Andrea Pettinelli (Finomnia): nasce il polo europeo del software finanziario
Finomnia: la nuova entità gestisce l'intero ciclo di vita del credito e supporta la trasformazione digitale di banche e istituti finanziari
Il panorama del fintech europeo si arricchisce di un nuovo protagonista, prima di tutto italiano e in secondo luogo che ha un evidente peso. Sotto la spinta dei fondi Apax, il Gruppo Fibonacci completa il suo percorso di integrazione e dà vita a Finomnia. Con oltre 1.200 dipendenti e un'offerta che copre l'intero ciclo di vita del credito, la nuova entità si propone come l'interlocutore unico per la trasformazione digitale di banche e istituti finanziari. Abbiamo incontrato Andrea Pettinelli, CEO di Finomnia, per farci raccontare la visione dietro questo "mosaico" tecnologico.
Partiamo dal nome: Finomnia e cosa rappresenta per voi questa nuova identità?
Finomnia non è solo un rebranding, ma la sintesi di un percorso pluriennale. Il nome unisce la nostra vocazione storica ("Fin") alla completezza dell'offerta ("omnia", dal latino). Rappresenta un ecosistema che mette a sistema le expertise di realtà come OCS, Finwave, Quid, altermAInd e Alvantia. Il nostro obiettivo è essere un operatore software integrato capace di gestire ogni singola fase del credito: dai prestiti personali ai mutui, dal leasing al factoring, fino al recupero crediti.
In un mercato frammentato, vi proponete come "catalizzatore": qual è il vostro vantaggio competitivo?
Siamo un caso raro nel panorama europeo: una software house di queste dimensioni con uno spettro funzionale così ampio. Grazie a una visione unificata, supportiamo l'intero ciclo del credito, dalla valutazione del merito all'erogazione, fino al reporting e al RegTech. Questo ci permette di offrire coerenza e rapidità decisionale, mantenendo la flessibilità tipica delle realtà specializzate che abbiamo integrato.
L'Intelligenza Artificiale è ormai centrale, ma come si inserisce nel cuore della vostra offerta?
L'AI è il motore della nostra innovazione. Non la consideriamo un accessorio, ma uno strumento trasversale per massimizzare l'efficienza operativa e valorizzare i talenti. Attraverso altermAInd, centralizziamo e standardizziamo processi di AI generativa, aiutando i clienti a creare, ad esempio, hub di analisi intelligente o data lake per i parametri ESG. Vogliamo colmare un vuoto tecnologico in un'area del sistema finanziario oggi sottoposta a fortissime pressioni normative.
Avete annunciato mire ambiziose sui mercati esteri, qual è la vostra strategia di internazionalizzazione?
Una realtà della nostra dimensione non può restare confinata in un solo Paese. Il nostro modello prevede l'ingresso in nuovi mercati tramite acquisizioni di aziende solide e già stabilite, che diventano la nostra "porta d'ingresso". In Spagna abbiamo acquisito Alvantia, che ora funge da veicolo per esportare tutta la nostra offering nel mercato iberico e in America Latina. Guardiamo con grande interesse a Francia e Germania.
A proposito di Europa, quanto pesa il contesto regolamentare nel vostro percorso di espansione?
Paradossalmente, l'armonizzazione normativa europea è un vantaggio. Le direttive che guidano il mercato sono ormai simili in tutta l'Unione; ciò che vale per l'Italia tende a valere anche per la Francia o la Spagna. Questo abbassa le barriere all'ingresso rispetto a mercati come gli USA o il Regno Unito. Le nostre soluzioni RegTech sono progettate proprio per navigare questa complessità, garantendo agli istituti la piena conformità in un settore in continua evoluzione.
Per concludere, qual è il messaggio dietro il vostro payoff "Moving Finance Forward"?
Vogliamo portare slancio e semplificazione in un mondo complesso. La nostra ambizione è anticipare le esigenze dei clienti, posizionandoci come un interlocutore unico per banche e provider specializzati che cercano non solo software, ma una vera visione industriale e tecnologica.
