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   numero di 21/03/2018
Cover story

Canegrati (HP): innovazione e sicurezza al centro, aprendo possibilità all'artigiano digitale 

Con una strategia basata sui pilastri Core, Grow e Future l'azienda affronta le sfide di un mercato in costante evoluzione. A partire dal manufactoring con stampanti a 3D


Il comparto della tecnologia è un'arena in cui si contano molti competitor. Per vincere le sfide occorre investire in ricerca e sviluppo, creare ottimi prodotti e soluzioni, ma soprattutto avere la collaborazione del canale distributivo, che è la chiave che fa la differenza. Ne abbiamo parlato con Tino Canegrati, Amministratore Delegato di  HP Italy.
 

Qual è oggi la strategia di HP?

Nel suo complesso è estremamente semplice, perché si basa su tre colonne di fondamentali: quelli che chiamiamo "core", "grow" e "future". In qualche modo rappresenta la modalità o il cammino di trasformazione che molte delle nostre aziende stanno compiendo.
Core sostanzialmente è tutto ciò che riguardava i punti di forza attuali e i mercati in cui siamo importanti oggi, per esempio i personal computer e stampanti. Grow è la capacità di investire utilizzando le tecnologie. I brevetti che abbiamo nelle aree adiacenti ai principali mercati, di conseguenza facendo leva su quello che abbiamo portiamo valore sui mercati nuovi e sviluppiamo business aggiuntivi.

E il future?

Quello che noi chiamiamo Future è il sogno, è il futuro, in assoluto la capacità di creare valore con nuove categorie. Se con i prodotti Core aiutiamo le aziende in questo momento di trasformazione, stiamo investendo in tanti ambiti, soprattutto negli aspetti dell'ufficio del futuro. Pensiamo di avere la capacità di creare device che, in modalità diverse, ci permettono di lavorare dove vogliamo e non più soltanto nel luogo storico che è l'ufficio, ma soprattutto si sta investendo molto in sicurezza.


Certo, oggi nel business è sempre più importante.

Noi abbiamo una lunga storia di sicurezza legata per esempio a quella dei data center di server, dello storage e via di seguito. La frontiera di oggi è mettere in sicurezza i device, perché proprio nell'ottica dell'ufficio del futuro ognuno di noi lavora ormai con dati e informazioni importanti in qualunque luogo si trovi, spesso collegato reti che non sono affatto le reti aziendali. Le statistiche rendono visibile che la maggior parte dei problemi legati alla cybersecurity avvengono attraverso device personali, di conseguenza ecco i grossi investimenti che facciamo per aiutare i nostri clienti a difendersi da questi attacchi e fare in modo che i loro dati siano sicuri, ma anche per aiutarli ad avvicinarsi alle nuove normative come il GDPR, è rendere estremamente sicuri i personal computer. Attraverso una serie di caratteristiche che li rendono in qualche modo resilienti agli attacchi, ma anche sulle stampanti che spesso sono la componente un po più trascurata della catena di un'impresa.

Quanto investite?

Abbiamo fatto parecchi investimenti sia sulla parte office sia nella parte manufactoring. All'interno del mercato credo di poter dire che siamo l'unico produttore di device multifunzioni che viene dall'esperienza di networking e quindi attenti alla sicurezza.
Abbiamo prodotti oggi molto compatibili con l'ambiente, ma anche sicure intrinsecamente. La stessa tecnologia "page wide" abbatte in maniera drammatica i consumi di energia elettrica e riduce i costi di trasporto del materiale d consumo. Quando parlavo di manufactoring mi riferivo a quello che abbiamo fatto e stiamo facendo negli ultimi anni nel mondo della grafica industriale, con diverse tecnologie con cui stiamo trasformando il mondo della produzione. Prima era principalmente analogico, e oggi sempre di più macchine digitali basate sulla nostra tecnologia sostituiscono e soprattutto rendono disponibile ai clienti la flessibilità del dato variabile e del digitale. Siamo partiti dalla stampa dei piccoli volumi, siamo passati ai giornali e libri e da un paio d'anni ormai siamo giunti anche sulla parte di packaging dei prodotti. Questo permette ai nostri clienti di affrontare mercati completamente nuovi, perché alcune campagne che penso siano molto note anche in TV, in cui aziende del mondo alimentare hanno realizzato prodotti con stampe personalizzate con i nomi, per esempio, nell'etichetta. Queste soluzioni sono possibili solamente con tecnologie HP.

