Smammas, un tormentone che ha un fine sociale
Cardamone (WeBank): La banca ha deciso di parlare ai giovani in un modo diverso
Il rap delle quattro mamme che ha imperversato sui canali Sky ha lasciato il segno. Le Smammas sono diventate un simbolo con frasi del tipo “questa casa non è un albergo”; “ io non sono la tua cameriera”; e “resta dritto con la schiena”.Un tormentone anche digitale, viste le visite sul canale Youtube, ma ormai si è scoperto che dietro a questa operazione si celava una banca online, esattamente WeBank, del gruppo Bpm.In pratica, il sito Smmammas.it, con le quattro “Spice Girls” ruspanti (Ana Flora, Gisella, Carla e Benedetta), diventa una vera e propria banca-piattaforma per gli under 35. Un target importante per WeBank, perché in Italia si contano 12 milioni di giovani, che qualcuno definisce bamboccioni o Choosy, ma che alla fine desiderano andarsene da casa e crearsi la propria vita.
In collaborazione con colossi del calibro di Vodafone, Groupon, Microsoft, Mondadori, Digital Academia e Chili, Smammas.it li aiuterà a schiarirsi le idee, con migliaia di informazioni utili, luoghi di dialogo e scambio di notizie, l’assistenza di un “parentado” virtuale fatto di “zie” sempre pronte a dare il consiglio giusto. Il primo dei quali è nel ritornello del rap casalingo: “Finché vivi in questa casa comandiamo io e papà, perciò cerca di smammare appena ne hai l’opportunità”.Un’iniziativa che ha una durata nel tempo, quindi, come dichiara, nel video allegato, Andrea Cardamone, Direttore Generale di WeBank.
“Con Smammas si portano i processi di banking nella vita dei giovani, invece che cercare di portare a forza i giovani in banca – spiega Carlo Alberto Carnevale Maffè, docente di Strategia alla SDA Bocconi -. Il progetto coglie la più grande sfida che le nuove generazioni devono affrontare in questo momento storico: quella dell’autonomia economica e dell’imprenditorialità. E WeBank diventa una banca-piattaforma al servizio delle esigenze dei giovani, con la complicità, ironica e graffiante, delle famiglie, o meglio ancora con la potenza evocativa e l’energia vitale delle madri italiane.
