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   numero di 14/06/2017
Finanza e investimenti

Crisi in Brasile: impatto del rinvio delle riforme sulle obbligazioni societarie
Lad (Axa): il Paese è in linea con gli altri con un rating BB. Però gli spread si amplieranno in linea con l'andamento della curva dei titoli sovrani

Le voci secondo cui il Presidente Temer avrebbe messo a tacere un politico coinvolto nello scandalo "Lava Jato" hanno incrementato il rischio di impeachment. Una nuova amministrazione o un lungo processo di incriminazione metterebbero a repentaglio le riforme sociali che sono fondamentali per stabilizzare le finanze pubbliche del Brasile. Per quanto la politica sia sempre stata un po' caotica, il rischio che le riforme sociali venissero rimandate a lungo probabilmente non era stato scontato dal mercato obbligazionario. Sulla situazione in Brasile abbiamo fatto alcune domande a Sailesh Lad, gestore della strategia AXA IM Emerging Markets Short Duration Bonds.

C'è un tentativo di insabbiamento?

Il Presidente brasiliano Temer, che già non gode di grande popolarità, deve affrontare il crescente rischio di impeachment. Un importante quotidiano ha infatti pubblicato la notizia che il Presidente avrebbe accettato di pagare il silenzio di un politico corrotto nell'ambito dello scandalo Lava Jato che ha coinvolto l'azienda Petrobras. Temer era già stato accusato di essere implicato direttamente nello scandalo.

L'impeachment di Temer è possibile?

Sì, ma il processo legale potrebbe rivelarsi molto lungo. Potrebbe essere difficile provare che abbia ricevuto direttamente delle mazzette. L'accusa di aver chiuso un occhio di fronte a un episodio di corruzione potrebbe non essere sufficiente. Un'altra strada per arrivare all'impeachment potrebbe essere l'indagine per frode elettorale collegata alla campagna del 2014 dell'ex Presidente Dilma Rousseff, destituita per impeachment. A prescindere dall'incriminazione, le pressioni popolari potrebbero rendere comunque impraticabile la sua presidenza.

Cosa succede all'agenda delle riforme?

L'esito probabile di queste vicende potrebbe essere il rinvio delle riforme previdenziali che sono di fondamentale importanza per stabilizzare le finanze pubbliche. Temer potrebbe lasciarsi distrarre dall'impeachment anziché impegnarsi a convincere il Congresso ad approvare le riforme, oppure la nuova leadership potrebbe essere contraria a portare avanti riforme impopolari mentre si avvicinano le elezioni presidenziali del 2018.

Cosa significa per l'economia, per i rating e per il mercato?

Gli investitori hanno monitorato attentamente i progressi sulle riforme fiscali in cerca di rassicurazioni sull'impegno credibile del Brasile nei confronti dei tagli alla spesa. Il debito pubblico (71% del Pil) è alto e in aumento. Il caos politico minerà la fiducia, remando contro la ripresa economica del Brasile. Un real più debole potrebbe trasformarsi ancora una volta in inflazione, rendendo più complicato il previsto allentamento monetario. La deriva politica, una crescita debole e l'incapacità di frenare l'ascesa del debito pubblico potrebbero spingere Fitch e S&P a rivedere il rating del Paese.

Il mercato non scontava un'altra crisi politica?

Il Brasile è in linea con gli altri paesi con un rating BB. Il Brasile nel suo complesso ha riportato performance positive, superando l'EMBIG del 3,5% nell'ultimo anno in previsione delle riforme e dell'aumento della crescita (JP Morgan, 18 maggio 2017). Sebbene una nuova ondata di caos politico abbia sempre rappresentato un rischio, il mercato non scontava ritardi significativi nel piano di riforme che a loro volta condizionano i rating. Le prospettive sia per le obbligazioni corporate che per i titoli sovrani sono negative, almeno finché non si farà maggiore chiarezza sul previsto aumento di volatilità degli investimenti brasiliani.


Impatto sulle obbligazioni societarie?

Per quanto concerne le obbligazioni corporate che prediligiamo, gli spread si amplieranno in linea con l'andamento della curva dei titoli sovrani, tuttavia non ci aspettiamo cambiamenti fondamentali nelle società in portafoglio. La maggior parte di questi titoli è di imprese orientate alle esportazioni che secondo noi beneficeranno dell'indebolimento della valuta brasiliana. La nostra filosofia di investimento punta su titoli di credito solidi sulla base dei fondamentali nel lungo termine, senza lasciarsi trascinare dai fattori tecnici a breve termine o dalla volatilità del mercato. Non vediamo quindi la necessità di modificare l'esposizione in Brasile. Certamente monitoreremo attentamente la situazione, ma in questo momento siamo fiduciosi relativamente al grado di rischio della strategia.
 



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