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   numero di 03/04/2019
Digital Business

Comunicazione e creatività le soft skill necessarie per la coesistenza con l'IA
Borra (Dale Carnegie): macchine e persone dovranno collaborare per realizzare appieno il proprio potenziale, ma la prospettiva dei CEO e quella dei collaboratori è ancora distante

L'Intelligenza Artificiale (IA) pervade sempre di più ogni nostro aspetto della vita: come consumatori e come lavoratori. Anzi, in quest'ambito il fattore tecnologia sta creando una vera e propria rivoluzione, la trasformazione digitale. E l'Intelligenza Artificiale è una componente sempre più preponderante e che arriverà a coinvolgere l'intera piramide aziendale. Dalla robotica, ai big data fino ai supporti decisionali. Ma in tutto questo l'uomo che ruolo giocherà?
"In un mondo che sempre più integra l'Intelligenza Artificiale, comunicazione e fiducia restano gli asset su cui gli esseri umani continueranno a distinguersi, anche nel lavoro". Queste le parole di Sergio Borra, CEO di Dale Carnegie Italia, che raccolgono le indicazioni del nuovo studio sul'IA di Dale Carnegie & Associates, presentato al WOBI On Digital Transformation 2019 di Milano. La ricerca, dal titolo "Intelligenza Artificiale sul posto di lavoro. Comunicare e restare creativi per costruire una nuova cultura aziendale", che ha coinvolto direttamente anche l'Italia, che è il primo Paese al mondo in cui vengono presentati i risultati emersi.
L'impatto dell'IA è significativo e in crescita: macchine e persone dovranno collaborare per realizzare appieno il proprio potenziale. Per le aziende questo significa formare i collaboratori per il lavoro di un futuro che è già alle porte. I progressi nell'Intelligenza Artificiale e nel Machine Learning (ML) hanno valicato i confini dei processi di produzione e back office nel settore IT, intervenendo anche nel marketing, nella finanza, nelle risorse umane, persino nel management.
Come possono i leader e le aziende restare competitivi attraverso la rivoluzione in atto?
Secondo il nuovo studio condotto dalla divisione Research & Thought Leadership di Dale Carnegie & Associates, il primo compito dei senior manager è oggi quello di pianificare l'innovazione e influenzare positivamente la cultura aziendale, per mantenere i propri collaboratori motivati e coinvolti durante il processo di cambiamento. Alla paura di perdere il lavoro e alla resistenza di fronte al cambiamento le aziende devono rispondere lavorando sulla fiducia interna e sulla consapevolezza delle nuove prospettive che l'Intelligenza Artificiale crea, ad esempio la possibilità di dedicarci ad aspetti sempre più mirati e interessanti delle nostre attività.
E veniamo alla ricerca. Condotta nel gennaio 2019 con una survey online, ha interessato 11 Paesi: Italia, Germania, Gran Bretagna, Svezia, Norvegia; USA, Canada, Brasile; India, Cina, Taiwan. Sono state intervistate 3.568 persone: il 38% CEO e figure apicali, il 23% manager e il 39% collaboratori di aziende di diversi settori e dimensioni. Il margine di errore è del 5% con un livello di attendibilità del 95%.
Più che le mere competenze tecniche sono le soft skill a essere considerate cruciali nella fase di transizione a cui ci si prepara. In particolare, comunicazione (62% a livello globale, 58% per gli intervistati italiani) e creatività (61%/58% Italia). A livello globale si punta anche su pensiero critico (56%) e leadership (45%), che "piacciono" un po' meno in Italia (rispettivamente 42% e 29%). La percentuale di empatia è al 31% in entrambi i casi.
In merito ai buoni risultati che l'integrazione dell'IA produrrà in termini di cultura aziendale e fiducia i CEO sembrano più ottimisti rispetto agli altri livelli aziendali. Uno dei dati più rilevanti riguarda quanto viene ritenuto probabile, il suo utilizzo da parte dei collaboratori per pianificare e preparare un percorso di carriera:

- CEO: 76% mondo/73% Italia;
- Collaboratori: 41% mondo/44% Italia.
La distanza fra la prospettiva dei CEO e quella dei collaboratori indica che queste due anime dell'azienda devono dialogare, soprattutto in una fase di passaggio cruciale come quella in corso.
"Le persone sostengono il mondo che hanno contribuito a creare", era solito ripetere Dale Carnegie: le persone vanno oltre la logica dei dati, per questo nei processi di cambiamento il loro coinvolgimento è fondamentale per nutrire un asset fondamentale come la fiducia. "In un mondo interamente connesso la connessione più importante rimane quella umana", ha concluso Borra.



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