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   numero di 28/09/2016
Finanza e investimenti

Convergenza dei tassi di crescita dei Paesi nordici
Pedersen (Nordea): rallenta ma tiene la Svezia. Norvegia alle prese con disoccupazione e prezzi immobililari, ma la crisi del petrolio non morde. In Danimarca crescono occupazione e consumi. La Finlandia potrebbe frenare nuovamente

L'economia mondiale è ancora caratterizzata da una crescita contenuta e l'incertezza rimane elevata, in particolare riguardo agli effetti della Brexit, alle elezioni presidenziali americane e alla situazione geopolitica. Nella regione nordica Nordea prevede una crescita in linea con le altre economie mature.
Le nuove previsioni economiche di Nordea stimano una crescita globale del 3,0% quest'anno, di circa il 3,2% nel 2017 e del 3,3% nel 2018.
"La crescita è guidata dai mercati emergenti grazie al miglioramento dell'outlook di molti paesi della regione e alla stabilizzazione dei prezzi delle materie prime. Tuttavia, la crescita delle economie sviluppate ristagnerà nel periodo di riferimento considerato. Complessivamente, l'economia globale potrebbe essere interessata da una crescita relativamente lenta nel corso dei prossimi anni" sostiene Helge J. Pedersen, chief economist del Gruppo Nordea.
Nei Paesi nordici, la crescita economica in Svezia è stata molto più elevata rispetto ad altri paesi negli ultimi anni. Ma attualmente la crescita svedese sembra rallentare, mentre in altri paesi sta aumentando. Il rallentamento dell'economia svedese si deve prevalentemente alla diminuzione delle esportazioni. La domanda interna ha mostrato una crescita robusta negli ultimi anni ma i consumi privati potrebbero diminuire l'anno prossimo dato che gli effetti delle misure di stimolo hanno iniziato a diminuire.
In Norvegia i principali dati economici pubblicati durante l'estate sono stati solidi. La disoccupazione sembra aver toccato il picco e i prezzi degli immobili sono cresciuti più delle attese. La crescita nel continente si risolleverà perché il calo degli investimenti petroliferi sembra essersi affievolito in questo momento. Ciò favorirà le industrie influenzate dal calo del petrolio. Nel frattempo prevediamo che gli altri settori dell'economia, che hanno tenuto bene durante la fase di ribasso del petrolio, cresceranno a un ritmo solido in futuro.
In Danimarca prevediamo condizioni leggermente più favorevoli nei prossimi due anni, dato che l'aumento dell'occupazione degli ultimi anni sta stimolando i consumi e l'attività degli investimenti. Le principali minacce a una crescita più elevata derivano prevalentemente dall'estero a causa della flessione del commercio globale.

Per l'economia finlandese stimiamo invece una crescita fragile nel corso dei prossimi anni. Dopo aver realizzato l'1% nel 2016, la crescita potrebbe mostrare un nuovo rallentamento. L'outlook delle esportazioni rimane negativo a causa della bassa crescita globale e del debole commercio mondiale.



Finanza e investimenti

numero di 28/09/2016
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