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23/03/2022

economia

I mercati riusciranno ad attraversare la tempesta?

Ritu Vohora (T. Rowe Price): è importante mantenere il sangue freddo, rimanere diversificati e adottare una prospettiva a lungo termine quando si verificano dislocazioni dei prezzi


L'incertezza è diventata il tema predominante del 2022 e i fatti inerenti all'invasione russa dell'Ucraina hanno creato una nuova fonte di preoccupazione per gli investitori.
Gli eventi sul territorio ucraino sono incredibilmente sconvolgenti a livello umanitario e il conflitto è in rapida evoluzione.
Abbiamo già visto pesanti sanzioni finanziarie ed economiche, compresa la rimozione di alcune banche russe dal sistema SWIFT e le sanzioni sulla Banca Centrale della Russia, la più significativa serie di sanzioni su una grande economia da molto tempo: anche con una risoluzione relativamente rapida del conflitto, le sanzioni rimarranno probabilmente in vigore a lungo.

I mercati riusciranno ad attraversare la tempesta?

Mentre esse, da sole, non hanno un impatto sostanziale sulle nostre prospettive per l'economia globale, rimaniamo molto attenti agli impatti derivati.
Infatti, MSCI ha annunciato che rimuoverà i titoli russi dai suoi indici in quanto non soddisfa più i suoi criteri di accessibilità al mercato.

Le pressioni inflazionistiche probabilmente sono destinate a permanere

L'inflazione ha continuato a sorprendere al rialzo, alimentata dai problemi della catena dell'offerta e dalla domanda repressa, mentre componenti più rigide come la crescita dei salari e il settore abitativo indicano che l'inflazione ha una base più ampia ed è più persistente.
La storia mostra che la guerra è inflazionistica, complicando il già difficile compito delle banche centrali di progettare un atterraggio morbido.
Finora, l'impatto economico più evidente è sui prezzi del cibo e delle materie prime.

Seguici: 

La Russia è un importante esportatore di materie prime, rappresentando il 13% della produzione globale di petrolio greggio e il 17% della produzione di gas naturale, oltre ad essere un grande esportatore di grano.
L'aumento dei prezzi dell'energia potrebbe alimentare un'inflazione più persistente e comprimere i redditi dei consumatori
.
I problemi della catena di approvvigionamento sono anche esacerbati dal conflitto in corso.
Oltre al petrolio e al gas russo, la Russia e l'Ucraina sono esportatori significativi di diversi minerali come il palladio, il gas neon, il potassio, il nichel per batterie, il platino, l'alluminio e il rame.

L'interruzione dell'offerta (aziende poco conosciute come l'ucraina Cryoin giocano un ruolo importante nella produzione globale di semiconduttori) e l'impatto delle sanzioni sulla Russia probabilmente si aggiungeranno alle pressioni inflazionistiche, in particolare in Europa.
La natura interconnessa delle catene di fornitura globali implica che le conseguenze potrebbero essere ancora più ampie: per esempio, Volkswagen ha annunciato il blocco della produzione in due stabilimenti a causa della carenza di componenti provenienti dall'Ucraina.
È probabile che l'inflazione raggiunga un livello più alto e più avanti nell'anno di quanto molti si aspettassero.

Potenziali impatti sul percorso della Banca Centrale

All'inizio di questo conflitto, le regole del gioco prevedevano che la maggior parte delle banche centrali dei mercati sviluppati iniziassero ad alzare i tassi a breve termine.

Mercati del lavoro rigidi e pressioni inflazionistiche probabilmente manterranno le banche centrali aggressive nel breve termine; tuttavia, le preoccupazioni sulle conseguenze economiche del conflitto in Ucraina potrebbero moderare il ritmo dei rialzi dei tassi nel corso dell'anno. C'è spazio per un'escalation delle sanzioni, quindi vedremo più volatilità nel breve termine.
Ma, per ora, la crescita negli Stati Uniti rimane intatta, con un solido mercato del lavoro e dei consumatori.
La Fed probabilmente a marzo aumenterà i tassi di 25 punti base, ma l'atteggiamento più cauto da parte del Presidente della Fed Powell suggerisce che le probabilità di un tasso di 50 punti base sono ampiamente diminuite.
I policymaker si trovano di fronte alla sfida aggiuntiva di interpretare l'inflazione guidata dall'offerta, mentre vogliono controllare l'inflazione strutturale che si sta accumulando in alcune sacche dell'economia globale.

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La conformazione della curva dei rendimenti sarà un indicatore importante da tenere d'occhio per capire se ci spostiamo da una fase risk off al rischio di recessione.
L'inflazione dell'Eurozona ha raggiunto il livello più alto mai registrato, con più del 50% del rialzo guidato dall'energia.
Data l'incertezza, sarà difficile per la BCE ridurre gli acquisti di asset a marzo, e qualsiasi azione politica dipenderà dai dati.
Il rischio di stagflazione è comunque aumentato, se la crescita sarà materialmente colpita dall'aumento dei prezzi dell'energia.

Le conseguenze ESG

Il conflitto probabilmente accelererà ulteriormente il tema secolare degli investimenti sostenibili insieme ad una possibile maggiore enfasi sugli investimenti basati sui valori.
Oltre alle sanzioni legali che impediscono certi investimenti o richiedono una svalutazione di alcuni beni, gli investitori saranno probabilmente sempre più cauti nel finanziare qualsiasi governo o società che possa essere coinvolto in questioni di diritti umani.

Potrebbero aumentare le liste di esclusione basate sulla condotta, diventando gli investitori sempre più attenti all'impatto sociale dei loro investimenti.
Il trilemma energetico della sicurezza dell'approvvigionamento, del costo e dell'impatto ambientale probabilmente accelererà in Europa la transizione verso le energie rinnovabili.
Anche il dibattito sul ruolo dell'energia nucleare nella fase di transizione è mutato (almeno in Germania), con la consapevolezza che potrebbe rappresentare una fornitura affidabile riducendo la dipendenza dai Paesi ricchi di petrolio.

Guardando al futuro

Per gli investitori rimane molta incertezza e la volatilità sembra destinata a continuare.
Nonostante la crisi umanitaria molto preoccupante, per la quale speriamo in una soluzione a breve termine, la storia mostra una volatilità di mercato relativamente breve intorno agli eventi geopolitici.

I beni rifugio come l'oro, i titoli di Stato e il dollaro USA fungono da copertura a breve termine.
È importante mantenere il sangue freddo, rimanere diversificati e adottare una prospettiva a lungo termine quando si verificano dislocazioni dei prezzi.
Ritu Vohora, Capital Markets Specialist, T.
Rowe Price



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