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   numero di 06/03/2019
Digital Business

Intelligenza Artificiale anche alla portata delle PMI
Zamboni (Datrix): con 3rdPlace e FinScience l'uso della tecnologia avanzata abilita la creazione di data driven company

Se l'intelligenza artificiale è la business buzzword del momento, è importante, a livello di mercato, farlo crescere attraverso la creazione di aziende. 3rdPlace (PMI innovativa attiva dal 2010 in ambito user & customer AI) e FinScience (startup innovativa dal 2017 in ambito investment AI) affrontano le sfide del nuovo anno unendo le forze in Datrix, la nuova capogruppo operativa che integra ed esalta le abilità, le competenze, le esperienze e le soluzioni di Artificial Intelligence delle precedenti aziende, comunque permanenti, in una integrata tech company data driven oriented.
Abbiamo parlato con Claudio Zamboni, co-founder e partner di Datrix, per capire in che modo la nuova entità potrà operare nel mercato.
"Siamo un gruppo che prende spunto dalle precedenti esperienze lavorative - ha esordito Zamboni -, per la maggior parte dei casi derivanti dal settore high tech e finanziario. Abbiamo deciso di avviare questa nuova esperienza per declinare soluzioni e servizi tecnologici. L'idea è applicare l'intelligenza artificiale ai vari settori, riuscendo a portare davvero valore aggiunto. 3rdPlace e FinScience, partecipando in Datrix, consolidano la loro posizione di punto di riferimento per la Digital & Fintech Data Disruption, tanto per citare un esempio. Sviluppiamo soluzioni e servizi proprietari basati sull'intelligenza artificiale".

L'interesse del mercato è enorme

Se le soluzioni di intelligenza applicata sono attualmente molto ricercate, i progetti concreti che sfruttano le varie declinazioni non sono tantissimi, anche perché le versioni di intelligenza artificiale possono essere declinate in tanti modi diversi. "Per fare un esempio - prosegue Zamboni -, noi abbiamo soluzioni di Augmented Intelligence che hanno lo scopo di migliorare, ma non sostituire, l'intelligenza umana. Siamo fortunati, perché partiamo da posizioni già forti nel mercato dettate dalla storia di 3rdPlace e FinScience, ma soprattutto è stato sempre apprezzato l'approccio metodologico innovativo e tempi di esecuzione molto rapidi. Tra i nostri clienti abbiamo diverse multinazionali, in differenti settori verticali, che hanno potuto verificare un incremento del business. 3rdPlace promuove da sempre l'AI la customer intelligence applicata, quindi una conoscenza dei clienti molto approfondita, che crea insight arricchiti, ma anche uno strumento per creare nuovi modelli di business. Inoltre c'è We Wealth, in cui siamo soci, che è una piattaforma che funge da consulente finanziario 2.0. E poi FinScience che è una vera e propria data driven fintech company, dove il mondo della finanza incontra il mondo della matematica e il data science, dove l'intelligenza artificiale è messa al servizio di chi opera nell'Asset Management, nella Consulenza Finanziaria, nell'Investor Relations, ma anche Marketing & Sales".

Il mercato italiano

"Il mercato è decisamente complicato", ha concluso Zamboni . "Le esigenze sono comprendere i dati con cui si può sviluppare il business, integrare dati già presenti in azienda o raggiungibili, ma anche avere a disposizione strumenti analisi avanzate per creare machine learning. Le aziende non sono prontissime, perché è necessario rivedere l'organizzazione interna e questo implica un cambiamento culturale molto significativo. La differenza, però, è che non è necessario dover affrontare investimenti enormi, ma soprattutto anche le PMI hanno le stesse potenzialità di una grande azienda, grazie alla democratizzazione del cloud. Le aziende dispongono già di tanti dati, devono usarli in modo più completo. Sempre per fare un esempio, una PMI, attraverso il machine learning può estrarre molto valore dai dati, per esempio per i temi della conoscenza dei clienti, per la clusterizzazione degli stessi. Per capirci, perché si è sviluppato moltissimo il fintech? Perché i dati a disposizione erano tanti, ma soprattutto già di per sé molto dettagliati e, come diciamo noi in gergo, già buoni. I settori più interessati in Italia? Certamente il retail, il largo consumo in generale e anche il publishing".



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