Petrolio (e non solo): Norvegia vs Venezuela
Facile parlare di geopolitica o di sviluppi futuri in questa fase storica sempre basata sull'incertezza, ma forse vale la pena fare delle considerazioni un pochino più profonde sull'uso che le nazioni possono fare delle proprie risorse.
In un panorama economico globale segnato dalla "maledizione delle risorse", la Norvegia emerge come l'unico caso di successo in cui la ricchezza petrolifera è stata trasformata in benessere strutturale per l'intera popolazione.
Mentre nazioni come il Venezuela, pur detenendo le maggiori riserve mondiali con oltre 303 miliardi di barili, sono sprofondate in crisi sistemiche e iperinflazione, il modello norvegese ha saputo proteggere i propri cittadini dalla volatilità dei mercati attraverso il Government Pension Fund Global.?
Questo fondo sovrano, che ha raggiunto il valore record di oltre 20.
000 miliardi di corone nel 2025, non viene utilizzato per finanziare la spesa corrente, ma investe sistematicamente nei mercati azionari e obbligazionari internazionali.
Tale strategia ha permesso alla Norvegia di raggiungere un PIL pro capite nominale di circa 96.500 dollari, una cifra che distacca nettamente quella di altri grandi produttori come la Libia o la Russia, spesso caratterizzati da instabilità istituzionale e inefficienza estrattiva.?
L'approccio scandinavo si fonda sulla trasparenza e sulla separazione tra politica fiscale e gestione delle risorse energetiche.
Invece di dissipare i proventi in sussidi improduttivi, Oslo garantisce la stabilità dei servizi pubblici e la prosperità delle generazioni future, dimostrando che il petrolio può essere una benedizione solo se supportato da un'architettura finanziaria resiliente e da una visione di lungo periodo.?

Gigi Beltrame
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