Cinque generazioni e un segreto per fare grandi vini - Vinitor Sapiens | BusinessCommunity.it
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25/02/2026

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Cinque generazioni e un segreto per fare grandi vini - Vinitor Sapiens

Boatti (Monsupello): eleganza e identità territoriale nell'Oltrepò Pavese

Una storia che inizia nel 1893, a Oliva Gessi, nel cuore dell'Oltrepò Pavese. È qui che ha inizio l'avventura di Monsupello, sapiente intreccio di vigna, tempo e persone e che oggi continua nella cantina di Torricella Verzate (Pv). Oggi Monsupello è una famiglia che evolve. I fratelli Pierangelo e Laura Boatti hanno raccolto l'eredità del padre Carlo, visionario e determinato, e la reinterpretano con sguardo contemporaneo. Due anime diverse e complementari, di concretezza e sensibilità, radici e curiosità, che continuano a scrivere il futuro dell'azienda insieme all'esperienza viva della madre Carla, 91 anni ancora attiva ogni giorno in azienda. Il loro obiettivo è chiaro: continuare a fare grandi vini, restando fedeli a uno stile che coniuga eleganzaidentità territoriale e rispetto per la natura. È il caso dell'ultimo nato, Monsupello Blanc de Noirs Oltrepò Pavese DOCG Pinot Nero Metodo Classico Extra Brut, di cui si dirà. "La storia della nostra famiglia ha inizio nel 1932, quando Paolina Luigina dà alla luce Carlo Boatti" racconta Laura, con un evidente momento di emozione e orgoglio, come riportato da Laura"Nel 1954 nostro padre prende le redini dell'azienda e ne cambia il passo: seleziona nuovi vigneti, valorizza i terreni più vocati, imprime rigore tecnico e visione internazionale. Con lui c'è Carla Dallera Boatti, donna moderna, colta e appassionata, compagna di vita e d'impresa. Insieme danno forma a un'idea di vino fondata su equilibrio e autenticità, trasformando Monsupello in una delle cantine simbolo dell'Oltrepò". come riportato da Laura, figlia di Carlo.

Dopo la scomparsa di Carlo nel 2010, la sua eredità continua a vivere nella quotidianità della famiglia. "La Carla", come tutti la chiamano con affetto, è ancora oggi la garanzia dello stile Monsupello: presenza vigile e ispiratrice, testimone di una coerenza rara. La filosofia di Carlo resta la stella polare: fare vini che abbiano un'anima e che raccontino il luogo da cui nascono. Oggi la storia continua con la quinta generazione di una famiglia che ha fatto del vino la propria voce. Pierangelo è lo Chef de Cave: appassionato, segue da vicino ogni fase della produzione, dalla vigna alla bottiglia, e guida le scelte strategiche e commerciali. Laura, ex ballerina, insegnante di tango e appassionata d'arte, è l'anima comunicativa dell'azienda: cura l'immagine, l'accoglienza e il dialogo con il pubblico. "Monsupello è una squadra: ogni vino nasce dal dialogo, dall'ascolto, dall'esperienza condivisa. Un'azienda solida, ma con il cuore di una famiglia" ama ripetere Laura.

La tenuta si estende per 50 ettari nel cuore dell'Oltrepò Pavesevigne scelte una per una, sui suoli più vocati, tra Oliva Gessi e Torricella Verzate. Metà della produzione proviene da questi vigneti di proprietà, garanzia di qualità, autonomia e sostenibilità. In tutto sono prodotte 30 etichette, con 8 spumanti Metodo Classico (circa 170.000 bottiglie l'anno) che affiancano una produzione di vini fermi e vivaci (150.000 bottiglie) che raccontano la ricchezza del territorio. Ogni etichetta nasce da una stessa idea: eleganza, equilibrio e riconoscibilità. Oltre il 90% della produzione è venduto in Italia, attraverso una qualificata rete di agenti, privilegiando alta ristorazione, enoteche molto selezionate e winebar. Il resto viene venduto all'estero. Le etichette e i nomi dei vini sono state scelte in passato dal padre Carlo, ma sui più recenti si è fatta sentire l'influenza di Laura e Pierangelo.

Passando ai vini più iconici, non possiamo non partire dall'ultimo nato, il Monsupello Blanc de Noirs Oltrepò Pavese DOCG Pinot Nero Metodo Classico Extra Brut. Un nuovo capitolo nella storia di Monsupello"Il Blanc de Noirs è il frutto di un percorso lungo e meditato, nato dal desiderio della famiglia Boatti di esplorare il Pinot Nero nella sua espressione più autentica e territoriale. Non è solo una nuova etichetta, ma una dichiarazione di stile: un modo di interpretare l'Oltrepò Pavese con autenticità, precisione e orgoglio" ci spiega Laura. Dopo anni di microvinificazioni e prove, nasce un Metodo Classico che rappresenta il punto d'incontro tra memoria e innovazione. "È un progetto a cui teniamo molto - raccontano Carla, Laura e Pierangelo Boatti - perché racchiude la nostra idea di Pinot Nero: pulizia, eleganza, identità territoriale. In questo vino c'è il rispetto del tempo, della materia e dell'equilibrio tra tradizione e sperimentazione" come riportato da CarlaLaura e Pierangelo Boatti. La produzione annua è di 10 mila bottiglie. Porta in etichetta la firma dello Chef de Cave Pierangelo Boatti. Un vino che segna una nuova tappa nell'evoluzione di Monsupello: la sintesi di oltre un secolo di esperienza e di uno sguardo rivolto al futuro. Per il lancio di questo nuovo gioiello della collezione Boatti, è stato prodotto il supercorto Future is our heritage, diretto da Carlo Guttadauro. Un racconto per immagini che celebra il tempo, la luce e la pazienza del Metodo Classico come riflesso della vita. Protagonisti sono i fratelli Pierangelo e Laura. Nel corto, il regista e l'artista visivo Thomas Guttadauro restituiscono l'essenza più autentica di Monsupello: una famiglia che considera il futuro la propria più grande eredità. Altre etichette che merita ricordare sono Germogli RosaPinot Nero vinificato in rosa Provincia di Pavia I.G.P., il Riesling (Renano) Provincia di Pavia IGP, Podere La Borla, Rosso Provincia di Pavia IGP e NaturePinot Nero Metodo Classico Pas Dosé VSG. Infine merita far cenno all'impegno costante in Monsupello per la sostenibilità, anche umana. Parità di genere, inclusione e diritto di ognuno a una seconda possibilità. Da questi valori nasce Sprigionato, un vino simbolico e solidale, frutto del progetto che coinvolge gli studenti e le persone detenute nel carcere di Voghera, in collaborazione con l'Associazione Terre di Mezzo"Una vendemmia diversa, dove il lavoro diventa riscatto e il vino strumento di libertà. Perché il vino, per Monsupello, è anche questo: democrazia, condivisione e futuro" conclude Laura.


Federico Unnia
Aures Strategie e politiche di comunicazione






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