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11/02/2026

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Mergers and Acquisitions: stabilità, crescita dei mega-deal e ruolo trainante dell'AI

Pettenò (PwC Italia): i tre driver che plasmeranno le strategie sono l'AI, un dealmaking sempre più concentrato su pochi mercati e settori chiave e la ripresa macroeconomica

Il mercato globale delle operazioni di M&A mostra segnali di stabilità nei volumi, ma registra un netto aumento del valore totale, spinto dal ritorno dei mega-deal. Gli investitori più capitalizzati, sia corporate che fondi di private equity, beneficiano di una liquidità abbondante, mentre gli operatori più piccoli incontrano maggiori difficoltà di finanziamento. Emanuela Pettenò, Partner e Markets Deals Leader di PwC Italia, individua tre fattori chiave: "l'AI, un dealmaking sempre più concentrato su pochi mercati e settori chiave e la ripresa macroeconomica, con tassi in calo e abbondante liquidità. Questo genera un mercato a due velocità: dinamico in settori ad alto potenziale, cauto altrove. Il mercato si riapre dunque soprattutto per grandi corporate e sponsor finanziari ben capitalizzati, mentre i player minori trovano maggiori ostacoli e più difficoltà nel financing".

Questi elementi creano un mercato a due velocità: dinamico nei settori ad alto potenziale, più cauto altrove. L'AI si afferma come catalizzatore di transazioni, richiedendo investimenti compresi tra 5 e 8 trilioni di dollari nei prossimi cinque anni per data center, chip, reti ed energia. L'allocazione di capitale si intensifica, poiché i CEO, secondo la 29ª Global CEO Survey di PwC, temono di non riuscire ad adeguarsi all'evoluzione tecnologica. L'AI spinge le aziende a rivedere i portafogli, disinvestendo asset non core e riallocando risorse verso iniziative ad alta crescita o redditività. Analizzando le 100 operazioni più rilevanti annunciate per il 2025, circa un terzo delle transazioni cita l'AI come elemento strategico, soprattutto nei settori Technology, Manufacturing e Power & Utilities. L'adozione dell'AI accelera la selezione dei target, la due diligence e l'analisi di scenari; alcuni investitori dedicano fino al 40% del tempo a valutare l'AI-readiness delle aziende in portafoglio, rendendo questa caratteristica un criterio decisivo oltre la semplice conformità normativa.

Nonostante i timori di una possibile bolla, gli investimenti nell'AI sono sostenuti da gruppi solidi e capitalizzati, capaci di finanziare infrastrutture su larga scala. Il mercato M&A del 2025 registra 111 transazioni superiori a 5miliardi di dollari, contro 63 nel 2024, e circa 500 operazioni tra 1 e 5miliardi. Il valore totale delle operazioni cresce del 36%, mentre il numero di deal resta stabile, indicando che i mega-deal guidano la performance. Gli Stati Uniti generano meno di un quarto delle operazioni annunciate, ma più della metà del valore aggregato, segno di una maggiore concentrazione di capitali. In Asia, mercati come India, Giappone e il Medio Oriente mostrano segnali di rilancio. I settori più coinvolti nei mega-deal sono Technology (26 operazioni), Financial Services (13) e Industrial Manufacturing (11). Per il 2026, si prevede che Technology rimanga dominante, seguito da Industrial Manufacturing e Health Industries, tutti spinti dalla trasformazione digitale.




Il mercato italiano


In Italia, a differenza del trend globale, sia il volume che il valore delle operazioni annunciate salgono: 1.750 deal (+16%) e un aumento del valore del 18%, trainati dall'OPA di MPS su Mediobanca. Le operazioni chiuse, però, scendono dell'8% (1.390), riflettendo la tipica latenza tra annuncio e chiusura. Le transazioni superiori a 500milioni di dollari rimangono stabili (circa 20), con un incremento di quelle oltre 1miliardo (da 9 a 12).
Le operazioni domestiche e Inbound superiori a $1 miliardo includono 2 deal nel settore Financial Services (l'OPA MPS su Mediobanca eBPER/ Banca Popolare di Sondrio), 1 nel settore Energy & Utilities (Ares Alternative / Eni Plenitude), e 3 in altri settori (Consumer: Prada/Versace, NewPrinces/Carrefour Italia, Industrial: Leonardo/Iveco Defense Vehicles).


Le operazioni Outbound superiori a $1 miliardo includono le acquisizioni annunciate da Snam (Energy & Utilities) e MFE (Technology, Media & Telecommunications) in Germania, Ferrero in US (Consumer), Generali in Francia (Financial Services), Prysmian in US e Saipem in UK (Industrial).
Il comparto Financial Services ha avuto un impatto eccezionale sul valore totale; escludendolo, le operazioni italiane e outbound crescono del 15% in volume ma calano del 23% in valore. Nel settore Health Industries, le operazioni più rilevanti restano sotto i 500milioni di dollari, con acquisizioni di Sifi, Orladeyo, Kos e American Heart of Poland. Sia gli investitori finanziari sia quelli strategici aumentano la loro presenza, con una leggera crescita del peso dei finanziari a livello di volume (+3%). Nel 2026, i fattori macroeconomici e geopolitici continueranno a influenzare l'attività M&A. Secondo la 29ª Global CEO Survey di PwC, il 61% dei CEO prevede una crescita del PIL globale nel 2026, in aumento rispetto al 58% dell'anno precedente. Anche i CEO italiani sono ottimisti riguardo all'economia mondiale (62%), mentre solo il 49% crede nella crescita dell'economia italiana.  L'OCSE stima un PIL globale al 2,9% nel 2026, con una crescita lenta ma costante per l'Italia (+0,6%). I tassi di interesse in calo riducono i rischi di financing, ma il costo del debito resta superiore al passato. Il private credit emerge come fonte flessibile di capitale, favorendo operazioni complesse. Le tensioni geopolitiche e commerciali, inclusi dazi e conflitti, influenzano le catene di approvvigionamento e spingono i gruppi industriali a rivedere le proprie strategie di nearshoring.

Raccomandazioni per i dealmaker e gli executive:

- L'allocazione del capitale deve tenere conto dei costi incrementali legati all'AI e dei tempi di ritorno.


- La due diligence deve includere un'analisi approfondita dell'AI del target, valutando impatti futuri e capacità operative.
- Identificare le opportunità e i rischi creati dall'AI è essenziale per differenziare la strategia d'investimento.
- Le società di private equity dovrebbero garantire liquidità adeguata e flessibilità finanziaria per affrontare eventuali emergenze.
- Mantenere una visione a lungo termine sulle dinamiche di mercato consente di sfruttare le opportunità offerte dall'AI e dalla trasformazione digitale.

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