Investimenti ESG in Europa: dalla fase d'oro a una strategia pragmatica
Mortier (Dpam): gli stakeholder devono riconoscere che il progresso sociale, proprio come l'innovazione ambientale, è una risorsa strategica
L'ondata verde dei primi anni?2020 ha spinto Europa verso obiettivi net zero, fondi climatici in rapida crescita e normative come la SFDR. Oggi, l'entusiasmo iniziale è ceduto a una gestione più pragmatica, dove la prova tangibile di avanzamenti concreti è divenuta la chiave per attrarre capitale.
Secondo Ophelie Mortier, Chief Sustainable Investment Officer di Dpam, gli investimenti sostenibili hanno attraversato una fase "d'oro" caratterizzata da flussi di capitale rapidi e dall'adozione massiccia dei criteri ESG. Attualmente, gli investitori privilegiano la credibilità dei percorsi di transizione piuttosto che dichiarazioni generiche, richiedendo strutture finanziarie solide e evidenze di risultati misurabili.
Gli shock geopolitici hanno accelerato questo cambiamento. La guerra in Ucraina ha forzato l'UE a rivedere la sicurezza energetica, reindirizzando fondi verso la reindustrializzazione e la preparazione militare. Parallelamente, la politica climatica cinese, poco trasparente, ha sollevato dubbi sulla capacità europea di mantenere la sovranità tecnologica in settori critici quali il fotovoltaico, le batterie e l'idrogeno verde. "L'Europa deve tradurre la retorica ESG in quadri finanziari credibili, innovativi e resilienti", afferma Mortier.
Il Climate Investment Report?2024 della Banca europea per gli investimenti evidenzia la necessità di modelli di finanziamento misto, combinando capitali pubblici e privati con garanzie di prima perdita e contratti per differenza sul carbonio. Questi strumenti mirano a ridurre il rischio e a sbloccare investimenti privati nei settori ad alta intensità di carbonio, spostando l'obiettivo dalla mera conformità alla trasformazione reale delle industrie.
Nel 2024 si osservano divergenze nei flussi di fondi sostenibili: i fondi azionari hanno registrato deflussi in Europa, USA e APAC, mentre i prodotti a reddito fisso sostenibili continuano a raccogliere afflussi costanti in tutte le regioni.
Per affrontare le incertezze fino al 2026, le aziende devono concentrarsi su quattro leve strategiche:
- Rischi: eventi climatici e interruzioni della catena di approvvigionamento sono ormai realtà quotidiane; la domanda è quando si verificheranno, non se.
- Resilienza: integrare la sostenibilità lungo l'intero modello di business aumenta l'agilità, riduce la dipendenza da risorse volatili e migliora l'attrattiva per talenti di alto livello.
- Ritorni: le imprese con solide credenziali ESG attirano più capitali e generano valore duraturo, dimostrando che la sostenibilità è una decisione strategica più che una scelta etica.
Le normative, tra cui la SFDR e la tassonomia UE, hanno incentivato le banche a disinvestire da società con rating ESG scarso, ma hanno generato effetti collaterali. La riduzione delle partecipazioni in minerali critici (litio, cobalto, manganese, nichel) ha aperto la porta a investitori extra?UE con mandati ESG più deboli, creando un "effetto di sostituzione della proprietà" che indebolisce l'influenza europea sulla sostenibilità delle imprese. Mortier avverte che tali regole rischiano di ostacolare la transizione limitando il flusso di capitali verso settori essenziali per la decarbonizzazione.
Nel contesto della "E" di ESG, gli investitori si stanno spostando da metriche statiche delle emissioni verso valutazioni più articolate della credibilità della transizione, della strategia di finanziamento e del rischio politico.
Le dinamiche politiche, come l'elezione di Trump negli Stati Uniti, hanno ridotto la quota media di investimenti verdi, percepiti come più rischiosi, ma hanno anche spinto gli investitori contrari alla politica climatica a incrementare gli impegni verdi, compensando l'inerzia governativa.
Infine, la "S" di ESG richiede un approccio più complesso. Le riforme sociali - diritti del lavoro, parità di genere, governance - non generano opportunità di investimento immediate, ma sono cruciali per mitigare rischi normativi, reputazionali e operativi. Le aziende operanti in giurisdizioni con standard sociali avanzati beneficiano di una maggiore stabilità a lungo termine.
Il futuro degli investimenti sostenibili dipenderà dalla capacità di coniugare ambizione, credibilità e innovazione, mantenendo la sostenibilità al centro della strategia aziendale in un panorama segnato da continue incertezze geopolitiche e climatiche.
