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04/05/2022

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Roberto Liscia (Netcomm): non ha più senso parlare di online e offline, il commercio è unico

E' necessario che venga innalzato il livello culturale del paese sulle tematiche digitali e smettere di ostacolarsi tra tecnici e umanisti

A una settimana dall'apertura del Netcomm Forum 2022 abbiamo incontrato il presidente di Netcomm, Roberto Liscia, per farci guidare in un mercato, quello dell'eCommerce, che sta continuando a crescere con ritmi vertiginosi.

Partiamo da Netcomm: il ruolo assunto dal consorzio è sempre più istituzionale.

Siamo arrivati ad essere quasi per caso l'unico punto di riferimento in Italia sul tema dell'eCommerce, in un contesto in completa trasformazione, in cui cerchiamo di avere da un lato politicamente una posizione neutrale e oggettiva, cercando di togliere le ideologie da questo mondo che vede contrapposti coloro che sono contro le piattaforme e chi è a favore.

Roberto Liscia (Netcomm): non ha pi senso parlare di online e offline, il commercio  unico

Dall'altro lato, cerchiamo di fare anche un po' di chiarezza sull'evoluzione dei modelli di business, perché evidentemente siamo in una trasformazione che potrebbe generare un cambiamento di quali saranno gli attori del futuro.

Ci sono nuovi attori e vecchi attori nell'eCommerce?

C'è una dislocazione, anche dell'occupazione, e c'è un cambiamento delle forme di fornire il lavoro a coloro che possono, in qualche misura, partecipare a questo nuovo mondo del lavoro.
E soprattutto dare degli indirizzi anche ai giovani, perché purtroppo sappiamo perfettamente che mondo è questo.
Il lavoro è molto tecnologizzato e noi siamo il Paese che in qualche misura è più arretrato a livello europeo nel capire che la tecnologia sta impattando su tanti aspetti.
Abbiamo una cultura umanistica molto diffusa, ma non tecnologica, ma non sono in contrapposizione tra loro.

Seguici: 

Come dicevano gli epistemologi, il mondo evolve per un'integrazione tra cultura tecnologica e cultura umanistica, ma quando c'è uno sbilanciamento si formano delle ideologie.
L'Italia non è ancora riuscita a superare le ideologie, anche politiche oltra a quelle ideologie culturali.
"Cultura, cultura e cultura" sono i tre termini che fanno il paio con quello che una volta veniva chiamato nel commerciale "location, location e location".

L'evoluzione dell'eCommerce è costante, è probabilmente l'ambito in cui l'innovazione si rincorre.

Non c'è soltanto qualcosa di nuovo o che cambia, ma spesso cambia proprio lo scenario in sei mesi! Cambia la cultura del consumatore, cambia la cultura delle imprese, cambia la tecnologia che è un acceleratore pazzesco di questo cambiamento. Non c'è per altro soltanto un cambiamento tecnologico, ma accade che ci sia un cambiamento culturale, l'arrivo dell'intelligenza artificiale, per esempio, è evidente, ma anche legata a stereotipi del passato e la cosa non va bene. La cultura umanistica, in questo caso, è utile per evitare che vi sia un uso discriminatorio, dobbiamo riuscire a integrare questi due mondi e non farli proseguire in parallelo.

Il cliente è un cittadino, ma anche un consumatore, però è sempre lui.
La cosa interessante che non c'è più una distinzione tra queste figure: il tema è riuscire a gestire questi comportamenti che non fanno distinzione nell'arco della giornata fra quello che sono io quando compro o quando cerco o quando creo.
A livello culturale, il consumatore è diventato parte del prodotto, e quindi non racconto del prodotto e ma è anche una parte della vita del consumatore.
Non compro solo un prodotto, compro la storia e diventa una parte della mia identità e la voglio rispecchiata anche del prodotto.
Questo si integra con la capacità delle tecnologie dell'intelligenza artificiale di riuscire a sapere, capire, interpretare, raccontare e servire in maniera personalizzata quelle che sono le attese del cliente.

C'è una distinzione tra prodotti commodity e prodotti di lusso.

E' un tema interessante.

Anche le commodity si stanno sempre più avvicinando al lusso.
Dietro ad un prodotto c'è una storia, un racconto, una progettazione, l'ecosostenibilità e tutta una serie di temi che rappresentano un'evoluzione.
Anche i prodotti di commodity stanno diventando prodotti di lusso: se io compro del riso, lo voglio selezionato, rosso o nero, voglio conoscere la sua storia.
Vale anche per lo zucchero o per il sale! A questi prodotti si associa una storia, un racconto, l'origine e la distinzione tra commodity e prodotto di lusso sta diventando labile.
Il lusso di oggi è fatto di tempo, è fatto di emozioni, è fatto di esperienza, non è più semplicemente il racconto di un prodotto sulla carta patinata.
Ma quanto quel prodotto è in grado di raccontarsi e rispondere in qualche misura quella che è l'aspettativa del consumatore che cerca esperienze, contenuti, racconti ed emozioni. Il tutto deve essere in linea con quelle che sono le sue attese di una vita, che è fatta di esperienze.

