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25/02/2026

economia

Gold-miner gap: perché le azioni aurifere restano sottovalutate

Land (Franklin Equity Group): riteniamo che i titoli auriferi siano supportati da bilanci solidi, valutazioni interessanti e molteplici catalizzatori, incluse le attività di M&A

SteveLand, portfolio manager di Franklin Equity Group, risponde a cinque quesiti fondamentali sul divario tra il prezzo dell'oro fisico e le azioni minerarie, offrendo una panoramica chiara per chi investe nel settore.


- Quali fattori hanno spinto al rialzo i prezzi dell'oro e cosa ci si può attendere ora?


L'oro ha storicamente beneficiato di periodi di stress finanziario e geopolitico; le recenti tensioni commerciali, i conflitti globali e l'incertezza fiscale nelle principali economie hanno rafforzato questa tendenza. L'alto livello di debito pubblico, i deficit fiscali persistenti e la crescente tolleranza verso l'inflazione minano la fiducia nelle valute fiat. In Cina, l'elevata speculazione con leva finanziaria ha spinto i prezzi verso l'alto, seguita da una brusca correzione a fine gennaio. Nonostante i ribassi record, la limitata offerta di oro e la domanda in crescita mantengono solide basi di supporto.



- Perché le azioni minerarie stanno performando al di sotto dell'oro fisico?


Le banche centrali e gli ETF garantiti da oro fisico hanno alimentato il rally del metallo, facendo salire il prezzo spot più rapidamente rispetto ai flussi verso le azioni minerarie. Molti titoli del settore sono scambiati al di sotto dei loro multipli storici, mostrando alti free cash flow yield e multipli EV/cash flow interessanti. Le nostre stime indicano che le valutazioni hanno rincorso il prezzo spot con un ritardo di circa il 20% negli ultimi due anni, creando un divario significativo.


- Il divario di valutazione è giustificato?


Riteniamo che non lo sia; il disallineamento riflette più la percezione degli investitori che i fondamentali del settore. I cicli passati, caratterizzati da inflazione dei costi, allocazione inefficiente del capitale e diluizione, non descrivono più la realtà attuale. Oggi i minerari mostrano bilanci più solidi, una disciplina maggiore nell'uso del capitale e rendimenti più elevati per gli azionisti. Con i prezzi attuali dell'oro, le azioni minerarie offrono una leva operativa reale, con utili e free cash flow che crescono più rapidamente del prezzo del metallo. La correlazione negativa dell'oro con il dollaro statunitense rafforza ulteriormente il quadro.



- I fondamentali supportano valutazioni più alte per le azioni aurifere?


Sì, i prezzi elevati dell'oro hanno generato una crescita eccezionale di utili e cash flow. Nel terzo trimestre 2025 molti produttori hanno registrato profitti record; il quarto trimestre dovrebbe superare tali livelli, poiché il prezzo medio dell'oro si è attestato intorno a 4.150 USD/oncia, in crescita di circa 700 USD rispetto al trimestre precedente e di 1.500 USD su base annua. I ricavi dovrebbero aumentare del 20% q/q e del 55% y/y, mentre i costi operativi sono cresciuti meno del 10%, ampliando significativamente i margini. La produzione stabile, la forte generazione di cash e le valutazioni interessanti hanno alimentato operazioni di M&A, consentendo ai produttori di creare valore, reintegrare le riserve e posizionarsi per una crescita a lungo termine.


- Quanto sono resilienti le azioni minerarie se il prezzo dell'oro dovesse scendere? Anche se i prezzi attuali dell'oro richiedono cautela, i minerari dispongono di un ampio margine di sicurezza. Un possibile cambiamento di sentiment - ad esempio per un aumento dei tassi, un rallentamento dell'inflazione o una diminuzione delle tensioni geopolitiche - richiederebbe che il prezzo dell'oro scenda sotto i 3.500 USD/oncia prima che il settore inizi a mostrare segni di un ciclo ribassista. Prezzi più alti dell'oro migliorano l'accesso al capitale, favorendo l'esplorazione, lo sviluppo e la fattibilità dei progetti.
"Riteniamo che i titoli auriferi siano supportati da bilanci solidi, valutazioni interessanti e molteplici catalizzatori, incluse le attività di M&A. In combinazione con un contesto fiscale e macroeconomico incerto, manteniamo una visione costruttiva sull'oro e sulle società minerarie aurifere", SteveLand.


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