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03/08/2022

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Merger and Acquisition: mercato in fermento nonostante l'instabilità economica

Andrea Scaffidi (WTW): sebbene ci sia stato un rallentamento quest'anno l'attività M&A rimane molto robusta. Chiudere le operazioni è diventato però più difficile a causa della maggiore volatilità e delle questioni macroeconomiche


Le allerte che danno il mercato M&A in procinto di entrare in una fase di stagnazione sono premature: i dealmaker hanno infatti registrato il terzo più alto numero di operazioni completate in un primo semestre dell'anno, da quando la ricerca sulle operazioni di M&A di WTW è iniziata, nel 2008.
Secondo l'analisi del Quarterly Deal Performance Monitor di WTW, sono solo due gli anni in cui è stato superato il record di 441 operazioni (di oltre 100 milioni di dollari ciascuna) nei primi sei mesi del 2022: il 2021, quando si è verificata un'eccezionale ripresa dopo la pandemia, e il 2015.

Merger and Acquisition: mercato in fermento nonostante l'instabilit economica

I dati raccolti in collaborazione con l'M&A Research Centre della Business School di Londra (ex Cass Business School), rivelano che, sebbene l'attività M&A abbia subìto un rallentamento rispetto al record assoluto del 2021 - con 484 operazioni del primo semestre - i volumi di M&A rimangono sostenuti quest'anno, con il numero di transazioni che continua a superare i livelli pre-pandemia.
La performance delle operazioni, al contrario, ha fatto fatica a risalire e ha subìto l'impatto della volatilità del mercato.
Nei primi sei mesi del 2022, tra l'impennata dell'inflazione, l'aumento dei tassi di interesse, le tensioni geopolitiche e la pandemia in corso, i buyer hanno sottoperformato il mercato del 4,8%, rispetto alla performance delle azioni.
Nel 2022 è aumentato anche il tempo medio di chiusura di un'operazione (tra l'annuncio e il closing): nel primo semestre 2022, infatti, il 60% delle transazioni è durato più di 70 giorni, rispetto al 54% del primo semestre 2021.

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A differenza dell'anno scorso, quando la competizione per gli asset era agguerrita e i buyer hanno dovuto ridurre le fasi di due diligence per rimanere competitivi nell'offerta, la volatilità del mercato nel 2022 ha alzato la posta in gioco per i buyer, invitando alla cautela e ad aumentare la due diligence.
Secondo Andrea Scaffidi, Head of Retirement di WTW, "sebbene quest'anno ci sia stato un rallentamento, dopo il ritmo da record del 2021 grazie al boom dei mercati e alle misure per il rilancio durante la pandemia, l'attività M&A rimane molto robusta.

Chiudere le operazioni è diventato però più difficile a causa della maggiore volatilità e delle questioni macroeconomiche".
Il numero delle grandi operazioni (oltre 10 miliardi di dollari ciascuna) è salito a 12 nella prima metà del 2022, rispetto a 10 dello stesso periodo 2021: questo significa che le aziende non hanno rinunciato a portare a termine le operazioni di questo calibro pianificate e annunciate durante il boom post-pandemia, nonostante la crisi generale dei mercati all'inizio del 2022.
Nella prima metà del 2022, tutti gli acquirenti regionali hanno sottoperformato, eccetto quelli dell'Asia-Pacifico (APAC) che hanno registrato +7,2% sull'indice regionale e 96 operazioni completate.
Al contrario, gli acquirenti nordamericani hanno sottoperformato l'indice regionale del 6,1%, con 220 operazioni nei primi sei mesi del 2022; anche i dealmaker europei hanno sottoperformato con -5,9% e 102 operazioni nello stesso periodo.

Il debito è ancora relativamente a buon mercato rispetto ai valori storici, e una grande quantità di capitale 'sicuro'" proveniente dalle società di private equity e le società SPAC che si sono consolidate nel 2021 assicura un forte interesse per le operazioni, nonostante i rischi siano evidenti.
L'instabilità geopolitica, l'aumento dei tassi d'interesse e i problemi sulla supply chain creano un clima di volatilità che non aiuta le operazioni, ma le rende più complesse e più lunghe.
Tutto ciò richiederà un una nuova attenzione da parte degli acquirenti su come migliorare le probabilità di successo.
In un momento in cui la stanchezza da cambiamento è ai massimi storici, con la pandemia giunta al suo terzo anno, una comunicazione chiara e coerente ai dipendenti e al mercato si rivelerà fondamentale per evitare situazioni di disordine più difficili, oltre che per assicurare che si concludano le operazioni e che creino valore per una crescita a lungo termine
", conclude Scaffidi.


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