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   numero di 11/10/2017
Cover story

Galbiati (Asus): la fotografia come elemento di marketing

In un mercato iperaffollato i prodotti della quarta generazione Asus ZenFone puntano su innovazione e grande tecnologia ad un prezzo abbordabile. Con un'assistenza capillare 

Abbiamo incontrato Andrea Galbiati, country manager di Asus Italia, per parlare del mercato degli smartphone e di come sia possibile portare innovazione in un mercato molto frammentato e presidiato e farlo soprattutto a un prezzo accessibile.

Quello degli smartphone è un mercato affollatissimo: come lo affrontate?

Puntiamo sull'innovazione. Tutti i nostri prodotti della quarta generazione di ZenFone sono dotati di doppie fotocamere perché oggi questa è una richiesta da parte degli utenti. Lo ZenFone 4 Selfie appartiene alla nuova generazione di smartphone con doppia fotocamera frontale con anche un grandangolo di 120 gradi per poter includere nelle immagini più soggetti, per migliorare la qualità delle fotografie, stesse ma anche la possibilità di decidere la tipologia della foto.
Abbiamo poi lo ZenFone 4 Pro, che rappresenta il top della tecnologia, con anche nuovi processori, fotocamere di altissimo livello con a bordo dei software di utilizzo delle lenti che permettono di poter adattare, di volta in volta, la visione e la qualità delle foto.

We love Photo è lo slogan dei vostri smartphone...

Abbiamo voluto unire una tecnologia all'avanguardia con delle fasce prezzo che siano adeguate alle esigenze dei consumatori. Abbiamo prodotti che si posizionano in maniera diversa: dall'entry level fino al top di gamma, ognuno può trovare la tecnologia adatta alle proprie esigenze, senza compromessi, e con app assolutamente innovative e comuni a tutti i modelli. We Love Photo è una promessa: smartphone che fanno benissimo un determinato compito, le foto, ma poi fanno anche tutto il resto.

Grande tecnologia ad un prezzo abbordabile è sempre stato il vostro cavallo di battaglia

Come Asus abbiamo il pregio di avere da tantissimi anni una base di utilizzatori, grazie alla nostra storia sulla componentistica, che è uno zoccolo duro e nasce dal passaparola. Consideriamo come è stato lanciato lo smartphone sul mercato italiano: senza investire in pubblicità sui network generalisti - e non siamo un brand noto a tutti - ma con il passaparola dei nostri clienti che ci premiano da più di 20 anni nella componentistica e nei notebook. Questo si è dimostrato il miglior veicolo per spingere i prodotti sul mercato.

Gli operatori sono molto importanti in termini di vendite degli smartphone: cosa farete?

Lo scorso anno abbiamo venduto un prodotto della serie ZenFone 3 in esclusiva con un operatore, quindi di fatto in quel comparto ci siamo. E' un segmento di mercato che Asus ha sempre utilizzato, dai netbook ai giorni d'oggi, ma è chiaro che se abbiamo a portafoglio prodotti interessanti e con nuove tecnologie attiviamo l'interesse da parte degli operatori. La componente di ingegnerizzazione e personalizzazione è fondamentale. Oggi Asus si sta muovendo sul mercato aperto, presso i rivenditori "generici", ma nei prossimi mesi l'offerta sarà affiancata da prodotti dedicati o personalizzati per gli operatori.

I punti vendita sono sempre fondamentali, sia fisici sia virtuali. Com'è cambiato questo mondo?

Il mercato oggi, anche per la crisi che ha colpito qualunque settore, ha dovuto generare dei rinnovamenti, e l'approccio del punto vendita nei confronti dell'utente finale sta sempre più cambiando diventando sempre più proattivo. Anche nella qualità e nella scelta dei prodotti che vengono esposti c'è oggi una selezione: non si distribuisce qualunque cosa ma ci si focalizza sui brand e sulle tecnologie che garantiscono i migliori rapporti prezzo/prestazioni. E' fondamentale, in base alle nostre esperienze, un ritorno a livello professionale del rapporto imprenditoriale tra produttore e distributore. Diventa essenziale per le strategie congiunte, perché non tutti i prodotti possono essere venduti dalla stessa catena in tutti i punti vendita. Sono scelte importanti, che impattano sui profitti, sulle vendite, sui magazzini e per questo è necessario che produttore e distributore dialoghino per condividere le strategie. Come Asus abbiamo dei punti vendita certificati, gli Asus Shop, fondamentalmente gestiti da professionisti che presentano il prodotto in maniera proattiva, mentre nell'open channel la visibilità e l'azione congiunta tra vendor e catena l'esposizione sono diverse, ma serve comunque una vendita coordinata.

E' un processo win-win?

Asus non ha mai mosso grosse quantità di prodotto se non siamo certi di una domanda di prodotti e di una rotazione veloce, ma si può fare solo se si lavora su un tavolo a due.


Quanto contano oggi i processi di post-vendita?

Con l'arrivo della telefonia abbiamo aumentato tantissimo il numero di centri di assistenza sul territorio, li abbiamo quasi traplicati. E' ovvio che ogni segmento di mercato richiede un tipo di assistenza mirato, e non ultimo, soprattutto per gli smartphone si pretende un cambio immediato. Asus sta cercando di arrivare a uno "swapping" del prodotto anticipato, in maniera che di fronte alla problematica dell'utente finale ci sia una veloce sostituzione del prodotto, laddove ci siano le caratteristiche per farlo, e ridurre drasticamente i tempi. Infatti, se mi si guasta un PC posso restare senza magari qualche settimana perché riesco a lavorare con un altro camputer. Ma se mi si guasta il cellulare non comunico più e avrei bisogno immediatamente che mi venga sostituito o averne almeno uno alternativo subito disponibili. La sensibilità che abbiamo aumentato negli anni in questo segmento di mercato sta diventando fondamentalmente focalizzata nell'accelerare il più possibile il servizio sul consumatore.



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