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   numero di 13/12/2017
Finanza e investimenti

Mercati Emergenti: gli osservati speciali del 2018
Harting (AllianceBernstein): dopo il rally 2017, molti elementi preoccupano gli investitori soprattutto dopo i recenti sviluppi in Venezuela. Le opportunità però ci sono, basta coglierle. Occhio a Brasile, Cina e filiera tech

Il 2017 è stato propizio per l'universo emergente. Alle porte del 2018, però, rimane da capire quale possa essere il futuro di questi mercati e, in particolare, se esistano ulteriori margini di crescita. Alcuni elementi destano preoccupazione, dall'acutizzarsi del rischio geopolitico e valutario al pericolo di incorrere in titoli o strumenti sopravvalutati. Le recenti notizie sul Venezuela ne sono le prove e un chiaro monito per gli investitori, ai quali sono stati ricordati i rischi che si corrono nel prediligere un approccio non selettivo. Le opportunità però ci sono. Il punto sta nel coglierle.
Anche se le valutazioni dell'azionario emergente sono salite, i titoli risultano ancora in forte sconto rispetto alle controparti scambiate nei mercati sviluppati, nonostante questi Paesi stiano vivendo un miglioramento dei fondamentali macroeconomici, ovvero un'inflazione stabile o in rallentamento e un Pil atteso salire a circa un +4,6% nel corso dei prossimi 12 mesi. Tale espansione, poi, è ben supportata da riforme e da sistemi di governo più efficienti. Passi in avanti importanti sono riscontrabili anche nei rapporti economici con l'estero, rendendo i Paesi emergenti meno dipendenti da capitali stranieri e meno vulnerabili ai rialzi dei tassi attuati negli Stati sviluppati. Nell'insieme, un quadro decisamente incoraggiante. Inoltrandosi in questo universo di investimento, è possibile individuare tre tendenze meritevoli di attenzione.

La spinta dell'industria tech

Il rally dell'azionario emergente ha seguito un percorso molto simile a quello del mercato Usa. In America i colossi inattaccabili del tech sono Facebook, Amazon, Netflix e Google; nei mercati emergenti il dream team è composto da Alibaba, Tencent, Samsung, Naspers e Taiwan Semiconductor. Questo paniere di titoli ha raggiunto il triplo del ritorno ottenuto dall'intero azionario nel corso del 2017, ma non per forza devono rimanere gli unici. Si pensi all'effetto che potrebbe avere una maggiore attenzione da parte degli investitori verso quelle società e settori che sono di supporto alla crescita dei leader digitali, come i produttori di DRAM (Dynamic Random Access Memory) o di componenti elettrici. Le aziende della filiera beneficiano del consolidamento industriale e di una più oculata disciplina patrimoniale che, a loro volta, si traducono in una crescita più rapida di utili e dividendi che, al momento, non è ancora riflessa nei multipli applicati.

Le big-bank cinesi

Le maggiori banche cinesi scambiano ad una valutazione che è circa la metà rispetto agli altri player globali, nonostante queste dimostrino una redditività superiore e un rendimento doppio sul dividendo. Inoltre, il contesto nelle quali operano sta diventando più propizio: le società in Cina stanno rafforzando la loro redditività, si pensi al +35% ottenuto da molte aziende nel comparto industriale, andando così ad abbassare il rischio di credito e la qualità dei prestiti in pancia agli istituti. Al contempo, le autorità di Pechino hanno dato una stretta al fenomeno dello "shadow banking", diffuso soprattutto tra le realtà di dimensioni più ridotte. Questo suggerisce come l'efficienza del sistema finanziario stia migliorando: più risorse vanno a confluire in attività produttive piuttosto che perdersi nei meccanicismi finanziari.


Il ritorno del Brasile

L'inflazione in Brasile è scesa in maniera preponderante, passando dal 10% e più di gennaio a circa il 2,5% di novembre e spianando la strada ad una riduzione dei tassi di interesse che, finora, hanno spinto al rialzo i rendimenti obbligazionari. L'azionario ha già prezzato il recupero economico del Paese, con un 2017 atteso chiudersi con un +30% dopo il +69% del 2016 e con un multiplo sugli utili arrivato a quota 24 volte. A questo punto riteniamo che esista un ritorno ponderato per il rischio più interessante nell'universo del reddito fisso, anche se, a livello corporate, è possibile selezionare buone opportunità di investimento sia nel mercato equity che in quello del credito.

In conclusione, in AllianceBernstein crediamo che l'approccio migliore per poter cogliere le opzioni di investimento più interessanti sia guardare a più asset class. Oltre ad avere una maggiore scelta, spaziare tra azionario e obbligazionario aiuta a creare un portafoglio più bilanciato, pronto a raccogliere i frutti di un contesto emergente ancora in corsa.

Morgan Harting, gestore dell'AB Emerging Market Multi Asset Fund di AllianceBernstein



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