Può fare un esempio di prodotti "future"?

I prodotti "future" servono per attirare l'attenzione. Abbiamo investito nella stampa 3D, per esempio. Siamo entrati un annetto fa con una tecnologia cento per cento nostra - che fra l'altro fa leva sulla tecnologia che usiamo nell'ufficio per la stampa su carta - e credo che siamo stati fra i primi a introdurre le macchine stampanti 3D che sono in grado di fare piccoli lotti di produzione. Le nostre non sono macchine da prototipazione, ma sono macchine di produzione, perché noi pensiamo che questo possa veramente fare la differenza. Si parla da parecchio tempo di "manifattura additiva", ma ad oggi il limite principale era legato al fatto che le stampanti 3D erano piuttosto costose se utilizzate nella produzione di pezzi. Oggi stiamo raccogliendo veramente grossi successi con vendite molto rapide pur essendo partiti meno di un anno fa.

L'Italia, Paese creativo e di PMI, ha colto l'occasione?

In Italia ci sono molti clienti che sono fortemente creativi. Questa tecnologia permette di personalizzare e portare prodotti nuovi rapidamente sul mercato.

HP è da sempre sinonimo di ricerca e sviluppo. É ancora così?

La ricerca e sviluppo è la caratteristica fondamentale, è sempre stato e sempre sarà così. HP ha 80 anni e credo che nel mondo dell'informatica distribuita sia veramente una delle poche aziende occidentali che è rimasta per la capacità, sostanzialmente, di migliorare i prodotti costantemente. Gli investimenti in ricerca e sviluppo oggi sono distribuiti su tutti e tre i pilastri, sia sul core sia sul grow sia sul future, e sono indirizzati a costruire il valore anche nelle categorie tradizionali. Faccio un esempio: il personal computer fino a un paio d'anni fa era un oggetto che una volta deciso il processore, il disco e la dimensione si andava a guardare il prezzo, la marca era quasi indifferente. Oggi la gran parte degli investimenti in ricerca e sviluppo sono fatti per ritagliare le singole macchine sulle esigenze dei diversi utilizzatori, non soltanto sui formati, ma anche per fornire macchine sicure, robuste, facilmente personalizzabili e manutenibili. Per esempio, realizziamo dei firmware che rappresentino il massimo della sicurezza possibile per evitare attacchi, ma anche stampanti resilienti che rendano il singolo elemento un mattoncino di un fortino per difendere i dati aziendali.


HP è riconosciuto come un brand premium, come riuscite a mantenerne la forza?

Secondo me è fondamentale confezionare una risposta al cliente con una soluzione efficace. Sicurezza, integrazione e compatibilità non sono mai aspetti secondari. Poi c'è la capacità dei partner che con le loro caratteristiche diverse, utilizzano questa tecnologia e la portano ai clienti. C'è uno sforzo da parte nostra nel costruire tecnologia il più possibile rispondente alle esigenze, ma sono i partner a renderla fruibile ai clienti. Per fare questo è indispensabile l'apporto di valore che portano i partner sul mercato. Quindi, ritornando al punto, la tecnologia di per sé è per noi è fondamentale, ma la collaborazione con un canale distributivo che sia in grado di complementare questa tecnologia con la conoscenza dei clienti e con la capacità di utilizzare software, soluzioni, competenze e servizi al contorno, è la chiave del successo.



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