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Il lusso è diventato sempre più tempo di valore e il prodotto deve inserirsi in questa ricerca di valore che il consumatore ricerca.

Immaginiamo che questi siano poi i temi del Netcomm Forum 2022.

Metteranno in evidenza, durante la due giorni, quello che è l'elemento nuovo, fonte di vera trasformazione.
Ci sono sempre dei "trigger" nelle diverse epoche, e il trigger di questa è la "Generazione Z".
La generazione Z ha dimostrato di essere anticipatoria e di essere in grado di rivendicare un ruolo, di lanciare un istanza su quelli che sono i nuovi elementi che devono essere ricercati nella società contemporanea. La sostenibilità e l'ecosostenibilità, ma l'ambiente in generale, sono temi giunti alla ribalta grazie alla generazione Z, a Greta Thumberg.
Questa generazione è stata in grado di tracciare una via e di convincere tutte le generazioni ed è stata una rivoluzione.

E' stata in grado di darci in una nuova traccia dei nuovi obiettivi, un nuovo mondo che ruota intorno alla sostenibilità.
Nel commercio, in generale, questa generazione ci sta dando delle indicazioni importanti su come dobbiamo comportarci nella relazione con i prodotti.

C'è un altro aspetto interessante: non si parla più di multicanalità o omincanalità, ma di commercio.

Certamente, abbiamo discusso per anni di questi temi ma oggi sono ampiamente superati.
Parliamo di una serie di elementi che arrivano dal mondo delle imprese e che riguardano l'unicità del prodotto, la personalizzazione, l'esperienzialità e la capacità di ingaggiare il consumatore.
Quest'ultima deve sentirsi parte della storia e del prodotto stesso e tutto questo naturalmente vuol dire cambiare il rapporto tra offline e online, assolutamente superato e vecchio.

I dati ci dicono che proprio la generazione Z vuole toccare un prodotto per il 70% dei casi, è interessata ad entrare un negozio e poi naturalmente lo compra online.
Nel negozio vuole avere delle esperienze che siano coerenti con i propri valori e quelli dell'azienda, vuole avere delle esperienze digitali immersive, fatte di unicità e di personalizzazione e non ci deve essere più distinzione tra on e offline ma deve esserci complementarietà, non distinzione.

Lo sviluppo dei contenuti sta andando in questa direzione.

A partire dallo sviluppo del 3D, della virtual reality e della realtà aumentata, anche del Metaverso.
Si sta cominciando a vedere un affiancamento di nuove prospettive.
Metaverso, per altro, è in qualche misura una parola che racchiude in sé tanti mondi diversi ed è una parola che serve per racchiudere un mondo da scoprire.

Sicuramente oggi si è affacciato nel commercio digitale, ma la diffusione si sta ampliando soprattutto per quello che riguarda l'utilizzo della realtà aumentata.
Sono tecnologie che permettono di "piazzare" un divano che si vuole acquistare, per esempio, nel proprio salotto per vedere se sta bene e se le misure sono giuste, piuttosto che permette di provare un vestito in maniera digitale senza indossarlo davvero.
Si tratta di strumenti che da un lato aumentano la conversion per le imprese e dall'altro possono permettere di ridurre il numero di resi perché la prova è molto realistica. Sono tecnologie che stanno avanzando e sono coerenti con il filone della sostenibilità, digitale e sostenibilità si parlano fra di loro e offrono una esperienza interessante, ma anche un servizio, permette di gestire al meglio gli spostamenti ed è di supporto alla logistica.

E' un cambiamento tecnologico molto significativo per tutta l'industria e per il commercio.

Un cambiamento anche di percezione.

Si sta passando da una visione su due assi cartesiani alla tridimensionalità, dal piatto a spazi realistici e questo impatta sui comportamenti più emozionali, quelli tipicamente legati al fisico, e permettono di superare il fisico e i vincoli tradizionali. Il metaverso è un elemento nuovo ma è anche un'esigenza di business.

Veniamo al Netcomm Forum 2022: cosa dobbiamo aspettarci?

Come sempre è un evento ricco di contenuti, spunti e idee, ma di fatto gli argomenti sono quelli di cui ho parlato, ossia l'impatto delle nuove generazioni, della tecnologia e dell'abbattimento delle barriere tra fisico e digitale. Ci saranno oltre 160 workshop e l'appuntamento è per il 3 e 4 maggio al Mico in Fiera a Milano.



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