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02/03/2022

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La pandemia non ferma l'export dei distretti agroalimentari

Il bilancio dei primi nove mesi del 2021 raggiunge quota 16,4 miliardi, cifra che non era mai stata raggiunta nei primi nove mesi dell'anno (+9,8% tendenziale)

Nel terzo trimestre del 2021 le esportazioni a prezzi correnti dei distretti agroalimentari italiani proseguono su un sentiero di crescita che non si è mai arrestato, neanche in piena pandemia, e arrivano a sfiorare 5,6 miliardi (+8,9% tendenziale, +12,7% rispetto allo stesso periodo del 2019).
E' quanto emerge dal Monitor Distretti Agroalimentari, a cura della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, coordinato da Rosa Maria Vitulano.

La pandemia non ferma l'export dei distretti agroalimentari

I valori esportati quasi eguagliano quanto realizzato nel secondo trimestre del 2021 e rappresentano il terzo miglior risultato di sempre (dopo il record segnato nel quarto trimestre del 2020). Il bilancio dei primi nove mesi del 2021 raggiunge quota 16,4 miliardi, cifra che non era mai stata raggiunta nei primi nove mesi dell'anno (+9,8% tendenziale, +14,1% rispetto ai primi nove mesi del 2019).
Le esportazioni distrettuali agro-alimentari proseguono quindi a gonfie vele verso il traguardo dei 20 miliardi di euro per fine anno, cifra record già raggiunta nel 2020.
I distretti dei vini si lasciano alle spalle il risultato negativo del 2020 e realizzano nei primi nove mesi del 2021 una crescita a due cifre sia nel confronto con il 2020 (+14,6%) che con il pre-pandemia (+11,7%).
Maggior contributo dal distretto dei Vini di Langhe, Roero e Monferrato che cresce di oltre 200 milioni rispetto ai primi nove mesi del 2019 (+17,9% tendenziale; +16,3% rispetto al pre-pandemia).

Seguici: 

Ottima performance anche per i Vini dei colli fiorentini e senesi, che realizzano 87 milioni di export in più rispetto al pre-crisi (+23,9% tendenziale; +17% rispetto allo stesso periodo del 2019).
Vola l'export dei distretti agricoli, che nel complesso realizzano 500 milioni in più rispetto al periodo gennaio-settembre 2020.
Tutti i distretti sono oltre i livelli pre-crisi: si distinguono in particolare la Nocciola e frutta piemontese (+34% tendenziale e +35,6% rispetto al pre-crisi) e il Florovivaistico di Pistoia (rispettivamente +37,3% e +39,3%).

Ottima performance nei primi nove mesi del 2021 anche per i distretti della pasta e dolci, in primis Dolci di Alba e Cuneo (+15,3% tendenziale, +13,6% rispetto al pre-pandemia) e il comparto pasta dell'Alimentare di Parma (rispettivamente +3,1% e +31,3%).
Forte recupero nel periodo gennaio-settembre anche per i distretti delle carni e salumi (+16,4%) dopo un 2020 chiuso in sostanziale parità.
Trainano la crescita le Carni di Verona (+16,7% tendenziale e +22,7% rispetto ai primi mesi del 2019) e i Salumi del Modenese (rispettivamente +20% e +12,5%).
"Soffre" nel confronto con un 2020 da record la filiera delle conserve (-5,4% tendenziale), che si posiziona comunque nei primi nove mesi del 2021 su livelli superiori rispetto allo stesso periodo del 2019 (+4,6%).
Frena la crescita il comparto conserve dell'Ortofrutta e conserve del foggiano (44 milioni in meno rispetto al pre-crisi).

Stessa dinamica per la filiera del riso (-6,7% tendenziale ma +5,8% rispetto ai primi nove mesi del 2019).
In sostanziale parità nei primi nove mesi del 2021 la filiera dell'olio (-0,9% tendenziale; +6% rispetto allo stesso periodo del 2019).
Molto positiva anche l'evoluzione dei distretti del lattiero-caseario (+17,5%) in forte recupero rispetto al pre-pandemia (+13,8%); crescono a due cifre i distretti del caffè (rispettivamente +12,9% e +20,4%); porta a casa un risultato positivo la filiera dell'ittico (+19,2% tendenziale) anche se non recupera il gap rispetto al pre-crisi (-4,1%).
Infine, per quanto riguarda i Paesi di destinazione dell'export dei distretti agro-alimentari italiani, nei primi nove mesi del 2021 si registrano risultati positivi verso tutti i principali partner commerciali: in primis Germania (+5,7% tendenziale), Stati Uniti (+16,2%) e Francia (+9,6%).

la copertina di BusinessCommunity.it

In calo i flussi verso il Regno Unito (-8,7%), che dal primo gennaio 2021 non è più parte del territorio doganale e fiscale dell'Unione Europea.



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