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   numero di 21/03/2018
Idee e opinioni

Le auto elettriche sono la chiave per un futuro rinnovabile?
Klimstra (Electrify Europe): i veicoli elettrici hanno un potenziale enorme, ma il loro uso non è ancora sufficiente. L''industria potrebbe lavorare per superare gli ostacoli per una vera svolta

Ad ottobre 2017, il sindaco di Londra Sadiq Khan ha introdotto la nuova tassa sulle emissioni, nota anche come T-Charge. Ciò significa che i veicoli più vecchi sono soggetti a un supplemento per la guida nel centro di Londra, se non rispettano gli standard minimi europei per le emissioni. É l'ultima reazione alle crescenti preoccupazioni per le emissioni e per la qualità dell'aria - non solo a Londra, ma a livello internazionale - e il loro impatto sulla salute pubblica e sul riscaldamento globale.
Penalizzare i veicoli incriminati è una parte della soluzione. Tuttavia, ci sono alternative importanti, come i veicoli elettrici, che potrebbero rivelarsi la vera soluzione a lungo termine. E ci sono mosse incoraggianti in quella direzione. Sempre ad ottobre, il governo olandese ha annunciato che prevede che tutte le nuove auto dovranno essere a emissioni zero entro il 2030 - e anche Parigi va in questa direzione.
I veicoli elettrici non sono un nuovo concetto. Henry Ford e Thomas Edison hanno entrambi perseguito la produzione di veicoli elettrici oltre cento anni fa. Tuttavia, oggi l'utilizzo più ampio dei veicoli elettrici è sempre più atteso ed è chiaro che giocherà un ruolo enorme nel continuo allontanamento dalla dipendenza dai combustibili fossili. Oltre a ben documentati fattori ambientali, i veicoli elettrici sono affidabili e durevoli, meno soggetti a usura e richiedono meno pezzi di ricambio, incluse le pastiglie per i freni. Sono anche più sicuri e più economici da gestire, rispetto ai veicoli a benzina.
E stanno guadagnando popolarità. Nel 2013, ben 3.500 auto di nuova immatricolazione del Regno Unito erano veicoli elettrici o ibridi elettrici, secondo la Society of Motor Manufacturers & Traders. Nel 2017, sono più di 63.000. Ad ogni modo, affinché diventino realmente diffuse, l'industria dovrà superare alcuni ostacoli impegnativi.

Accelerare la ricarica

Quando si tratta di logistica, il nodo principale del problema è la praticità della ricarica. Per essere completamente funzionanti ogni volta che sono necessari, i veicoli elettrici richiedono un facile accesso a luoghi in cui possono caricarsi rapidamente. Una tipica connessione domestica 24 ampere non è sufficiente - per ottenere la velocità richiesta, i proprietari dei veicoli avranno bisogno di un set-up separato e costoso.
Un luogo o un hub aziendale per la ricarica è un'opzione - ma anche questo richiederà cavi specifici collegati ad un edificio per trasportare elettricità. Anche l'installazione di un hub aziendale avrà un prezzo, probabilmente con un costo superiore a 1.000 euro all'anno, oltre le normali tariffe.
Anche se gli hub comunali diventeranno un'opzione necessaria, probabilmente creeranno un collo di bottiglia. Con solo uno o due hub di ricarica, al servizio per un'intera azienda o quartiere, assicurarsi che ogni veicolo sia carico e operativo potrebbe rivelarsi impossibile.

Maggiore offerta per una maggiore domanda

Immaginiamo uno scenario ideale in cui i portelli per la ricarica domestica sono una realtà. É un giorno di sole e le celle solari sul tetto di ogni casa generano energia sufficiente per caricare ogni veicolo. Ora immaginiamo che sia inverno, che il sole sia nascosto, e che la limitata energia solare debba essere condivisa tra il riscaldamento extra e diverse auto.
Oltre al punto di ricarica, è necessario che ci sia una capacità sufficiente nella rete elettrica per gestire una flotta di veicoli su scala nazionale. La rete deve anche avere la flessibilità di distribuire l'elettricità in modo efficace durante il giorno. Inoltre, l'industria dovrà sostituire le vecchie centrali a combustibile fossile non appena saranno pronte per realizzare assieme veicoli a emissioni zero, tutto questo comporta un enorme cambiamento e presenta grandi sfide.

