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   numero di 03/05/2017
Finanza e investimenti

E' tempo per le nuove stelle dei mercati emergenti
Suzuki (Alliance Bernstein): sono tre i megatrend dei prossimi anni; la tendenza della classe media ad acquistare prodotti esclusivi e costosi, l'espansione internazionale delle multinazionali emergenti, e il fattore ambientale

Per i mercati emergenti i tempi sono maturi: gli indicatori di crescita convergono, le attese sugli utili guardano al rialzo e ora è tempo di investire. Le tesi a sostegno dell'opportunità di investire nei Paesi emergenti si stanno facendo più insistenti anche grazie al proseguo delle riforme fiscali e a valutazioni che rimangono allettanti rispetto a quelle dei mercati sviluppati.
Le sfide da affrontare non mancano, ma di certo ci sono alcuni cavalli vincenti che non dovrebbero mancare in nessun portfolio globale. Controlliamo con attenzione eventuali stress provocati dalla normalizzazione dei tassi di interesse e dal probabile protezionismo Usa. Tuttavia, non tutte le società ed economie emergenti sono vulnerabili allo stesso modo, sempre che lo siano. Esiste una divergenza tra i fondamentali che sta creando ricche opportunità per quegli investitori che hanno molte risorse e sono in grado di distinguere i segnali dai rumori.
Nello specifico, sono tre i megatrend che nei prossimi anni formeranno i nuovi "campioni" della sfera emergente. In primis, la tendenza della classe media ad acquistare prodotti esclusivi e costosi. Tale fenomeno di "elevazione sociale" è particolarmente pronunciato in Cina, dove si prevede che entro il 2020 le famiglie benestanti di fascia medio-alta delle aree urbane costituiranno circa la metà del reddito urbano disponibile: il doppio rispetto al 2010. Questa tendenza al "miglioramento" sta spingendo la domanda cinese di beni di lusso provenienti dall'estero, come i pianoforti Steinway prodotti negli Usa o i cosmetici della sudcoreana AmorePacific.
Un altro aspetto è l'espansione internazionale delle multinazionali emergenti. Pur avendo un modus operandi differente rispetto alle controparti dei Paesi sviluppati, questi nuovi giganti globali hanno fatto parecchi passi avanti nella strada del successo. Alcuni hanno usato i propri marchi rinomati a livello locale come trampolini di lancio per i mercati internazionali. Altre, come Embraer, costruttrice brasiliana di aeromobili, o la sudcoreana Samsung Electronics, hanno trasformato la produzione locale low-cost e l'eccellenza ingegneristica in un modello di innovazione mondiale.
Da ultimo si inserisce il fattore ambientale, ovvero la pressione esercitata dall'opinione pubblica per la riduzione delle emissioni. Il caso inquinamento è particolarmente sensibile in Cina, dove si stanno prendendo contromisure per contenere il fenomeno, e in India, che potrebbe seguire il Dragone nelle opere di riforma. È ovvio che i primi beneficiari sono gli esportatori di materie prime, poiché minori forniture sostengono i prezzi. La migliorata redditività di questo settore dovrebbe poi alleviare le pressioni sulle banche, grazie a un minor numero di prestiti in sofferenza. Buone prospettive anche per le energie rinnovabili e le tecnologie per l'energia pulita, nonché per i produttori e raffinatori di gas naturale, perché elevati standard di qualità della benzina aumentano i margini.

Trovare i protagonisti del futuro nei mercati emergenti richiederà quindi una ricerca rigorosa, che presuppone una conoscenza locale e insight globali dei settori, nonché un potente sensore radar per il controllo del rischio.

Sammy Suzuki, Portfolio Manager of Strategic Core Equities di Alliance Bernstein
 



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