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   numero di 28/09/2016
Digital Business

Per la GDO il futuro e' social
Una ricerca sull'impiego dei social media da parte della Grande Distribuzione Organizzata

Un'analisi dei contenuti più performanti, i format maggiormente apprezzati dagli utenti e le diverse strategie di content marketing adottate dalle principali insegne della GDO italiana. Queste sono alcune delle domande alle quali cerca di offrire una risposta il report La performance online della GDO italiana, realizzato tramite il software di social listening e web monitoring Digimind.
Il numero dei social si è moltiplicato e molti sono, o possono essere facilmente incrociati: Facebook e Twitter, Linkedin, e poi Pinterest, Instagram, Google Plus, Tumblr. Perché non misurare anche le discussioni sui sistemi di messaggistica istantanea, come WhatsApp, Telegram, Snapchat, Line? Recensioni, commenti, interazioni, e per le aziende la ricerca del reach.
Presidio dei social, interazione, ma anche dimensione aziendale, capacità dei manager di proporre. La GDO non è semplicissima, è articolata e l'immagine è legata a tanti fattori. Ma si possono confrontare le insegne?
L'analisi ha permesso di individuare i 4 quadranti principali: e-reputation, attenzione verso i principali trend di consumo e campagne commerciali, chiavi di ricerca e ottimizzazione sui motori di ricerca, risultati sui social e relativa strategia di supporto.
L'immagine delle insegne, poi, dipende anche dal comportamento a 360 gradi, come per esempio Lidl che si è vista penalizzare anche sui social dopo la multa di oltre 500mila euro dell'AGCom per olio Primadonna che non era extra vergine, per cui l'analisi ha una valenza temporale limitata. In qualsiasi caso. Auchan, Carrefour, Conad, Coop, Despar, Esselunga, Lidl e Penny hanno ovviamente un percepito che è relativo al proprio fatturato e al numero di clienti. Coop, Conad e Carrefour svolgono il ruolo di leader e le due aziende italiane sfruttano anche il fatto di poter comunicare in maniera diretta attraverso le assemblee dei soci. Lidl è però l'insegna che riesce meglio a far parlare di sè e a entrare in contatto coi clienti, seguita da Coop e Conad.

Segmentazione e clientela

La segmentazione della base clienti non passa soltanto dallo scaffale ma dalla capacità di intercettare le audience a target tramite una strategia di content marketing coerente in grado di far leva sui diversi momenti del processo decisionale: interesse, valutazione e considerazione, acquisto, sostegno. I clienti conoscono il brand, ma lo confrontano con la concorrenza e da qui si comprende una forte volontà di valutare nuove opzioni e prodotti. Ovviamente, possono essere messe in campo strategie  differenziate che puntano a risultati diversi:

a) limitate barriere all'ingresso, ad esempio i concorsi in cui basta un commento, per aumentare le interazioni e la copertura anche verso nuovi utenti

b) barriere medie, ad esempio sistemi integrati (online-offline) di punteggi e livelli per i possessori della fidelity card, per fidelizzare la base clienti

c) barriere alte, ad esempio i concorsi basati sul valore del consumatore (profittabilità e valore degli acquisti), per dare spinta all?up selling.

In generale

Instagram si sta sempre più facendo largo su fasce d'età allargate, ma Google resta fondamentale per reperire informazioni sui brand, sui volantini e sulle promozioni, ma anche più banalmente per avere orari di apertura e altro. L'analisi si basa su una serie di fonti di influenza e moltiplicazione dei messaggi: dai quotidiani alle agenzie stampa, passando dall'editoria specializzata e ai siti web ufficiali.

Scarica la ricerca a questo link.

 



Digital Business

numero di 28/09/2016
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