La nuova infrastruttura energetica

La soluzione sta nella creazione di un'efficiente infrastruttura energetica di base, comprese le reti di ricarica e un pool di fornitori di energia. Fondamentalmente, tale infrastruttura deve guardare all'energia distribuita, che è essenziale per sostituire il rischio sistemico nell'avere una o due centrali elettriche di riferimento. Tuttavia, questa è una rivoluzione importante nella fornitura totale di energia per il mondo sviluppato, quindi i governi dovranno svolgere un ruolo chiave nella definizione del nuovo scenario.
Una sfida è che il cambiamento richiederà investimenti significativi. L'uso di fondi pubblici probabilmente innescherà polemiche e argomentazioni, che forse porteranno a ridurre l'assistenza sanitaria e altri servizi pubblici. Attenuare queste argomentazioni significa educare il pubblico sull'importanza dei veicoli elettrici e sostenere una nuova infrastruttura energetica.

Educare gli educatori

A un livello molto semplice, l'elettricità è vitale per il funzionamento di tutto: dalle banche e dai governi, ai trasporti e alle scuole. Senza di essa, non ci sarebbe assistenza sanitaria. In realtà, naturalmente, questi sono argomenti complessi e il governo ha bisogno di rappresentanti che comprendano appieno la loro complessità. La domanda è: quanto i politici possono capire e spiegare bene il tema delle energie rinnovabili ai cittadini?
É qui che il settore energetico deve svolgere un ruolo cruciale nell'educare i governi e aiutarli a dirigere questioni chiave. Il termine lobbying ha acquisito alcune connotazioni negative. Tuttavia, ciò di cui c'è bisogno è un approccio diverso, in cui le organizzazioni del settore aiutino a sostenere un programma molto più vasto che andrà a beneficio di tutti.
Le politiche di intervento saranno uno strumento potente. Le campagne di sensibilizzazione del pubblico si sono rivelate importanti nell'aiutare a spostare le percezioni e, in ultima analisi, a cambiare i comportamenti. Oltre un decennio fa, per esempio, il governo del Regno Unito ha lanciato una campagna multi-miliardaria per cambiare l'atteggiamento verso il riciclaggio - e oggi il riciclaggio è diventato prassi.
Quando si parla di energie rinnovabili e veicoli elettrici, stiamo parlando di un cambiamento molto più grande. Qui, si applica lo stesso approccio. L'industria e il governo dovranno prendere in considerazione campagne e regole a più lungo termine per aumentare la consapevolezza e la comprensione. Un focus a breve termine sulla qualità dell'aria nelle città può essere un buon punto di partenza, dato il suo status di argomento caldo in questo momento?


Uno scenario più ampio

É chiaro che un più ampio dispiegamento di veicoli elettrici è un argomento cruciale. Ad ogni modo, è uno degli ingredienti vitali nel processo verso la decarbonizzazione. Il fatto è che se, collettivamente, le nazioni vogliono andare avanti con l'accordo di Parigi, molta più energia dovrà provenire da fonti rinnovabili. Ciò significa che la percezione comune deve cambiare. Le case potrebbero avere turbine a vento nelle vicinanze, i pannelli solari saranno più grandi e le limitazioni per i veicoli più vecchi aumenteranno. Invece di vedere questi e altri cambiamenti nelle infrastrutture o nelle politiche come oneri, dobbiamo vederli come progressi positivi.
Le scelte di Electrify Europe sono piattaforme importanti per l'industria e per i responsabili politici per favorire la loro unione e farli collaborare su questi temi. Lo sviluppo nel suo insieme dipende dall'elettricità e ora è il momento di riunirsi per ridefinire il suo futuro. Le auto elettriche potrebbero rivelarsi il catalizzatore del tanto necessario e auspicato cambiamento - e un futuro in cui i piani di Henry Ford e Thomas Edison potrebbero finalmente diventare una realtà.

Jacob Klimstra, Senior Energy Consultant e Membro dell'Advisory Board di Electrify Europe



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