel commercio mondiale) e di un miglioramento dei dati congiunturali di Area Euro, Giappone e Regno Unito.
Nel quadro di un allentamento monetario e fiscale più sostenuto e prolungato, durante l'estate potremmo assistere quanto meno a una temporanea ripresa sul fronte macroeconomico. Di per sé, dei progressi momentanei non sarebbero comunque sufficienti per passare da uno scenario di fine ciclo a uno di crescita sostenibile, ma servirebbero ad affievolire i timori di recessione che ripetutamente emergono nei mercati finanziari.
Il destino dell'attuale ciclo congiunturale si deciderà nel 2020. Vi sono due possibilità: la prima è che le autorità monetarie e fiscali creino le condizioni per un "soft landing" in una fase avanzata del ciclo, in modo da porre le basi per una nuova accelerazione; la seconda è che si entri in una fase di recessione con il rischio di "hard landing" per l'economia. Quest'ultima eventualità non si può ancora escludere.
Una cosa è certa: minori sono i rischi geopolitici, meglio è.
Infatti, non solo comportano un aumento dei premi per il rischio e costanti oscillazioni sui mercati finanziari, ma impediscono anche alle società di predisporre piani a lungo termine, e quindi frenano gli investimenti nel settore privato.

La rapida creazione di una maggioranza nel Parlamento Europeo, sviluppi costruttivi sul fronte della Brexit e segnali di distensione nel conflitto commerciale sino-americano sarebbero ben più che "una tiepida brezza primaverile".

Hans-Jörg Naumer, Global Head of Capital Markets & Thematic Research, Allianz Global Investors



Finanza e investimenti

numero di 26/06/2019
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