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   numero di 27/03/2019
Finanza e investimenti

Dalla BCE una guidance più accomodante col terzo giro di TLTRO
De Felice (Intesa Sanpaolo): questo contribuirà a tenere condizioni favorevoli per il credito all'economia e potrà compensare in qualche misura i rischi a cui potremmo andare incontro a livello globale

Tra rischi geopolitici e i dazi di Trump sono molti i fattori che possono indebolire ulteriormente la crescita globale. Intanto la BCE risponde con il rifinanziamento del sistema bancario. Ne abbiamo parlato con Gregorio De Felice, Chief Economist di Intesa Sanpaolo.

L'economia mondiale sta frenando. Quali sono le sue previsioni?

Lo scenario macroeconomico rimane positivo ma con dei rischi in più. Molti di questi rischi sono di natura politica. Solo legati, per esempio, alla Brexit, alla evoluzione dell'Europa, che potremo capire meglio dopo le elezioni di maggio, e alle guerre commerciali: anche se sembrerebbe risolta la questione tra Stati Uniti e Cina, non dimentichiamoci che Trump aveva anche annunciato la possibilità di introdurre dei dazi sul mercato automobilistico europeo. Questo colpirebbe in maniera pesante sia il comparto auto tedesco sia quello italiano.
Quindi uno scenario che oggi è di rallentamento, ma fortunatamente oggi abbiamo una bassa inflazione e questo ha già permesso alle banche centrali - sia alla FED e, più nello specifico da noi, alla Banca Centrale Europea - di modificare il proprio atteggiamento e quindi di tenere una guidance di politica monetaria più accomodante rispetto a quella prevista fino a qualche tempo fa. Quindi i tassi saliranno più lentamente, più tardi.
Ci saranno ancora delle operazioni di rifinanziamento del sistema bancario europeo con una TLTRO 3 (Targeted Longer-Term Refinancing Operations, ovvero operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine), e questo contribuirà a tenere condizioni favorevoli per il credito all'economia e potrà compensare in qualche misura questo tipo di rischi.

Ma questa volta le TLTRO riuscirà ad arrivare all'economia reale o si fermerà ancora a livello bancario e delle multinazionali?

La disponibilità di funding è una condizione necessaria ma non sufficiente. Sarebbe davvero un guaio se poiché c'è un funding a buon costo le banche europee iniziassero a prestare soldi anche a chi ha poca possibilità di restituire. Questo l'abbiamo già visto con la crisi dei mutui subprime e preferirei evitare una seconda esperienza di questo genere.

Battute a parte, è chiaro che credito e attività reale vanno di pari passo, e quindi man mano che avremo una possibile ripresa nel corso di quest'anno vedremo una riaccelerazione del credito, ma in misura contenuta, coerente con quella che è l'attività economica.



Finanza e investimenti

numero di 27/03/2019
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