Mercati globali: la bolla scoppierà o continuerà il mercato rialzista?
Denize (Oddo BHF): i mercati azionari resistono a geopolitica e dazi, l'oro sale del 65% e l'IA guida nuove scelte di investimento
USA mantiene una traiettoria positiva nonostante le tensioni internazionali, le fluttuazioni dei dazi e le politiche di Donald Trump. I principali beneficiari sono i paesi emergenti e le obbligazioni corporate, che hanno generato rendimenti elevati. Gli influssi di capitale verso azioni e obbligazioni statunitensi rimangono consistenti, ma sotto la superficie persiste uno scetticismo diffuso. Oro ha registrato un rialzo di circa il 65% e ha superato la soglia dei 4.000USD a ottobre, segnale di crescente domanda di protezione contro scenari di crisi. Parallelamente, il dollaro si è indebolito, indicando che gli investitori internazionali mettono in dubbio la stabilità politica degli USA e l'affidabilità delle loro istituzioni. "In questo contesto, le alternative di investimento al di fuori degli USA continuano a suscitare interesse" Laurent Denize, Global Co-CIO di Oddo Bhf.
Stati Uniti: segnali contrastanti per il 2026
Il mercato del lavoro mostra segni di raffreddamento: la disoccupazione è passata dal 4,2% di aprile al 4,6% di novembre e la creazione di posti di lavoro sta rallentando. L'inflazione, invece, resta contenuta nonostante l'aumento dei dazi, spingendo i mercati a prevedere diversi tagli dei tassi di interesse nel corso dell'anno. L'effetto sul reddito, noto come One Big Beautiful Bill, dovrebbe continuare a sostenere sia l'economia sia i mercati azionari. I consumi rimangono stabili grazie all'aumento del patrimonio netto e alle aspettative di agevolazioni fiscali per le fasce di reddito più alte. "Nonostante un rapporto P/E storicamente elevato per l'S&P 500, la crescita dei flussi di cassa disponibili e dei rendimenti sul capitale proprio rimane ineguagliata a livello globale", continua Denize.
Intelligenza artificiale: opportunità e rischi emergenti
Nel breve periodo, i fattori a favore dell'IA risultano numerosi. Il sentiment di mercato è più prudente rispetto alle precedenti bolle speculative. I titoli tecnologici statunitensi hanno guadagnato il 19% nel 2025, a differenza dei guadagni a tre cifre precedenti al 2000. Si prevede una crescita dei ricavi e degli utili intorno al 15% per il 2026. Tuttavia, alcune grandi aziende tech finanziano gli investimenti attraverso strutture complesse, creando meccanismi di finanziamento circolare che possono gonfiare i ricavi. Quando le condizioni di mercato cambiano, tali modelli possono rivelarsi vulnerabili, con potenziali pressioni sui prezzi azionari anche in presenza di solidi fondamentali operativi. "L'interazione tra IA e politica monetaria rimarrà determinante per il mercato azionario statunitense", prosegue Denize. Se la Federal Reserve mantiene una politica accomodante, i titoli tecnologici di qualità continueranno a beneficiare; in caso di inasprimento della politica monetaria, i titoli difensivi a bassa volatilità potrebbero tornare al centro dell'attenzione.
Europa: attenzione alla domanda interna
I piani di investimento tedeschi in difesa e infrastrutture, finanziati a debito lo scorso anno, dovrebbero produrre effetti economici più evidenti nel 2026. Se l'attuazione rallenta, la BCE ha ancora margini per intervenire con ulteriori tagli dei tassi. I settori orientati all'export, penalizzati dal protezionismo statunitense e dalla concorrenza cinese, mostrano prospettive limitate. Al contrario, utility, servizi finanziari e difesa rappresentano opportunità più interessanti grazie al loro legame con il mercato domestico.
Sud-est asiatico: crescita strutturale e diversificazione
Con 69 delle 100 maggiori città mondiali nella regione, il sud-est asiatico offre prospettive di crescita superiori a quelle europee grazie a materie prime, forza lavoro e capitale a costi competitivi. India e Corea del Sud, quest'ultima ancora poco coinvolta nell'euforia dell'IA, emergono come opportunità di diversificazione rispetto ai tradizionali investimenti tecnologici.
Posizionamento strategico
"Nel comparto obbligazionario manteniamo una duration neutrale sia negli Stati Uniti sia in Europa. Nell'Europa core, la pausa nei tagli dei tassi, un'inflazione prossima all'obiettivo e una crescita debole supportano questo posizionamento. Negli USA, ciò è dovuto all'equilibrio tra un'inflazione più elevata e un rallentamento del mercato del lavoro. Tra i rischi da monitorare figurano gli elevati volumi di emissione, l'aumento del debito pubblico e la possibile inversione del carry trade sul Giappone", prosegue Denize.
Gli spread delle obbligazioni corporate restano compressi, ma i livelli di rendimento attuali continuano a offrire un carry interessante. Restiamo cauti sulle obbligazioni societarie in generale e in particolare su quelle high yield, il cui ampliamento degli spread non è sufficiente a compensare i rischi più elevati. Al fine di limitare i rischi (duration e credito), i titoli titoli IG e HY a breve scadenza restano pertanto la nostra scelta preferita.
Sul fronte valutario, le persistenti tensioni politiche negli Stati Uniti - incluse le recenti minacce di misure contro il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell - suggeriscono che il dollaro dovrebbe continuare a indebolirsi, a beneficio dell'euro e dell'oro come strumenti di copertura. Sebbene i Bitcoin si stiano progressivamente affermando come asset class, non rappresentano una protezione affidabile in tutte le fasi di mercato; inoltre, è opportuno prestare attenzione ai rischi legati a società come Strategy, che finanziano l'acquisto di Bitcoin prevalentemente attraverso il ricorso al debito. "Ciononostante, continuiamo a ritenere che, nel lungo termine, le criptovalute potrebbero essere integrate negli investimenti, nell'ottica di una diversificazione rispetto alle valute tradizionali. Proprio come l'oro, una valuta digitale potrebbe diventare un'alternativa credibile. Ma per ora non siamo ancora a quel punto", afferma Denize.
In conclusione: per Denize "Il 2026 si apre in sostanziale continuità con la chiusura del 2025: il boom tecnologico prosegue, ma i fattori di rischio restano presenti. Per cogliere il valore aggiunto delle società tecnologiche, le due aree da privilegiare rimangono gli Stati Uniti e il Sud-Est asiatico, con la Cina in testa.Gli investitori alla ricerca di diversificazione al di fuori degli Stati Uniti dovrebbero guardare a un'Europa in graduale ripresa e alle economie asiatiche a più elevato potenziale di crescita.
Quanto al tema della bolla, manteniamo per ora una posizione chiaramente costruttiva. Politiche monetarie e fiscali ancora accomodanti continuano a sostenere lo scenario di reflazione degli asset finanziari. In assenza di segnali inequivocabili di un'inversione di tendenza, riteniamo prematuro cedere alla tentazione di abbandonare troppo presto un trend che, seppur complesso, resta ancora favorevole".

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