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16/03/2022

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Escludere la Russia da SWIFT: un'arma spuntata

Barbara Casu (Bayes Business School): bandire le principali banche russe, ma non quelle per i pagamenti di gas e petrolio, è un potente messaggio politico ma potrebbe non avere un impatto economico così dannoso come previsto

Forse la strategia delle sanzioni economiche messa in atto da USA e UE come ritorsione per l'invasione da parte della Russia in Ucraina potrebbe non esser così decisiva per far desistere Putin, ma potrebbero rivelarsi un boomerang per la UE, Germania e Italia in testa.
Se l'Ucraina è da tempo il granaio d'Europa, la Russia ne è la batteria, intesa come il fornitore dell'energia.

Escludere la Russia da SWIFT: un'arma spuntata

In pratica se vogliamo far andare avanti il sistema produttivo - industriale e non - scaldare le case e avere energia elettrica, occorre importare gas da Mosca.
Che è anche il maggior produttore mondiale di grano, petrolio e tantissime altre materie prime.
Una scelta, quella delle sanzioni, che alla lunga rischia di penalizzare più noi di Putin, visto che l'autosufficienza energetica e alimentare non sarebbero comunque possibili se non con tempi lunghissimi e ingenti investimenti.
Inoltre, alcune sanzioni si dimostrano più politiche che effettive, come quella su SWIFT.
Secondo Barbara Casu, Direttrice del Centre for Banking Research  della Bayes Business School, "la mossa dell'Unione Europea di bandire, dal 12 marzo, le banche russe (tra cui VTB Bank, la seconda banca del Paese) da SWIFT, è tra le sanzioni inflitte alla Russia dopo la sua invasione dell'Ucraina.

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L'acronimo SWIFT sta per Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication ed è il principale sistema di messaggistica che le banche utilizzano per effettuare pagamenti transfrontalieri rapidi e sicuri in più di 200 Paesi.
Nonostante sia stato descritto dalla stampa come uno dei più potenti strumenti che le autorità occidentali abbiano usato per punire la Russia, disconnettere le banche russe dal sistema di messaggistica SWIFT potrebbe certamente inviare un chiaro messaggio politico, ma il suo impatto economico potrebbe non essere così rilevante.

E questo per diverse ragioni.
In primo luogo, SWIFT è un sistema di messaggistica e non ha alcun ruolo nell'esecuzione dei pagamenti.
La messaggistica riguardante i trasferimenti di fondi può essere fatta usando diverse altre reti, anche se potenzialmente meno sicure, tra cui la messaggistica istantanea o il vecchio fax.
In secondo luogo, l'esclusione da SWIFT non ha alcun impatto sul settore bancario nazionale e i volumi d'affari internazionali della maggior parte delle banche russe sanzionate sono limitati.
In terzo luogo, non impedisce alle banche russe di fare o ricevere trasferimenti internazionali da terze parti.
Infine, anche i pagamenti business-to-business non sono attualmente influenzati.
Questo non vuol dire che non ci sarà alcun impatto, semplicemente ci saranno interruzioni e ritardi nei pagamenti internazionali.
Inoltre, due banche, Sberbank e Gazprombank, sono sfuggite alle sanzioni perché servono per i pagamenti di petrolio e gas russo che i paesi dell'UE continuano a comprare nonostante il conflitto in Ucraina.

Infine, la decisione di includere alcune banche ma di escluderne altre è anche politica.
Più stretti sono i legami economici di un Paese con la Russia - come quelle economie che dipendono dalle esportazioni russe, per esempio in termini di approvvigionamento energetico - più grande è il peso dei pagamenti compromessi o ritardati sulla loro economia interna.
La scomoda verità è che le sanzioni economiche, pur essendo necessarie, impongono costi ad entrambe le parti.
Ci sono altri modi, economicamente più potenti, per imporre sanzioni, che disconnettere le banche dalla rete SWIFT
".
In tutto questo, le criptovalute giocano un proprio ruolo.
Secondo Andrea Baronchelli, docente alla City University of London e Token Economy theme lead all'Alan Turing Institute, "sembra che l'Ucraina abbia già ricevuto circa 33 milioni di dollari in Bitcoin e altre criptovalute dopo aver fatto un appello via i social media.

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Donazioni che "contribuiranno alla vittoria ucraina così come il sostegno al popolo civile" dopo l'invasione della Russia.
Da un lato, Bitcoin e altre criptovalute permettono agli Ucraini di ricevere finanziamenti a discapito dei loro invasori, facendogliela sotto il naso, perché nessuno può fermare le transazioni nelle blockchain senza permesso.
D'altro canto, le valute digitali, come le Central Bank Digital Currencies (CBDC), rendono praticabili per la prima volta nella storia i sistemi globali di pagamento digitale alternativi a SWIFT.
Poiché la dipendenza dall'ordine finanziario USA-centrico è strategicamente insostenibile per le ambizioni di Cina, Russia e altri Paesi di occupare un ruolo primario nel futuro ordine mondiale, sembra naturale che essi cercheranno di implementare tali sistemi di pagamento alternativi il più presto possibile
".



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