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   numero di 15/11/2017
Finanza e investimenti

Boom della crescita in eurozona. Ma non c'è il rischio di un nuovo "momento Trichet"
Zangana (Schroders): questa volta la BCE non farà l'errore di alzare i tassi di interesse troppo presto. Ci vorrà un po' di tempo prima che le pressioni inflattive interne salgano al punto da riavvicinarsi al suo target

La stima preliminare sul PIL dell'Eurozona nel terzo trimestre mostra che l'economia dell'area è in una fase di crescita ininterrotta, con un incremento in termini reali dello 0,6%, al di sopra delle attese di consenso (0,5%). Si tratta di un leggero rallentamento rispetto al tasso di crescita del secondo trimestre, rivisto al rialzo (0,7%), ma l'espansione è comunque molto solida.

Crescita mai così forte dal 2011

Al momento sono disponibili pochi dettagli, ma anche i dati pubblicati da Spagna e Francia mostrano una crescita molto buona, rispettivamente allo 0,8% e 0,5%. Anno su anno, l'Eurozona sta crescendo ora del 2,5%, il tasso più alto dal primo trimestre del 2011. Interessante notare che in quel periodo la Banca centrale europea alzò i tassi di interesse per l'ultima volta, in una mossa poi considerata sbagliata e ribattezzata "momento Trichet", dal nome del presidente dell'Eurotower del tempo.

La politica monetaria resterà accomodante

Il rischio di vedere ripetere oggi lo stesso errore è ridotto, soprattutto perché la BCE ha da poco annunciato un'estensione del programma di quantitative easing. Inoltre, come sottolineato dalle ultime stime sull'inflazione (scesa dall'1,3% all'1,1% a/a a ottobre), l'Eurotower ritiene che ci vorrà un po' di tempo prima che le pressioni inflative domestiche salgano a tal punto da riavvicinarsi al suo target.

Fino ad allora, la politica monetaria resterà accomodante, e gli investitori potranno continuare a godersi un contesto Goldilocks, da "riccioli d'oro", un'economia cioè né troppo calda, né troppo fredda.


Azad Zangana, Senior European Economist & Strategist, Schroders

 



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