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   numero di 15/11/2017
Cover story

Ranucci Brandimarte (YOLO): siamo il fattore disruptive nel comparto delle assicurazioni

Prodotti nuovi, profiling accurato e una customer experience unica caratterizzano l'intermediario online italiano che nasce con una forte vocazione internazionale

I numeri dicono che l'Italia è un mercato sottoassicurato rispetto agli altri Paesi d'Europa. Per dare nuova linfa al mercato occorrono prodotti innovativi e modalità di relazione col cliente che siano realmente degitali. E vale sia per i privati sia per le aziende. Ne abbiamo parlato con Simone Ranucci Brandimarte, founder e CEO di YOLO Group.

Che cos'è YOLO e a chi si rivolge?

YOLO (acronimo di You Live Only Once, si vive una sola volta) è un intermediario assicurativo esclusivamente digitale che si rivolge ai consumatori e alle aziende, per i quali sviluppa una proposizione di prodotto assicurativo innovativo, basato su polizze on demand, real time e micro products.
Lato consumer, YOLO offre prodotti assicurativi contestuali ai beni e servizi da loro goduti o usufruiti. Per esempio, la polizza sportiva nel momento in cui si esercita un'attività di questo tipo, oppure una polizza smartphone nel momento dell'acquisto e si esce dal negozio con il bisogno di assicurarlo.
Per le aziende proponiamo pacchetti di prodotti e delle categorie dei servizi che possono essere finalizzate a coprire le esigenze dei dipendenti, oppure in comarketing al fine di offrire delle soluzioni taylor made personalizzate su dei microtarget, che sono espressione della community dei clienti di certe aziende. Per esempio, lavorare con aziende retail per offrire prodotti assicurativi on demand, in real time e micro, oppure operare con industrie che tradizionalmente non offrono servizi assicurativi per integrare dei prodotti flessibili e specializzati per la loro customer base.
Quindi YOLO non solo è un intermediario assicurativo digitale che si rivolge al consumatore, ma anche alle aziende sia per i loro dipendenti ma soprattutto per la loro customer base al fine di creare un'offerta aggiuntiva rivolta alla clientela.
Tutto questo avviene tramite il digitale: è flessibile, integrato, permette di utilizzare una quantità di dati necessaria e sufficiente per creare soluzioni specialistiche e specifiche per un certo tipo di community.
YOLO da una parte è una piattaforma tecnologicamente avanzata, in grado di lavorare sui big data, di lavorare tramite API nell'integrazione con assicurazioni e distributori. Dall'altra ha quella che noi chiamiamo la YOLO Factory: la capacità di creare prodotti innovativi, insieme alle compagnie assicurative, per diversi gruppi di distributori e di clienti.

Qual è il modello operativo?

Per acquistare una polizza è sufficiente collegarsi alla piattaforma per visionare i prodotti disponibili. Una volta selezionato il prodotto desiderato, se non sono mai stati fatti acquisti su YOLO, si verrà indirizzati all'area di registrazione, dove si dovranno inserire i propri dati anagrafici. Si verrà quindi guidati passo passo nell'acquisto, con spiegazioni semplici e chiare delle caratteristiche della polizza e delle sue coperture e massimali. Al termine della procedura di acquisto, che avviene attraverso le principali forme di pagamento digitali disponibili sul mercato, si riceverà un messaggio via mail contenente i dettagli della polizza stipulata e tutti i documenti relativi. Da questo momento il prodotto acquistato è attivo. L'utente registrato potrà accedere con la propria utenza e password a un'area riservata, contenente i contratti attivi e lo storico dei prodotti acquistati, attraverso la quale potrà attivare, riattivare o sospendere i contratti a seconda delle loro caratteristiche o procedere alla denuncia dei sinistri.

Che tipo di offerta assicurativa propone?

Le aree di prodotto proposte sono quattro: YOLO viaggi (per assicurarsi quando si è in viaggio o fuori casa); YOLO beni (che protegge ogni cosa intorno a noi); YOLO persone (che assicura nella vita di tutti i giorni); YOLO salute (che mette a disposizione prodotti e servizi sul piano sanitario).

In che cosa è veramente disruptive?

La disruption è sostanzialmente legata a vari fattori. Il primo sono i prodotti innovativi: si tratta di prodotti diversi, che non sono sul mercato, che rispondono a dei bisogni reali da parte del consumatore e delle aziende. Legate all'on demand e basate sull'opportunità di attivare o disattivare la polizza a seconda delle esigenze.
La seconda area di disruption è quella legata al profiling, alla segmentazione e all'utilizzo dei big data. YOLO ha creato una piattaforma tecnologica, una vera DMP (Data Manager Platform), che utilizza i dati degli utenti che si iscrivono a YOLO, ma specialmente dati che arrivano da terze parti, i cosiddetti Data Service Provider che forniscono un'enorme quantità di dati che permettono all'azienda di pianificare le logiche di ideazione prodotto, promozione e gestione dei sinistri sulla base del proprio sociodemografico, sulla storia della geolocalizzazione, e degli interessi del consumatore. Il DMP è quindi la seconda disruption.
La terza area è la customer experience. Qui sostanzialmente tramite chatbot e intelligenza artificiale abbiamo reso l'attivazione, la vendita, la postvendita e la gestione del claim totalmente evolute. E' molto diversa da quello che vediamo oggi sul mercato ed allineata comunque alle best practice d'oltreoceano, e quindi dei mercati anglosassoni.

Il consumatore vuole acquistare una polizza assolutamente come acquista un prodotto su Amazon. Quindi con la stessa attenzione, la stessa semplicità, la stessa facilità e il medesimo livello di sicurezza. E questa è la terza area disruptive di YOLO.

Avete già in programma una internazionalizzazione?

YOLO nasce in Italia ma ha una vocazione internazionale. Vogliamo espanderci all'estero, sicuramente in Europa, poi vedremo. Il nostro Paese è una buona "culla" per prodotti di questo tipo, poiché sostanzialmente il mercato dei servizi non automobile e non obbligatori è molto poco sviluppato. L'Italia è un mercato sottoassicurato: ha una percentuale di premi non auto sul PIL dello 0,9%, mentre in Europa è mediamente dell'8% e in Spagna del 2%. Siamo in presenza quindi di un mercato arretrato che, secondo noi, non è legato ad un'esigenza dell'utenza diversa da quella che si può avere, per esempio, in Spagna, ma da un'offerta che è stata negli anni non particolarmente spinta. Il nostro Paese è quindi un'ottima piatta forma di lancio, da cui ci muoveremo verso gli altri Paesi. Abbiamo un piano di investimento di 6 milioni di euro giù nei primi 12 mesi e questo è poi noi sufficiente per consolidare l'Italia e gettare le basi per uno sviluppo all'estero.



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