La geopolitica rimarrà al centro della scena nel 2026 per le valute e oro
Wewel (J. Safra Sarasin): il dollaro perde terreno mentre le valute europee guadagnano e l'oro salirà ancora
Claudio Wewel, stratega FX di J. Safra Sarasin, spiega che il deprezzamento del dollaro riflette un intenso ricorso a coperture contro un possibile indebolimento della moneta statunitense. Nel secondo trimestre del 2025 le valute europee hanno registrato rialzi a doppia cifra, segnalando una rotazione verso gli asset del continente.
Anche le valute dell'America Latina, come il peso messicano (MXN) e il real brasiliano (BRL), si sono rafforzate in modo significativo rispetto al dollaro nello stesso periodo. Al contrario, le valute asiatiche hanno mostrato performance più deboli.
I metalli preziosi hanno beneficiato dell'incertezza politica del 2025. L'oro ha guadagnato il 65% e l'argento è aumentato del 145%.
"I metalli preziosi sono stati i principali beneficiari dell'incerto contesto politico del 2025, con l'oro che ha guadagnato il 65% e l'argento che ha registrato un aumento eccezionale del 145%", afferma Claudio Wewel, FX Strategist di J. Safra Sarasin. Il 2026 è iniziato con una serie di sviluppi geopolitici, tra cui i più rilevanti includono:
- La Cina ha condotto un'esercitazione militare intorno a Taiwan, simulando un blocco marittimo dopo l'annuncio di un pacchetto di armi statunitense per l'isola.
- Le forze speciali statunitensi hanno catturato il presidente venezuelano Maduro, dimostrando un rafforzamento dell'influenza americana in America Latina.
- L'amministrazione statunitense ha ribadito l'interesse per la Groenlandia, senza escludere l'uso della forza per ottenerne il controllo.
- Il presidente Trump ha richiamato la Dottrina Monroe del 1823, riaffermando la sfera di influenza americana nell'emisfero occidentale.
- Le tensioni geopolitiche hanno aumentato la volatilità dei mercati valutari e dei metalli preziosi.
Secondo Wewel, la frammentazione geopolitica dovrebbe mantenere il dollaro sotto pressione a lungo termine. La domanda di valuta di riserva potrebbe diminuire, poiché le economie si orientano verso un ordine multipolare.
Per il 2026, le previsioni indicano un proseguimento del ribasso del dollaro. La crescita economica europea dovrebbe convergere con quella statunitense grazie al pacchetto fiscale tedesco. Un dato sui salari non agricoli più debole del previsto suggerisce una maggiore vulnerabilità del mercato del lavoro americano, spingendo la Fed a mantenere una politica monetaria accomodante.
"Il 2026 sarà un anno positivo per l'oro, nonostante la performance eccezionale del 2025", prosegue Wewel. L'oro continua a essere un "asset rifugio", attraendo investimenti istituzionali e privati. La diversificazione delle riserve valutarie, avviata dopo il blocco delle riserve in dollari russi nel 2022, alimenta questa tendenza.
L'argento beneficia anch'esso della diversificazione dal dollaro. Nel novembre 2025 gli Stati Uniti hanno incluso l'argento nella lista dei minerali critici, segnalando possibili problemi di approvvigionamento. Il deficit strutturale dell'offerta negli ultimi cinque anni rafforza il prezzo, mentre il suo costo di stoccaggio più contenuto lo rende attraente per gli investitori.
In sintesi, la combinazione di pressioni geopolitiche, la perdita di fiducia nel dollaro e la ricerca di beni rifugio sta guidando i mercati verso valute europee, oro e argento.

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