Gigi Beltrame
Cultura digitale e AI in azienda: siamo davvero pronti?
Perché il team building con l'AI è un'occasione di confronto e di conoscenza anche con il nuovo "collega"
Il vero obiettivo di iniziative come questa non è insegnare a usare uno strumento. È trasformare la percezione collettiva di cosa significhi l'AI per l'organizzazione.
Quando un team sperimenta insieme, sbaglia insieme, impara insieme, si costruisce una cultura condivisa. Le paure irrazionali lasciano spazio a una valutazione realistica. L'entusiasmo acritico viene temperato dalla consapevolezza dei limiti. Nascono linguaggi comuni, pratiche condivise, criteri di giudizio collettivi.
Questa è la vera governance dell'AI: non un documento, non una policy, ma un modo di pensare diffuso nell'organizzazione. Una cultura in cui tutti, dal vertice alla base, comprendono abbastanza per prendere decisioni informate, per porre le domande giuste, per riconoscere quando qualcosa non funziona.
Il 2026 ci chiede esattamente questo: passare dall'adozione frammentaria all'integrazione culturale. Non basta più avere l'AI; bisogna saperla abitare. E questo si impara solo facendo, sbagliando, riflettendo insieme.
La domanda con cui voglio lasciarvi è semplice: nella vostra azienda, quante persone hanno davvero toccato con mano cosa l'AI può e non può fare? Se la risposta è "poche", forse è il momento di iniziare.

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