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   numero di 02/04/2014
Finanza e investimenti

Investitori verso una posizione "Risk-off" tra problemi geopolitici
Hartnett (BofA Merrill Lynch): Senza inflazione né recessione che costituiscono minacce, riteniamo che il mercato azionario rialziasta sia tutt'altro che finito e gli investitori dovrebbero mettere la liquidità in eccesso in asset di rischio

Gli investitori globali si stanno muovendo verso un atteggiamento "risk-off", assumendo una maggiore protezione, vista la crescente prospettiva di instabilità geopolitica. Questo rivela la BofA Merrill Lynch Fund Manager Survey di marzo.
Rispondendo sulla crescente tensione in Ucraina, l’81% degli investitori ha detto che vede nel rischio geopolitico una minaccia per la stabilità dei mercati finanziari, quattro volte di più della lettura di un mese fa. Il 27% degli intervistati afferma che una crisi geopolitica è il più grande rischio di coda, rispetto al 12% nel mese di febbraio. Allo stesso tempo, gli investitori continuano a esprimere preoccupazione circa le prospettive per i mercati emergenti, con la fiducia verso l'economia della Cina che scende ulteriormente.
Gli investitori hanno reagito mostrando ridotto ottimismo circa le prospettive di profitti societari a livello globale e da una frenata del rischio. Hanno aumentato le allocazioni in liquidità, ridotto l’azionario e assunto una maggiore protezione.
La percentuale di investitori che prendono una rischiosità inferiore alla media nel loro portafoglio è aumentata al 14% dal 2% nel mese di febbraio. Il 16% degli asset allocator globali afferma che sono sovrappeso in liquidità, contro un 12% del mese scorso. Saldi medi di liquidità rimangono elevati al 4,8% dei portafogli. La percentuale di sovrappeso negli asset azionari è scesa di nove punti percentuali mese su mese, al 36%. La domanda di protezione contro forti cali dei mercati azionari è aumentata al suo livello più alto in 22 mesi.
"Senza inflazione né recessione che costituiscono minacce, riteniamo che il mercato azionario rialziasta sia tutt'altro che finito e gli investitori dovrebbero mettere la liquidità in eccesso in asset di rischio", ha commentato Michael Hartnett, Chief Investment Strategist presso BofA Merrill Lynch Global Research.
"Vediamo segnali che la recente esuberanza nel sentiment e nel posizionamento in Europa è in calo. Mentre la ripresa dell'Europa rimane in gioco, i mercati probabilmente hano bisogno di consolidarsi ulteriormente prima di riprendere la loro tendenza al rialzo", ha dichiarato John Bilton, Investment Strategist Europe.

Minor ottimismo sui Corporate

Gli investitori hanno ridimensionato la loro fede in una vivace ripresa della crescita degli utili aziendali, ma rimangono positivi. Il 40% dei global allocator ritiene che gli utili globali miglioreranno nei prossimi 12 mesi, in calo dal 45% nel mese di febbraio. Un 12% afferma che sia improbabile che i profitti aziendali aumentino del 10% o più quest’anno, rispetto al 4% nel mese di febbraio.
Al tempo stesso, diminuisce lievemente la domanda degli investitori alle aziende di fare prestiti e investirli. Il 34% degli intervistati afferma che i bilanci aziendali sono underleveraged, in calo dal 40% del mese scorso. Il 63% crede che le aziende stiano sottoinvestendo, in calo dal 67% del mese scorso. Le allocazioni settoriali di questo mese rafforzano una mentalità difensiva con un forte calo degli investimenti verso le banche e un aumento per le aziende energetiche e utilities.

Gli hedge fund prendono una posizione risk-off

Nel sondaggio di questo mese i gestori di hedge fund forniscono un esempio della mentalità risk-off che sta prendendo forma, dopo aver ridotto sia la leva finanziaria sia l’esposizione nei titoli azionari. Il rapporto medio ponderato delle attività lorde al capitale è sceso a 1,34 volte da 1,49 volte, il più basso in 20 mesi. Il 31% dei hedge fund ha un leverage ratio inferiore a 1, rispetto al 19% in gennaio. L’esposizione netta ponderata in azioni è scesa al 29%, in calo di tre punti percentuali mese su mese dal 38% nel mese di gennaio e rappresenta il dato più basso da giugno 2012.

Sentiment dei mercati emergenti vicino ai minimi?


Il panel degli investitori ha indicato che il sentiment verso i mercati emergenti globali è vicino a raggiungere un picco negativo e che il miglioramento è in vista. Mentre l’outlook verso la Cina si è ulteriormente deteriorato, gli investitori vedono motivi per tornare nella regione.
Il 47% dei regional asset allocator in Giappone, Asia-Pacifico e mercati emergenti globali, si aspetta che l'economia cinese si indebolisca quest’anno, contro il 41% di un mese fa. La percentuale di asset allocator globali che è sottopeso nelle azioni dei mercati emergenti è aumentata di due punti percentuali, mese su mese, al 31%, un nuovo minimo record.
Sul lato più positivo, gli investitori hanno indicato che vedono valore nella regione. Un record del 49% del panel globale ritiene che i mercati emergenti siano la più sottovalutata delle regioni, a fronte di un 36% nel mese di gennaio. Inoltre, la quota che ha affermato che i mercati emergenti sono la regione che avrebbero voluto sottopeso quest’anno è scesa di tre punti percentuali, mese su mese, al 21%.



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